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Gestione Separata INPS: quando le sanzioni pesano più del non versato

| 13 luglio 2011 | LETTO: 31.758 VOLTE | 290 COMMENTI | Autore: Romano Calvo | SHORT URL |
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Mi faccio interprete del caso di una amica ex partita iva che ha ricevuto in questi giorni la cartella di pagamento dall’INPS di Varese: per l’anno 2005, a causa del mancato versamento dei contributi alla gestione separata, si trova oggi a dover pagare 11.800 euro per contributi non versati e – udite udite – 9.300 euro di sanzioni. Per un totale di 21.200 euro, pagabili a rate col modico tasso del 9%!!!
Chiedo agli amici che ci leggono di segnalare casi del genere per dare un consiglio alla nostra amica. Nella lettera viene detto che il pagamento deve avvenire entro 30 giorni, mentre il ricorso potrà essere fatto entro 90 giorni:  secondo voi è meglio pagare subito e poi fare ricorso oppure fare prima ricorso? Avete nominativi di commercialisti preparati sulla materia (in area milano-varese)  da consigliare?
Fateci sapere la vostra opinione ed esperienza. Scatta la solidarietà tra Partite IVA.

Romano Calvo

 
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290 COMMENTI »

  • Alessandro ha scritto:

    11.800 Euro non mi sembrano una svista e, considerando la condizione media degli iscritti alla Gestione Separata, non mi sembra nemmeno una cifra compatibile con redditi particolarmente bassi. Il motivo del mancato pagamento?

  • Samanta Boni ha scritto:

    Tutto questo è semplicemente assurdo. Ho chiesto al mio commercialista e ti farò sapere che ne pensa. Hai provato a sentire il commercialista attivo su Milano-Varese convenzionato con ACTA?

  • Ornella ha scritto:

    Attenzione perché una volta rateizzata la cartella sarà necessario pagare tutte le rate prima di poter presentare ricorso e ottenere il rimborso (qualora ci fosse stato un errore). E per un totale di oltre 20.000 euro potrebbero essere diversi anni di rate…
    Se pensa che ci siano gli estremi (errore, incongruità del mancato versamento, etc.) dovrebbe presentare subito la domanda di ricorso tramite avvocato, quantomeno per fermare l’emorragia degli interessi. Io ricordo che i gg per presentare ricorso sono 60 dalla notifica della cartella, ma non vorrei sbagliare…

  • romano calvo (author) ha scritto:

    Il motivo del mancato pagamento è dovuto ad una effettiva violazione di legge (l’idea sbagliata per cui se chiudi la partita iva non devi più pagare le rate inps, pregresse). Il problema è l’entità delle sanzioni (nemmeno una banca potrebbe applicare una rivalutazione così esosa).
    Non ho gli estremi del commercialista convenzionato con ACTA: Samantha, si può rendere pubblico?

  • Samanta Boni ha scritto:

    Romano, accedi come socio ACTA e fai clic qui: http://www.actainrete.it/servizi/convenzioni-per-soci/convenzioni-per-i-soci-acta/

    Troverai tutti gli indirizzi e-mail e gli estremi per rivolgerti ai consulenti convenzionati. In bocca al lupo per la tua amica!

  • Satira ha scritto:

    La satira per questo post è facile facile, prendi l’esempio di Santa Marina Berlusconi e non pagare… Se hai immobili li vendi tramite notaio a chi vuoi tu e all’importo che decidi tu, i soldi li ritiri in contanti e li spendi per pagarti debiti pregressi o in cibo e vestiario, se hai stipendio da dipendente credo che non te la scamperai proprio purtroppo!
    Chiaramente la mia è solo satira non spingo nessuno a fare il furbo: la tranquillità e l’onestà sono impagabili, ci sono forse degli strumenti per verificare se quello che chiedono era veramente dovuto, purtroppo se c’è di mezzo equitalia ne sento veramente di cose ingiuste…

  • luca ha scritto:

    mi sembra opportuno rilevare che nella manovra finanziaria in corso di approvazione c’è una norma di interpretazione autentica che esclude che debbano pagare i contributi alla gestione separata Inps coloro che svolgono un’attività il cui esercizio sia subordinato all’iscrizione ad un albo.
    si tratta nello specifico dell’articolo 18, comma 12 che così recita:
    L’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, si interpreta nel senso che i soggetti
    che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo tenuti
    all’iscrizione presso l’apposita gestione separata INPS sono esclusivamente i soggetti che svolgono
    attività il cui esercizio non sia subordinato all’iscrizione ad appositi albi professionali, ovvero
    attività non soggette al versamento contributivo agli enti di cui al comma 11, in base ai rispettivi
    statuti e ordinamenti, con esclusione dei soggetti di cui al comma 11. Resta ferma la disposizione di
    cui all’articolo 3, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103. Sono fatti
    salvi i versamenti già effettuati ai sensi del citato articolo 2, comma 26, della legge n.335 del 1995.

  • Romano Calvo (author) ha scritto:

    Cari colleghi,
    che fossero esclusi gli iscritti agli ordini credevo già di saperlo, non so la manovra che cosa possa aggiungere.
    Per quanto riguarda la “satira” posso rispondere che viene il momento in cui cui non c’è più motivo di scherzare, nè di perdere tempo con chi ha bisogno di accarezzare il priopro ego. Parliamo di merito, cioè di cose serie. Non è obbligatorio scrivere tutte ciò che passa per la mente.

  • susanna botta ha scritto:

    in passato (e sicuramente accadrà anche in futuro) anche io non ho versato i contributi dovuti alla gestione separata, ma la mia commercialista afferma che la sanzione è pari a quella applicata per il mancato pagamento dell’IVA (ovvero il 30% del dovuto) più ovviamente gli interessi. Allora l’unica spiegazione per la sanzione di oltre 9000 euro potrebbe essere il fatto che a non essere pagata è stata una cartella esattoriale già in mano a Equitalia. A me è successa la stessa cosa con una multa non pagata che da 200 euro è arrivata a più di 1000. forse in questo caso il fatto che sia stata abolita la funzione di Equitalia (ma per tutti i tipi di sanzioni o solo per i tributi locali?)potrebbe essere un fatto positivo della manovra.
    susanna

  • luca ha scritto:

    Caro Romano, non è proprio così e infatti la norma di interpretazione autentica sta a dimostrare che non fosse così chiara la questione.
    Proprio nei giorni precedenti e sin dal 2010, nell’ambito della nota operazione poseidone, l’Inps ha inviato un numero impressionante di messe in mora anche a professionisti iscritti a ordini vari chiedendo il pagamento dei contributi per l’anno 2005.

  • romano (author) ha scritto:

    Grazie delle utili informazioni. Tenete conto che la cartella NON arriva da Equitalia ma direttamente dall’INPS di Varese. Come gentilmente mi ha segnalato Mario, c’è in ballo la prescrizione che dovrebbe scattare dopo 5 anni. Comunque vediamo come va a finire. In fondo è meglio tenersi preparati.

  • Alessandro ha scritto:

    In tutta sincerità non riesco a vedere nulla di male nel punire duramente chi tenta di fare il furbo (in modo più o meno consapevole e malizioso). Forse ho capito male, ma qui c’è stata una chiara evasione volontaria di un versamento INPS ingente, quindi non trovo assolutamente ingiusta l’entità della sanzione (di sanzione si tratta, non di semplici interessi).
    Diverso è il caso in cui per aver sbagliato ad approssimare una cifra decimale in bona fede, vengono comminate sanzioni folli (come i circa 200 Euro chiesti a mio padre per aver pagato pochi centesimi di ICI in meno alcuni anni fa).

    Chiediamoci piuttosto se fosse equo chiedere il versamento di 11.800 Euro per avere in cambio una pensione ridicola!

  • luca ha scritto:

    beh, non sono d’accordo col discorso della furbizia, in quanto ove trovasse approvazione quella norma che ho riportato, significa che la norma originaria avrebbe dovuto essere interpretata e applicata così sin dall’inizio e quindi l’Inps non avrebbe mai potuto chiedere il pagamento di alcunchè, limitatamente alle categorie interessate.

  • LEO ha scritto:

    Il problema serio è che chi ironizza o chi ritiene che si sia furbi non sa come sta realmente la situazione. A me, professionista occasionale e docente di scuola pubblica a tutti gli effetti (sono di ruolo dal 1985), la mia cassa “INARCASSA”, cui ho sempre versato il contributo previsto del 2%, non ha mai chiesto la iscrizione ad essa perchè sono iscritto ad altra forma di previdenza obbligatoria (INPDAP ) come docente. Quindi IO I MIEI CONTRIBUTI PENSIONISTICI li ho versati, certo, non per il reddito da lavoro autonomo, ma io all’INPS non chiedo NIENTE e niente voglio pagare perchè avendo la mia brava pensione, alta o bassa che sia, mai niente chiederò all’INPS. Fra l’altro molti dicono che due pensioni ce le possiamo sognare, ragion per cui, perchè questa richiesta? Io vado in pensione dal 01/09/2011, cioè fra quaranta giorni. La mia situazione economica non è più quella del 2005: oggi a stento arrivo a fine mese. L’INPS mi chiede 2.957,21 € di cui 1.663,60 di mancata contribuzione e 1.293,61 di sanzioni. E’ logico e normale tutto questo o è un furto legalizzato? Sono talmente arrabbiato da essere disposto ad arrivare fino alla corte internazionale dei diritti dell’uomo, quindi non cederò mai. Nessuno mi aveva fatto la richiesta di quel contributo in precedenza, quindi, ammesso che sia un obbligo di legge, perchè quelle sanzioni? o ha ragione “Il sole 24 ore” quando dice che l’INPS batte cassa negli studi professionali? Vuole forse risolvere in questa maniera i suoi problemi di cassa? Sappiatelo:io non pago!!!(anche perchè non posso).

  • edino ha scritto:

    Caro Leo, sono più o meno nella tua stessa situazione. Ingegnere libero professionista e docente universitario che, data l’impossibilita di iscrizione all’INARCASSA e conseguente versamento, credeva che non fosse obbligatorio il versamento INPS.
    Gradirei essere informato sulla possibilità di resistere all’Azione INPS. Io sono nella situazione di dover versare ( anno 2005) circa 10.000 euro di cui 5.500 di contributo e 4.500 di sanzione. Naturalmente cercherò di fare il possibile per non versarle ma , allo stato attuale, non mi sembra che ci siano elementi credibili per sostenere il non versamento. Sono molto interessato a sapere quello che farai tu e/o quello che altri, nelle stesse situazioni, faranno.
    Edino

  • luca ha scritto:

    scusate se vi annoio ma valutate se rikentrate o meno nella previsione della norma di interpretazione autentica (quindi retroattiva) contenuta nella legge finanziaria che ho richiamato sopra, precisamente il comma 12 dell’art. 18, io credo che voi essendoi ingegneri vi rientrate perfettamente.
    in ogni caso posto questi link che vi potrebbero tornare utili per il ricorso indipendentemente dalla questione di cui sopra che comunque a mio avviso è assorbente ed elimina ogni discussione.

    http://www.previdenza-professionisti.it/gestione-separata-e-professionsiti

    Valutate inoltre anche la prescrizione e quando vi è stata inviata la raccomandata, se dopo il 20 giugno è scattata la prescrizione quinquennale.

  • Nicola ha scritto:

    Sono uno di voi, ho letto i commenti con attenzione e non capisco proprio quelli che ci considerano furbetti. Sono docente iscritto quindi all’INPAD e mai iscritto alla gestione separata (non vorrei proprio mai iscrivermi) ma ho ricevuto come voi la comunicazione di iscrizione d’ufficio con relativo pagamento e sanzioni folli. Non ho i soldi per pagare e sono andato all’INOS. Un funzionario mi ha detto di lasciar stare e di pagare invece per il 2009, 2010 e acconto 2011, tanto poi arriva la cartella di equitali che puoi rateizzare in 72 rate. Ora però leggo della finanziaria 2011- L. 111 del 15 luglio 11 che prevede l’esonero a chi è iscritto ad albi professionali ma anche della circolare n. 99 del 22-7-11 dell’ INPS che invece conferma l’iscrizione (pare) per architetti ed ingegneri. E’ IL CAOS, PERCHE’ NON PROMUOVIAMO UNA CLASS ACTION? SCRIVETEMI SONO DI VICENZA ED HO ALTRI COLLEGHI NELLA MIA STESSA SITUAZIONE la mia mail è : arxvice@aruba.it grazie in ogni caso, è un furto legalizzato

  • Nicola ha scritto:

    Scusate errata corrige, non sono andato all’INOS ma all’INPS (purtroppo)

  • Nicola ha scritto:

    Allego alcune iniziative su questa giusta causa:
    http://ordine.architettiroma.it/notizie/13607.aspx e sul sito dei radicali italiani
    http://www.radicali.it/contributi-silenti
    Di mia iniziativa ho inviato a tutti gli ordini architetti capoluogo di regione la lettera di Roma (link sopra)
    L’unione fa la forza

  • arch. Sebastiano Zanetello, Vicenza ha scritto:

    Sono anch’io architetto e insegnante. A inizio carriera mi ero iscritto a Inarcassa (cassa prev. architetti e ingg.), ma, diventato anche insegnante, mi hanno detto che non potevo avere due casse di previdenza e due pensioni: così MI HANNO RESTITUITO I CONTRIBUTI.
    Ora invece l’INPS, senza alcuna informazione preventiva, né da parte sua, né da parte dell’Ordine Professionale – ma per cosa paghiamo l’iscrizione, se non per essere informati? – pretende proprio il contrario, e con effetto retroattivo. neanche i commercialisti da me interpellati ne sapevano niente!
    E chiede i pagamenti arretrati con un TASSO USURAIO (60% + interessi annui)!
    Purtroppo noi professionisti/docenti siamo sì iscritti a un ordine professionale ma, dal momento che non versiamo il contributo soggettivo all’Inarcassa, rientriamo comunque fra quelli che hanno l’obbligo della gestione separata Inps:
    http://www.inps.it/bussola/visualizzadoc.aspx?svirtualurl=%2Fcircolari%2Fcircolare%20numero%2099%20del%2022-07-2011.htm
    Resta l’odiosità di quello che sembra, più che un civile rapporto tra enti pubblice e cittadino, un odioso tranello e una ruberia pianificata.

    Vi segnalo inoltre:
    PENALIZZATI PER LEGGE
    http://www.actainrete.it/2011/04/iscritti-alla-gestione-separata-penalizzati-per-legge/

    Segnalo infine l’iniziativa dei Radicali per la restituzione dei contributi silenti:
    http://new.ancot.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1614:contributi-silenti-e-pensioni-20-maggio-davanti-alle-sedi-inps&catid=156:ancot-news

    Bisogna far sentire la nostra voce in tutti i modi e in tutte le sedi possibili (associazioni per la difesa del cittadino, ordini professionali, partiti politici, …)
    L’ordine degli architetti di Roma qualcosa la sta facendo:
    http://ordine.architettiroma.it/notizie/13607.aspx

  • arch. Sebastiano Zanetello, Vicenza ha scritto:

    E se andate nel sito INPS per avere informazioni per la compilazione del modello F24 (per effettuare i versamenti) TROVATE LE ISTRUZIONI RELATIVE ALL’ANNO SCORSO:
    http://www.inps.it/portale/default.aspx?lastMenu=5645&iMenu=1&iNodo=5645&p1=2

    Quando lo Stato viene incontro al cittadino…

  • mara ha scritto:

    Ma Inarcassa cosa fa??? Non ci vuole iscritti ma pretende da noi il 4%?? E noi accettiamo??’ Ma quale altra cassa di categoria vessa così i propri aderenti? E gli Ordini Professionali??
    Tra l’altro dovremmo esporre in fattura il 4% di rivalsa INPS e il 4% Inarcassa…più di quanto espone un iscritto Inarcassa!!!
    DOVREMMO RIFIUTARCI TUTTI DI PAGARE!!!

  • luca ha scritto:

    http://www.inps.it/bussola/visualizzadoc.aspx?svirtualurl=%2fcircolari%2fcircolare%20numero%2099%20del%2022-07-2011.htm

    Nonostante la norma di interpretazione autentica ( a mio modestissimo avviso molto chiara) da me più volte richiamata in interventi precedenti, con la cicolare 99/2011 del 22.7.2011, l’Inps dimostra di non mollare, interpretando a sua volta la norma che er già interpretativa.

    Io penso che la questione si risolverà davanti ai Giudici e dopo che molti avranno dato ragione ai ricorrenti sulla base di quella norma, l’INPS si adeguerà.

    Quindi ahimè, dovete fare ricorso.

  • Nicola ha scritto:

    Scusa Luca ma se questo direttore inps Nori interpreta a suo favore è come dire che chi vuole i nostri soldi li prende in ogni caso anche davanti all’evidenza. In realtà la corretta interpretazione dovrebbe arrivare dal Ministero, attiviamoci. Oggi ho inviato una richiesta di iscrizione a inarcassa a tutti i delegati architetti d’Italia e credo di aver colto nel segno date le mail che mi sono arrivate. Qualcuno può farlo per i delegati ingegneri? è sufficiente andare su inarcassa e trovare il link delegati ingegneri con tutte le rispettive mail presenti Saluto tutti Se volete la lettera che ho scritto ; arxvice@aruba.it

  • luca ha scritto:

    Io non sono archietto, ho fatto l’avvocato per tanti anni prima di vincere un concorso pubblico e non ho ricevuto nessun invito al pagamento da parte dell’Inps, mi sono interessato della questione perchè non essendomi mai iscritto nè alla Cassa Forense nè alla Gestione separata Inps, se la famosa operazione “Poseidone” messa in atto dall’Inps dovesse continuare, come sembra, mi chiederanno sicuramente nei prossimi anni i contributi per gli anni in cui ho esercitato e ho dichiarato redditi di lavoro autonomo.

    Ribadisco che di fronte alla forzatura intepretativa da Pparte dell’Inps, l’unica strada è vincere i ricorsi giudiziari, dopodichè l’inps si fermerà.

  • Cristiano ha scritto:

    Salve, non sono un architetto, ma un ingegnere, dipendente a tempo indeterminato di una azienda, che in passato ha avuto anche la P.IVA e, come voi, ha ricevuto il caro avviso dall’INPS.
    Se ho ben capito, facendo un ricorso, sulla base dell’art 18. comma 12, della finanziaria, si dovrebbe poter avere speranze di vittoria. giusto?
    io ho già mobilitato un avvocato. se qualcuno vuole contattarmi: cristiano.frati@virgilio.it

  • loredana ha scritto:

    Non serve fare ricorsi da soli ma dobbiamo far mobilitare gli ordini che hanno gli avvocati che fanno le consulenze pagati con le nostre quote di iscrizione agli albi.
    Il punto è che noi professionisti dipendenti siamo penalizzati perchè alla fine dovremmo aggiungere in fattura un 4% di rivalsa INPS che ci renderebbe fuori mercato rispetto ai nostri colleghi solo professionisti.E’ concorrenza sleale, diversità di trattamento e non so che altro termine usare!
    Comunque dobbiamo unirci.
    Firmate la petizione dei radicali e visitate il sito facebook
    https://www.facebook.com/group.php?gid=56795685208

  • mario ha scritto:

    E’ concorrenza sleale fare il dipendente ed il lavoro autonomo, quindi si paghi per l’eccedenza..

  • francesca ha scritto:

    io credo che se bisogna pagare, per lo meno tolgano le sanzioni visto che c’è voluta una norma di interpretazione autentica per “definire” laquestione

  • Cristiano ha scritto:

    non capisco perchè sia concorrenza sleale, se lavoro per 4 ore al giorno in una azienda e per le restanti 4 ore faccio il professionista, non vedo dove sia la concorrenza sleale. il vero problema sono le sanzioni, e visto che c’è voluta una norma di interpretazione autentica, spero anche io che tolgano le sanzioni. Comunque state molto attenti alla data di spedizione della raccomandata da parte dell’INPS: infatti loro dentro hanno messo la data del 13 giugno, in molti casi però la raccomandata è stata da loro spedita dopo il 20 giugno, che come loro stessi mi hanno confermato telefonicamente, era il termine ultimo per la prescrizione (insomma ci stanno provando…)

  • luca ha scritto:

    infatti, a molti colleghi avvocati di bari che l’hanno avuta, è arrivata il 21 giugno

  • Nicola ha scritto:

    Mi sono impegnato mplto in questi giorni, ho contattato molti colleghi e sto cercando con determinazione di far venire alla luce questo sopruso dell’operazione “poseidone”!!!! Ho attivato su facebook “gestione separata inps blog” troviamoci tutti. Ciao, Nicola Busin architetto di Vicenza . In ogni caso grazie ad ACTA per l’impegno e l’interesse dimostrato sin’ora.

  • Nicola ha scritto:

    Ecco il link diretto e grazie, Nicola
    http://it-it.facebook.com/pages/gestione-separata-inps-blog/206889999360608

  • b.claudio ha scritto:

    sintetizzo alcuni dubbi:

    prescrizione.
    chi sostiene che il 20 Giugno sia la data ultima entro la quale dovevano notificare la richiesta puo’ per favore indicare la fonte ? Dai siti INPS l’evasione si prescrive in 10 anni. Appare anche interessante questo link http://www.quagliarella.com/lav12.html.
    Alla luce di questo non mi pare ci siano margini per invocare la prescrizione.

    sanzione:
    quale sanzione ?
    come tutti si sono accorti le sanzioni sono quasi pari alla somma “evasa”. Nell’avviso che tutti abbiamo ricevuto viene indicato che per la sanzione è stato applicato l’articolo 116 cmma 8 lett b della L 388/2000. In tal caso siamo stati considerati (parlo di singoli professionisti, ovvio) come datori di lavoro con intenzione specifica di non versare i contributi o i premi. A mio parere portrebbero sussistere motivi di ricorso quanto meno per far applicare il comma a. Questo potrebbe essere motivo di class action per chi ha svolto attività professione da solo.

    quanto pagare ?
    rimango perplesso sui calcoli. se provo ad apllicare l’articolo 116 comma 8 lett. b non mi tornano i conti. la sanzione dovrebbe essere del 30% in ragione d’anno e dagli esempi citati nel forum non mi tornano i conti.

    spero di aver portato un contributo.
    nel frattempo ho sollecitato lordine ed il delegato inarcassa. A settembre occorrerà fare un pressing

  • Cristiano ha scritto:

    Ai fini Inps, la legge 335/95 di riforma del sistema pensionistico ha innovato il regime della prescrizione dei debiti contributivi come segue:

    10 anni se riferiti a contributi al Fondo pensioni lavoratori dipendenti o altra forma pensionistica obbligatoria sino al 21.12.1995
    5 anni se riferiti a contributi al Fondo pensioni lavoratori dipendenti o altra forma pensionistica obbligatoria a partire dal 1.1.1996
    5 anni per tutte le altre contribuzioni obbligatorie a partire dal 17.08.1995

    Questi termini sono applicabili anche alle contribuzioni precedenti l’entrata in vigore della legge (17.08.1995) salvo i casi di interruzione della prescrizione compiuti entro tale data secondo la precedente normativa. Nei solo caso di interruzione dei termini occorre computare anche il periodo di sospensione di tre anni previsto dalla legge 638/83. Gli atti interruttivi della prescrizione inviati dall’Ente (non hanno validità gli atti inviati da soggetti terzi) inviati a partire dal 1.1.1996 interrompono la prescizione su periodi anteriori di 5 anni. Sono considerati interruttivi della prescrizione ance gli atti presentati dal debitore intesi a riconoscere il debito stesso (quali denunce contributive…)

    nel nostro caso, esendo gestione separata sono 5 anni dalla scadenza del versamento, ovvero il 20 giungo 2006, confermato dal mio avvocato che mi segue nel ricorso

  • Enzo ha scritto:

    La prescrizione è di 5 anni, altrimenti avremmo avuto le notifiche anche per gli anni precedenti.
    Ho già predisposto il ricorso online all’INPS ma la mia paura è per gli anni successivi.
    Credo che dovremmo fare pressing all’INARCASSA al fine di modificare lo statuto e permettere il pagamento, anche degli arretrati, dei contributi.

  • Cristiano ha scritto:

    sono d’accordo con te, meglio versarli ad INARCASSA a rate che all’INPS. Telefonicamente l’inps aveva ammesso che erano prescritti gli anni precedente il 2005, salvo poi rimangiarsi tutto con delle scuse del tipo: mancava il quadro RR sulla dichiarazione e quindi la prescrzione non esiste…. ma se non esiste allora perchè non chiedere anche gli anni indietro? La prescrzione c’è.. solo che biosgnrà farla valere in sede civile, perchè il ricorso verrà rigettato e ci toccherà andare dal giudice ordinario e chiedere anche la sospensiva del pagamento

  • luca ha scritto:

    la prescrizione ormai è assodato che sia quinquennale, il problema è che non so se l’attività di recupero proseguirà per gli anni successivi.
    Nonostante la circolare Inps n. 99, io dubito che l’Inps andrà avanti, dato che sa benissimo che quella circolare è una evidente forzatura giuridica rispetto a quento previsto nella manovra finanziaria.

  • Marco ha scritto:

    Sono ingegnere dipendente di ente pubblico e nel 1996 non mi ero iscritto alla Gestione Separata INPS per tre motivi: all’epoca il sistema di calcolo della mia pensione era diventato contributivo (per insufficiente anzianità di servizio) e raggiungevo circa il massimale di contribuzione previsto nella Gestione Separata; la mia attività professionale non era (così come non è oggi)né prevalente né abituale; era previsto che INARCASSA istituisse una propria Gestione Separata.
    Ricevuta la comunicazione INPS per i redditi 2005 mi sono rivolto ad un avvocato che ha fatto ricorso contestando quanto sopra (sembra però che in argomento non ci sia molto da fare), ma, soprattutto, contestando la prescrizione dei termini per il reddito 2005; infatti la lettera INPS pur datata 13 giugno è pervenuta dopo il 20 giugno e, non essendo raccomandata, INPS non può dimostrare il contrario.
    Il mio avvocato esercita nel foro di Torino e si sta occupando anche di altri malcapitati con lo stesso problema. Ai fini di una azione collettiva mi ha autorizzato a comunicare il suo indirizzo email: “Avv. Carlo Bosso” .

    P.S. da fonti interne INPS mi giunge notizia che a settembre/ottobre partirà un’altra raffica di lettere per i redditi 2006 (e quindi non sarà più possibile contestare la prescrizione dei termini)

  • Enzo ha scritto:

    Purtroppo è certo che arriveranno le comunicazioni INPS per gli anni successivi al 2005.
    Ma le sanzioni non sono contestabili? mi sembrano interessi da usurai!!

  • DOMENICO ha scritto:

    noi,ingrgneri romani siamo abbiamo un avvocato comune dell’ordine degliingegnerii di roma.
    Secondo me, gli avvocati dovrebbero unirsi anche loro per dare più forza all’azione congiunta.

  • luca ha scritto:

    se l’inps comincerà a perdere i giudizi si fermerà e alla luce della norma di interpretazione autentica, totalmente disattesa dall’Inps, credo che l’esito sarà negativo per l’Inps stessa. Si tratta solo di aspettare.
    Ovviamente chi ha ricevuto già la richiesta credo che, salvo sorprese, dovrà portare avanti il ricorso.

  • marco ha scritto:

    Ho letto tutti gli interventi precedenti e sono consapevole delle reazioni che scatenerò con la mia modesta opinione che vado ad esporvi. Sono docente di ruolo dal 1991 e dal 1991 al 1997 ho avuto anche p.IVA (poi l’ho chiusa per alcuni anni).
    Tuttavia, che piaccia o meno, è dal 1995 che è stata istituita la Gestione separata INPS (art.2 comma 26 della legge n.335/1995) ed il mio commercialista di allora mi fece iscrivere. E’ altrettanto vero che nella scuola dove insegno su circa 40 colleghi ing./arch./avv./dott.agraria/….. eravamo solo in due ad essere iscritti, mentre gli altri se ne sono bellamente infischiati, anzi non esagero se ne hanno sempre fatto un motivo di vanto (specie nei confronti dei fessi che invece pagavano…)
    Nel 2006 ho riaperto p.iva e naturalmente mi sono iscritto ancora.
    In conclusione quello che volevo evidenziare è che la legge c’è da un sacco di tempo, così come era chiaro che le sanzioni sarebbero state quasi uguali all’importo evaso (mi dispiace dirlo così brutalmente, ma di evasione si tratta, altrimenti …… rivoglio indietro anch’io quello che ho versato!!)
    Invece di prendersela con l’INPS io me la prenderei con il commercialista che non ha avvisato che c’era l’OBBLIGO di iscrizione o che addirittura ha consigliato di non iscriversi (tanto siamo in Italia e si condona tutto…). In questo ultimo caso rallegratevi almeno degli anni prima del 2005 che sono ormai prescritti, ma per chi ha fatto il “furbetto”, mi scuserete, se non riesco a provare compassione.
    Ed ora scatenatevi…..
    bye bye

  • luca ha scritto:

    no, per me hai perfettamente ragione, solo che per molti quello che è fatto è fatto, quindi adesso alcuni andrebbero a pagare cifre astronomiche per ogni anno “evaso” per non avere nulla, ma davvero nulla a livello previdenziale e non credo tutti se lo possano permettere, anzi, sono sicuro che alcuni andranno incontro a gravi problemi.
    Detto questo, se c’è stata una norma di interpretazione autentica abbastanza chiara, seppur disattesa dall’Inps, ti aggiungo che la questione non è così pacifica come l’hai prospettata tu.
    Rileggi la norma di interpretazione autentica e capirai che in realtà non si dovrebbe pagare proprio un bel nulla, poi che l’inps vada ugualmente avanti e tiri fuori una ridicola circolare per dire il contrario di ciò che dice la norma, questo lo valuteranno i giudici di merito che vsaranno investiti dei ricorsi.

  • marco ha scritto:

    Pur avendo sempre avuto difficoltà a districarmi nella chiara comprensione degli intendimenti dei nostri legislatori, la norma di interpretazione che indichi mi sembra che vada presa in tutta la sua estensione. Cerco di spiegarmi meglio.
    E’ chiaro che farebbe comodo fermarsi a leggere dove dice che “… tenuti all’iscrizione presso l’apposita gestione separata INPS sono esclusivamente i soggetti che svolgono attività il cui esercizio non sia subordinato all’iscrizione ad appositi albi professionali,….”
    però c’è anche il seguito della stessa frase,
    “….. ovvero attività non soggette al versamento contributivo agli enti di cui al comma 11, in base ai rispettivi statuti e ordinamenti, con esclusione dei soggetti di cui al comma 11.”
    Il nodo della questione non è tanto l’iscrizione ad un albo, quanto il fatto che ci sia una parte di reddito sul quale non si paga nessun tipo di contributo.
    E’ chiaro che se uno svolge una attività che non ha un albo professionale non c’è nessuno che gli può chiedere i contributi sul reddito da lavoro autonomo e quindi se li prende l’INPS.
    Se invece c’è una cassa dell’albo professionale, allora bisogna vedere cosa prevede il singolo statuto.
    Nel mio caso INARCASSA non li vuole perché ho già una forma di previdenza obbligatoria come docente e quindi, così come pago i contribuiti all’INPDAP sullo stipendio, devo pagare a “qualcuno” i contributi sulla quota di libera professione: visto che INARCASSA non li vuole ecco che salta fuori INPS con la sua gestione separata.
    Se fossi solo libero professionista allora sì che INARCASSA li prenderebbe tutti e l’INPS non potrebbe chiedermi niente.
    Ecco perché si fa riferimento esplicito allo statuto del singolo albo professionale.
    In effetti ci potrebbe anche essere un altro ordine al quale i contributi degli iscritti, per così dire, part-time non fa così schifo, anzi magari ci sono pure e sono io a non conoscerli.
    Solo così INPS non avrebbe nulla da pretendere.
    Torno perciò a sottolineare che il problema non è di appartenenza o meno ad un albo, ma è una vile questione di denaro: su qualsiasi reddito da lavoro (autonomo o dipendente) si devono pagare i contributi.
    Per i dipendenti c’è sempre un ente specifico a cui versarli, mentre per gli autonomi ogni albo può fare lo statuto che preferisce, quindi o se li prende la relativa cassa professionale oppure li prende l’INPS con la gestione separata.
    Anche se mi rode molto (ogni anno col 730 vado a pari o a credito, ma poi con quello che vuole l’INPS se ne vanno sempre alcune migliaio di euro) devo ammettere che il principio che tutti i redditi devono avere i relativi contributi mi sembra abbia una logica ineccepibile e rispetti perfino un principio di equità.
    Detto questo me li terrei più che volentieri in tasca anch’io, non sono così masochista, e ….. le bestemmie volano sempre alte ogni volta che si va dal commercialista..

  • francesca ha scritto:

    la norma parla di attività; facendo riferimento a ciò fa presupporre che rientrano nella gestione separata quei redditi non propri dell’attività professionale, che so se uno è avvocato e gestisce condomini saremmo in presenza di un’attivita che lo statuto della cassa non fa rientrare fra le attività proprie di un iscritto e quindi equipara il reddito prodotto a quello di un non iscritto.
    Detto ciò credo che inps si sia avventurata in un campo minato, esistono tanti e tali statuti con tante specificità (iscrizione retroattiva ecc) che avrebbe fatto meglio a non interessarsi degli iscritti agli albi

  • francesca ha scritto:

    aggiungo che essendo la norma tutt’altro che chiara visto che nel 2011 il legislatore ha dovuto interpretarla, inps farebbe bene a non applicare le sanzioni visto che non credo che tutti quelli che non hanno pagato avessero intenti truffaldini, molti sono in assoluta buona fede

  • luca ha scritto:

    Concordo con Francesca.

    Per quanto riguarda Marco, ti posto un link che non è altro che un’altra interpretazione alla questione della gestione separata, scritto prima della recente norma di interpretazione autentica.
    Questo solo per dirti che non è che non condivida la tua opinione in assoluto, ma come in tutti i casi giuridici, ogni tesi ha le sua ragione su cui si può legittimamente fondare.

    Quindi non contesto la tua opinione ma il fatto che da come la esponi la consideri pacifica in assoluto, cosa che invece non ritengo io e l’intervento recente del legislatore appunto ne è esplicita conferma, checcè se ne dica, altrimenti non ce ne sarebbe stato alcun bisogno

    http://www.previdenza-professionisti.it/gestione-separata-e-professionsiti

  • marco ha scritto:

    Il link indicato da Luca conferma una delle mie prime osservazioni: siamo in italia (volutamente minuscolo) e quindi tutto è possibile.
    In primo luogo perché il legislatore non è in grado di fare norme chiare ed univoche (o non vuole??), secondariamente perché anche questa volta andrà a finire che chi ha rispettato le regole ed ha pagato sarà penalizzato mentre chi se ne è strafregato avrà fatto solo bene.
    Al limite, a quel punto, proverò almeno a farmi ridare indietro le migliaia e migliaia di euro che gli ho versato. Ci credete? Per dirla alla Totò: “Ma mi faccia il piacere!!”
    Quindi: cornuto e mazziato.
    Però una cosa che mi infastidisce è che mi si parli di buonadefe.
    Mi dispiace, sarò malfidente, ma come si può parlare di buonafede su una legge che c’è dal ’95 e che solo oggi ha queste interpretazioni autentiche: e dal ’95 ad oggi qual’era la scusa per non essersi iscritti?
    Se non sapevi che c’era la legge allora ti posso anche capire e dare una pacca sulla spalla, se ora sei sorpreso che l’INPS bussi cassa, ma resti ugualmente inadempiente, se invece sapevi che c’era e non l’hai ottemperata volutamente, di che ti lamenti? Ci hai provato, ma ti è andata male.
    Quali altri possibilità ci possano essere?
    Anch’io nel 1995 avrei potuto dire al commercialista che non volevo iscrivermi, non mi ha obbligato con la pistola alla tempia, però oggi dovrei avere un bella faccia tosta a dire che non ne sapevo niente. Se almeno a noi stessi potessimo non raccontarci balle.
    Vi ricordo che dove insegno siamo in 2 su 40 ad aver aderito nel ’95,….. tutti in buona fede gli altri? (sicuramente tutti più furbi, ma questo è un altro discorso)
    Comunque anch’io ritengo più che possibile che il tutto finirà italicamente a tarallucci e vino, non fosse altro per il fatto che se la proporzione tra chi si è iscritto e chi non l’ha fatto dovesse essere come nella mia scuola, vuoi mettere il peso che avrebbero migliaia e migliaia di persone, rispetto a quei 4 coglioni che hanno pagato? Basterebbe un deCRETINO legge veloce veloce e tutto si sistemerebbe.
    Evidentemente è vera la regola “primo, non pagare mai”, tanto poi qualcuno che trova il modo di saltarne fuori c’è sempre, anche se bisogna andare dall’avvocato (uhmm…. vuoi vedere che i nostri legislatori sono così fumosi e vaghi proprio per quello?).

  • marco ha scritto:

    Comunque, per non essere frainteso, ci tengo a precisare che la soluzione ideale (specie per le mie tasche) sarebbe che abbiate ragione voi e che INPS mi debba restituire quanto gli ho versato negli anni (mi ci prenderei senza problemi un audi Q5).

  • luca ha scritto:

    anch’io per non essere frainteso, preciso che sul discorso italico generale sono d’accordo con te e capisco benissimo il tuo stato d’animo, anch’io ho pagato sempre tutto quello che c’era da pagare, persino il canone Rai :-))
    in questa situazione in particolare, e nonostante abbia fatto per anni l’avvocato e quindi colpevolmente, la legge non la conoscevo come moltissimi altri colleghi che non ne hanno mai sentito parlare (non è una scusante, sia chiaro, è per fotografare la situazione reale) nè i commercialisti che mi hanno seguito negli anni me ne hanno mai minimamente accennato.
    non mi è arrivato nulla per il 2005 ma se mi arriverà qualcosa per gli anni successivi, mi batto fino alla Cassazione con tutte le arimi legali a mia disposizione, non c’è dubbio su questo.

  • francesca ha scritto:

    per chiarire io non ho detto di non pagare, ma visto che il legislatore ha specificato nel 2011 quello che dal 95 doveva essere chiaro ritengo che qualche dubbio sulla intellegibilità della norma doveva pur esserci; aggiungo che sarebbe opportuno che se si paghi all’inps quel 4% vesato a fondo perduto alle casse dovrà essere elòiminato e restituito;

  • Angelo ha scritto:

    ho scritto una lettera (non ancora inviata) all’Ordine degli Architetti di Roma, all’INARCASSA, all’INPS, al Ministro ecc. secondo me dovremmo firmarlaed inviarla tutti. ma datemi una risposta subito, la finanziaria si discute in questi giorni. la mia e.mail è: c_mp@libero.it
    vi mostro il testo:

    indirizzata a:
    Al Presidente dell’Ordine
    degli Architetti della Provincia di Roma
    Arch. Amedeo Sciattarella
    architettiroma@awn.it

    Al Presidente di INARCASSA
    Arch. Paola Muratorio
    segreteria.presidenza@inarcassa.it

    Al Presidente dell’INPS
    dott. Antonio Mastropasqua
    CasellarioCentralePensioni@inps.it
    direzione.provinciale.roma@postacert.inps.gov.it

    Spett.le Ministero delle Finanze
    Direzione Legislazione Tributaria
    Dott. Paolo Puglisi
    df.dlt.segreteria@finanze.it
    Alessandra.Sarti@finanze.it

    Al Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali
    dott. Maurizio Sacconi
    segreteriaMinistroSacconi@lavoro.gov.it

    ai Sottosegretari del
    Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali
    On. Nello Musumeci
    segreteriamusumeci@lavoro.gov.it
    On. Luca Bellotti
    segreteriabellotti@lavoro.gov.it
    Ingegneri ed Architetti dipendenti e liberi professionisti
    loro sedi

    Roma, 27.08.2011

    La presente per inserirsi nel dibattito tra Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma, Arch. Amedeo Sciattarella, il Presidente di INARCASSA Arch. Paola Muratorio ed INPS nella persona del suo Presidente dott. Antonio Mastropasqua, per esprimere alcune considerazioni che invierò, contemporaneamente al Ministro del Lavoro.
    In riferimento alle lettera del Presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Roma del 21.07.2001 ed alla successiva risposta fornita da parte del Presidente di INARCASSA del 3.08.2011 (si attende, invece, ancora la risposta dell’Ente Previdenziale Statale), va aggiunto a proposito della vicenda (Operazione Poseidone) che sembra costringere centinaia di liberi professionisti Architetti ed Ingegneri ad iscriversi alla gestione separata dell’INPS pur essendo soggetti a contribuzione integrativa obbligatoria presso la loro cassa professionale INARCASSA e ugualmente contribuenti in forma obbligatoria presso gli enti di riferimento al loro contratto di lavoro subordinato a T.I. vi è il tentativo da parte del Presidente di INARCASSA di declinare ogni responsabilità e coinvolgimento. Con la presente, al contrario, si intende esprimere quanto segue:
    vi è responsabilità di INARCASSA per inadeguata comunicazione agli iscritti. La Cassa, se considerasse necessaria ed inconfutabile la contribuzione alla Gestione Separata da parte di un soggetto non iscritto ad INARCASSA perchè appartenente ad altra forma di contribuzione previdenziale obbligatoria, avrebbe dovuto utilizzare le stesse modalità di informazione (per raccomandata ed ultimamente anche per e-mail e addirittura per sms) considerate utili per le richieste di produzione delle dichiarazioni relative al reddito o altre incombenze contributive legate alla cassa. Il presidente di INARCASSA afferma di aver adempiuto ad ogni dovere affrontando la questione attraverso i propri mezzi di comunicazione istituzionali, ma la rivista, la cui lettura potrebbe essere già messa in dubbio per un iscritto, lo è a maggior ragione per un non iscritto, così come il sito internet e tutti i suoi aggiornamenti.
    la responsabilità di INARCASSA è riscontrabile anche per quanto riguarda l’adeguamento dello statuto richiesto già dalla legge n. 335 del 1995 e succ. D. Lgs. 103/1996 e poi all’art. 18 c.11 del D.L. 98/2011 convertito in legge 111/2011 e mai realizzato al contrario di altre modifiche dello stesso statuto, vale solo la pena citare l’esempio l’elevazione del contributo integrativo dal 2% al 4%, anche di recente realizzate.
    Va, tra l’altro, sottolineato quanto non sia, probabilmete, dopo l’emanazione della L.335/95, più motivata la richiesta del contributo integrativo ad un non iscritto se riferito alla legge n. 6 del 3 .01.1981 che all’art. 10 comma 1 recita:”(…) tutti gli iscritti agli albi di ingegnere e di architetto devono applicare una maggiorazione percentuale su tutti i corrispettivi rientranti nel volume di affari ai fini dell’IVA e versarne alla Cassa l’ammontare indipendentemente dell’effettivo pagamento che ne abbia eseguito il debitore. La maggiorazione è ripetibile nei confronti di quest’ultimo.” Intanto, leggendo il passo legislativo, sembra che il contributo sarebbe da intendersi necessario per tutti gli Architetti ed Ingegneri con la sola condizione che siano iscritti all’Ordine di appartenenza, pur ottenendo i propri redditi da lavoro dipendente (per esempio per Enti ed Amministrazioni, ma anche per società private e/o cooperative) purchè gli oneri e competenze siano legate all’essere Ingegnere o Architetto e non solo nel caso di espletamento della libera-professione. Inoltre, se è necessaria la contribuzione alla G.S. per chi è professionista e dipendente allo stesso tempo, allora il contributo integrativo da versare alla Cassa (INARCASSA richiede oggi il 4%) va inteso come quota di rivalsa da drenare dal committente e girare alla Gestione Separata e non di certo da versare alla cassa di Ingegneri ed Architetti.Non è proponibile pretendere dal committente il 4% da versare ad INARCASSA e aggiungere a questo il 4% da versare all G.S. per la stessa competenza professionale. Ciò è completamente in antitesi con qualsiasi principio di concorrenza e competitività e palesa un contrasto in essere riguardo al principio di esclusività legato ai contributi previdenziali. In questo senso sembra legittima e motivata la richiesta del legislatore di operare interventi di raccordo e modifica degli statuti da parte della Cassa degli Ingegneri ed Architetti fin dal 1995 che, come precedentemente detto, non sono ancora avvenuti.
    Pare pure immotivata l’eccezione relativa al “Dumping” sollevata dal presidente di INARCASSA nella sua del 3.8.2011 poiché questa comporta la presunzione che il professionista non iscritto alla G.S. sia un evasore e abbia avuto un comportamento consapevole, invece credo che si tratti, in gran parte, di situazioni fortuite e dolorose e prive di dolo (l’unica negligenza sarebbe da individuarsi, oltre che nella condotta di INARCASSA, nell’operato del consulente fiscale che si svincola dalla questione affermando di non essere un consulente del lavoro). Per appurare la buona fede sarebbe sufficiente osservare le fatture prodotte dal professionista e vedere se egli abbia chiesto al committente di versare il 4% come diritto di rivalsa da girare all’INPS. In caso affermativo allora sì ci sarebbe dolo, evasione contributiva ed appropriazione indebita.
    Sarebbe auspicabile, invece, vista la discussione in questi giorni della legge finanziaria bis e vista la effettiva difficile e non univoca interpretazione della legge del 1995 e dalle successive modifiche ed integrazioni, compreso l’interpretazione autentica dell’art. 2, c. 26, L. 335/95, laddove appunto al c. 12, art. 18 del prec. citato D.L. 98/2011 cosi precisa: “ l’art. 2 comma 26 della Legge 335/95, si interpreta nel senso che i soggetti che esercitano per professione abituale, ancorchè non esclusiva, attività di lavoro autonomo tenuti all’iscrizione presso l’apposita gestione separata Inps sono esclusivamente i soggetti che svolgono attività il cui esercizio non sia subordinato all’iscrizione ad appositi albi professionali, ovvero attività non soggette al versamento contributivo agli enti di cui al c.11…”, che ci fosse un consistente impegno da parte degli Ordini Professionali e della Cassa di competenza di un ulteriore chiarimento da parte degli organi competenti dello Stato relativamente alla fattispecie e, se necessario, forme concordate che possano evitare ai malcapitati vogliosi di mettersi in regola con le necessità contributive previdenziali quantomeno sanzioni, more ed interessi.
    Bisogna considerare come, da questa vicenda, i dipendenti contemporaneamente liberi professionisti sembrino considerati da Ordine e Cassa dei “Professionisti” lavoratori di serie “B”, dei soggetti dai quali richiedere l’osservanza di doveri, contributivi in questo caso, ma rispetto ai quali non sia necessario riconoscere uguali diritti.

    Si chiede al Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma di diffondere la presente dandone massima divulgazione e pubblicità nell’interesse e tutela dei propri iscritti.

  • francesca ha scritto:

    direi che l’invito va fatto per tutte le casse, biologi avvocati ecc

  • Vinicio ha scritto:

    Anche io sono nelle stesse vs. condizioni. Ingegnere con P.I. e dipendente, mi sono visto recapitare la cartella INPS per il pagamento in G.S. anno 2005. Ho pagato, ma intendo fare ricorso.
    La questione che intendo sollevare, oltre quelle indicate qua e ne parlerò con il mio avvocato, è l’aspetto del calcolo della Pensione con il metodo CONTRIBUTIVO. Voglio sollevare il problema sulla obbligatorietà del versamento sulla base del fatto che la pensione mi verrà erogata in funzione dei contributi versati. A questo punto deve essere una mia scelta quanto versare (anche perchè di quei soldi verosomilmente non ne vedrò un euro).
    E’ anticostituzionale, a mio avviso, cambiare le regole quando il gioco è in atto (dal Retibutivo al Contributivo).

  • mara ha scritto:

    salve a tutti!
    Ho ricevuto la “famosa” lettera raccomandata da Inps datata 13 giugno 2011 ma ricevuta il 23 giugno 2011 riferita ai redditi dell’anno 2005. Qualcuno mi sa dire se i termini sono validi o se nel mio caso sono arrivati troppo tardi??
    Sto preparando un ricorso da presentare a Inps e ho già inviato all’Ordine Architetti di Cremona la lettera datata 21.7.2011 dell’O.A. di Roma a Inarcassa, Inps e Ministero delle Finanze…se tutti gli Ordini provinciali si muovono in massa magari qualcosa succede..

  • francesca ha scritto:

    la cosa più interessente di questa operazione dell’inps e che vi possano cadere non solo chi non avrebbe versato ma anche chi lo ha fatto non all’inps: il cittadino suddito in quel caso dovrà discolparsi.
    E chi mi ripaga dello spavento di una cartella esatoriale?
    Mi sembra una pesca a strascico

  • luca ha scritto:

    l’opinione prevalente confermata anche dalla Corte di Cassazione credo è che la prescrizione per l’anno 2005 cadesse al 20 giugno 2011, quindi nel tuo caso dovrebbe essere prescritto.
    il tuo avvocato avrà già trovato i riferimenti giurisprudenziali, in ogni caso se li trovo vedrò di postarli qui.

    http://www.noiconsumatoribari.it/index.php?option=com_content&view=article&id=386:prescrizioni-contributi-previdenziali-&catid=3:notizie-flash&Itemid=29

    c’è proprio una circolare inps del 2005 sul punto

  • Tore ha scritto:

    Qualcuno sa notizie precise su i due messaggi INPS n. 15783/2011 e n. 16336/2011.
    E come interpretare l’articolo di ItaliaOggi

    http://cngeologi.it/wp-content/uploads/2011/08/Evasione.pdf

  • marco ha scritto:

    Purtroppo vedo che l’articolo di ItaliaOggi è in linea con le mie pessimistiche interpretazioni.
    Non conosco le casistiche di altri ordini o dei pensionati, ma limitandomi a situazioni simili alla mia (docente+lib.prof.) mi sembra chiaro che il contributo integrativo ad inarcassa (4%) è solo un balzello odioso che paga inutilmente il cliente ma non produce alcun effetto pensionistico, tant’è che lo riscuote e lo versa anche chi alla cassa non può iscriversi avendo già una previdenza obbligatoria.
    A meno che, come mi era capitato nel periodo 1998-2005 quando avevo chiuso la P.IVA, non si facciano solo prestazioni occasionali inferiori ai 5000 euro annuali (almeno all’epoca era questa la soglia).
    In quel caso niente gestione separata, niente contributo integrativo, niente iva e rilascio di semplici ricevute, con importo ed al massimo la ritenuta di acconto.
    Peccato, stavo cominciando a sperare che fosse prevalente la vostra interpretazione e che avrei potuto chiedere anch’io il rimborso….
    Vabbè, vedremo come procede la cosa…non si può mai dire in questo paese.

  • Tore ha scritto:

    PERO’ :
    L’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, si interpreta nel senso che i soggetti che esercitano per professione abituale, ancorche’ non esclusiva, attivita’ di lavoro autonomo tenuti all’iscrizione presso l’apposita gestione separata INPS sono esclusivamente i soggetti che svolgono attivita’ il cui esercizio non sia subordinato all’iscrizione ad appositi albi professionali,
    “ovvero attivita’” non soggette al versamento contributivo agli enti di cui al comma 11….

    Per cui se viene svolta “un’attività”, dichiarata con il codice ATECO, per la quale sia prevista una Cassa professionale obbligatoria…
    Sembra che l’articolo evidenzi questa situazione o sbaglio

  • Santi ha scritto:

    Vorrei solo dare un commento a quanto ha scritto Marco il 25 agosto 2011 alle 00:29: “Il nodo della questione non è tanto l’iscrizione ad un albo, quanto il fatto che ci sia una parte di reddito sul quale non si paga nessun tipo di contributo” a fronte dell’interpretazione autentica: “….. ovvero attività non soggette al versamento contributivo agli enti di cui al comma 11, in base ai rispettivi statuti e ordinamenti, con esclusione dei soggetti di cui al comma 11.”
    Dal momento che nell’interpretazione autentica si parla genericamente di “contributo” (senza specificare se si tratti di “soggettivo”, “integrativo” di solidarietà” , “di maternità” o per la “difesa dei gatti domestici” ) , mi piacerebbe sapere se Marco si dimentica che gli ingegneri dipendenti con partita IVA pagano comunque un contributo “integrativo” ad INARCASSA, quindi NON E’ VERO che ci sia una parte di reddito sul quale non si paga nessun tipo di contributo. Inoltre tale contributo è a fondo perduto esattamente come , nel 99.99% dei casi, lo è quello della Gestione separata INPS che è destinato a diventare un “contributo silente” a causa dei vari vincoli di durata e continuità della contribuzione, che non ritengo giustificabili (ma piuttosto truffaldini) dato che la Gestione separata si rivolge prevalentemente a tipologie di lavoro altamente precarie e discontinue che rendono pressoché impossibile ottenere il benché minimo frutto dalle somme versate.
    Se mai, il vero nodo della questione è che i contributi previdenziali sono nati come forma di “risparmio forzato” per poter poi evitare, alla fine della vita lavorativa, di trovarsi in condizioni di indigenza e, per poter mantenere un tenore di vita accettabile, invece con tutte le leggi, leggine, statuti , decreti, circolari e messaggi INPS, siamo arrivati ad una situazione in cui buona parte dei contributi che tutti versiamo, in una forma o nell’altra, servono a mantenere una macchina infernale e vampiresca (succhiasangue) di Enti previdenziali con fior di stipendi a funzionari e dirigenti che, al riparo da qualsiasi possibilità di pagare per i propri errori, si divertono a complicare le cose.
    Francamente non avrei avuto nessun problema a pagare la Gestione separata nel breve periodo (un anno e un mese) in cui sono stato libero professionista e contemporaneamente dipendente di azienda privata se le leggi fossero state più chiare (ancora oggi il commercialista che mi seguiva a suo tempo mi ha confermato che non dovevo iscrivermi alla GS INPS), ma soprattutto se i contributi da versare avessero avuto effettivamente uno scopo previdenziale (penso che sia già abbastanza il pagamento del contributo integrativo OBBLIGATORIO versato ad INARCASSA che, ripeto, è a fondo perduto) .

  • Marco ha scritto:

    Scusa, Santi ma non concordo tanto con quello che dici.
    Il contributo integrativo non lo paghiamo mica noi, lo paga il cliente e infatti non produce nessun effetto pensionistico (ci mancherebbe anche che tizio paga il 4% e caio si vede aumentare la pensione!).
    Io me la prenderei invece col commercialista, perché dal 95 ad oggi ne ho cambiati 4 ma al primo incontro, quando dicevo loro che ero docente con p.iva, la prima domanda era sempre “Lei è già iscritto alla G.S. Inps?”.
    O sono stato sempre fortunato io a trovare gente aggiornata e informata oppure è andata male ad altri.
    Ad ogni modo dopo 5 anni di G.S. si comincia a maturare il diritto ad avere una pensione aggiuntiva a quella inpdap (parlo sempre per noi docenti).
    Inoltre se facciamo due conti, il 17% che gli verso ogni anno in contributi (calcolato sul netto del reddito professionale) accumula effettivamente il 17% ma a me costa meno, perché il 4% lo espongo al cliente ed inoltre i contributi di quest’anno mi diventano un costo nella dichiarazione del prossimo anno, quindi ci risparmio il 38% del 17%. A grandi linee, quindi, pur versando il 17% il costo effettivo è circa della metà. Ad ogni modo, anche se poco ma col tempo qualcosa si accumula e qualcosa arriverà (sempre meglio dei fondi pensione che hanno disintegrato il tfr di alcune categorie).

  • marco ha scritto:

    Una sola considerazione indipendente dal pagare o meno si pone.
    E’ un paese normale quello cui un ente ti invia una cartella di pagamento di X euro più X sanzioni senza alcun preavviso e senza tener conto la specifica situazione di ogni singolo.
    A me è successo ho dovuto far ricorso l’ho vinto ritengo però che questa pesca a strascico è scandalosa in generale, ancor di più nei casi di doppia attività insegnante ricercatore più libera professione, casì che avrebbero dovuto suggerire più cautela.
    Lo spavento l’inps lo ripaga?

  • DOMENICO ha scritto:

    Lunedi 5 Settembre ci sarà il terzo incontro presso la Sede dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma via V.E. Orlando, 83 alle ore 18.00 sull’argomento in istanza per dar seguito ai lavori preparatori per le azioni che l’Ordine vorrà intraprendere inerenti la Gestione Separata INPS – Divulgare, Grazie.

  • Tore ha scritto:

    Articolo 4 settembre Il Sole 24 Ore

    I professionisti che non possiedono i requisiti per l’iscrizione ad Inarcassa ma producono redditi di natura professionale sono comunque tenuti al versamento alla Cassa del contributo integrativo, il che – a parere dell’Inps – non li libera dall’obbligo di contribuzione alla gestione separata.

    Ma la corretta interpretazione non dovrebbe arrivare dal Ministero ?

  • Guido ha scritto:

    Penso che questo schema di ricorso possa essere utile un po’ a tutti.

    http://www.ordingaq.it/documenti/inarcassa/pdf-inarcassa/ORDINE%20SCHEMA%20RICORSO%20INPS%20ISCRITTI.pdf/view?searchterm=inps

  • Nicola Busin architetto ha scritto:

    Cari amici, pregandovi di collegarvi su facebook a gestione separata inps blog http://www.facebook.com/pages/gestione-separata-inps-blog/206889999360608 che ho creato come forum vi allego link utile per bozza ricorso preparata dall’ordine ingegneri dell’Aquila
    http://www.ordingaq.it/documenti/inarcassa/pdf-inarcassa/ORDINE%20SCHEMA%20RICORSO%20INPS%20ISCRITTI.pdf/view?searchterm=inps
    Restiamo uniti, determinati e attivi, ciao, Nicola Busin

  • Nicola Busin architetto ha scritto:

    Scusa Guido ma dalla fretta non mi ero accorto che anche tu prima di me hai comunicato il link dell’ordine ingegneri dell’Aquila, “meglius est abundare quam deficere” Ciao

  • Nicola Busin architetto ha scritto:

    scusate MELIUS e non meglius

  • francesca ha scritto:

    concordo con marco, L’inps manda avvisi più sanzioni a strascico.
    Bessuno si indigna se poi comunica di aver annullto 465 dico 465 avvisi inviati ingiustamente a commercialisti: cioè 465 malcapitati si sono visti recapitare avvisi illegittimi.
    PESCA A STRASCICO SCANDALOSA

  • Cristiano ha scritto:

    lo schema di ricorso qui suggerito è praticamente analogo a quello che ho presentato tramite il mio avvocato, il quale mi ha ribadito che comunque la faccenda finirà in sede civile, poichè l’INPS rigetterà tutti i ricorsi. comunque lui è fiducioso che andrà bene.. speriamo!

  • francesca ha scritto:

    ho scritto a andrea.carli@ilsole24ore.com segnalandogli la pesca strascico dell’inps, mi ha cortesemente risposto che stanno seguenendo la questione e che sarebbe lieto di avere testimonianze dirette

  • Nello Pennisi ha scritto:

    Mi trovo in una particolarissima situazione:sono un iscritto ad Inarcassa,da subito,da quando ho cominciato ad esercitare la professione,durante gli anni ho anche effettuato delle supplenze saltuarie nelle scuole con contratti a tempo determinato anche per alcuni mesi.Ho sempre pagato regolarmente i contributi previdenziali INARCASSA.Ora apprendo che per i mesi in cui ho insegnato avrei dovuto versare invece all’INPS e cancellarmi da inarcassa.Lo trovo molto ridicolo e strano anche perché il reddito di supplente arriva a circa 6000 euro netti all’anno mentre quello di libero professionista é sei volte tanto.L’attività prevalente é certamente quella di libero professionista.Se versassi all’Inps non maturero MAI una pensione,dovendo continuamente cancellarmi ora da inarcassa ora dall’inps in seguito ai contratti di supplenza temporanea,ma vi sembra logico? L’interessante é che io abbia una copertura previdenziale,perché questa legge medievale ci costringe ad iscriverci forzatamente al”Inps.Non ho ancora ricevuto niente dall’Inps ,ma seguo con trepidazione l’evolversi della situazione

  • francesca ha scritto:

    con l’inps non rischi nulla perchè per loro risulti iscritto INARCASSA.
    Ripeto sono tante e tali le situazioni e le specificità dei singoli ordinamenti che l’inps avrebbe fatto bene ad evitare di invadere uncampo non suo, e poi si lamentzano se in Italia c’è troppo contenzioso previdenziale….

  • Nello Pennisi ha scritto:

    Mi sono documentato con maggior rigore e ritengo che Francesca abbia veramente ragione:l’Inps entra a gamba tesa in un territorio non suo,con la complicità di un Ministro del lavoro e di numerosi deputati e senatori consenzienti, che come dimostrano i guai nazionali di questi giorni sono profondamente incompetenti.Ho letto il ricorso degli ingegneri dell’Abbruzzo e lo ritengo valido in molte sue parti,é carente quando fà riferimento al solo contributo integrativo e non anche a quello soggettivo dovuto ad Inarcassa.E’ certo ed assodato che chi, per svolgere la professione DEVE iscriversi ad un albo ed ha una cassa, DEVE versare alla sua cassa per il reddito derivante dall’attività professionale(integrativo e soggettivo),diverso é il caso di chi non ha albo e non ha cassa.Faccio rilevare che l’Inps ha lucrato in questi anni i contributi integrativi e soggettivi di numerosissimi colleghi che svolgono anche lavoro dipendente che avrebbero dovuto versare almeno il contributo integrativo all’Inarcassa.Ora assediata dai conti da pagare si getta affamata sui liberi professionisti,cercando di spolpare l’osso,applicando sanzioni borboniche. I massimi reggitori del sistema leggi Governo,tacciono:infatti il sistema fiscale italiano prevede l’istituto del ravvedimento operoso(pagare l’arretrato con sanzioni ed interessi umani e non da strozzini come fa l’Inps,ma tutti tacciono )I regolamenti INPS non lo prevedono,ma vi pare giusto???????.Conosco numerosi commercianti e contadini della mia zona che hanno visto mettersi all’asta dall’inps case e terreni per l’eccessiva onerosità delle sanzioni.E’ vergognoso che nessuno intervenga nei confronti di questo assurdo sistema sanzionatorio con interessi assurdi del 9%.Perché una legge CRETINA come la 335,fatta in un periodo di pansindacalismo,che voleva l’Inps onnipresente sulla scena previdenziale italiana non può essere modificata,rilevato che gli scenari del lavoro sono profondamente mutati e che io ,lavoratore autonomo ,posso decidere di farmi una assicurazione privata per conto mio senza ricorrere a giganteschi e PANTAGRUELICI carrozzoni.L’interessante é che il lavoratore autonomo abbia una sua copertura previdenziale acclarata che la debba avere a tutti i costi con L’inps mi sembra semplicemente assurdo,visti i tempi che mutano.

  • francesca ha scritto:

    ripeto la cosa assurda e che per cercare di dipanare la questione con una delle ultime finanziarie è stata data un’interpretazione autentica della legge sulla gestione separata.
    Ebbene indipendentemente dalla bontà dell’interpretazione il solo fatto che nel 2011 c’è voluta un interpretazione autentica di una legge del 95 dovrebbe indurre l’inps a non applicare le sanzioni..
    aggiungo come già detto in un altro post che inps invia 465 avvisi infarciti di sanzioni ad altrettanti commercialisti per poi dire scusate abbiamo sbagliato…
    C’è ne anche per le casse private: ammesso che l’inps abbia ragione a che pro versare il 4% ad una cassa a fondo perduto se poi devo versare i contributi all’inps?
    Chiudo e ribadisco siamo un paese normale in cui un ente pubblico può avvalersi della pesca a strascico per cercare di recuperare qualche soldo?

  • marco balzarelli ha scritto:

    Innanzitutto un saluto a tutti.
    Sono anch’io uno dei tanti insegnanti con part.iva ed ho letto con interesse tutti i messaggi precedenti. Personalmente sono fuori dalla mischia perché sono tra quelli che ha sempre pagato anche INPS, però tifo fortemente per chi ha ricevuto gli accertamenti perché, nel caso, chiederei subito un rimborso (anch’io come uno dei “marco” potrei prenderci un Q5 anzi, avendo iniziato nel ’95 ed essendo un pò avanti con gli anni, forse anche un Q7).
    Ho solo una osservazione da fare.
    Anche se è già stato fatto notare più volte, continua a ritornare il discorso del contributo integrativo del 4% e se parla come se fosse un nostro costo, per poter dire che alla finfine qualcosa ad inarcassa si versa. Ok, però possiamo concordare tutti sul fatto che il 4% non esce dalle nostre tasche ma da quelle dei clienti? Personalmente io la vedo così: per 12 mesi incasso il 4% dal cliente, su questa somma maturo pure gli interessi, e poi ad agosto dell’anno dopo giro il 4% ad inarcassa. Non mi sembra di averci rimesso e non vedo cosa centri il 4% con la pensione.
    Cosa ci faccia poi realmente inarcassa, oltre a pagarci la gestione dell’ente, bisognerebbe chiederlo a loro.
    Concordo inoltre sul ragionamento che faceva un altro dei “marco” sulla reale incodenza del 17% versato ad INPS. Il gruzzolo dei contributi aumenta del 17% ma tra rivalse e detrazioni dell’anno dopo l’onere reale è più o meno dimezzato.
    Alla prossima.

  • Tore ha scritto:

    Revisione della “Gestione Separata INPS”
    la replica dell’Ordine di Roma
    http://ordine.architettiroma.it/notizie/13735.aspx

  • francesca ha scritto:

    infatti io penso che se non devo essere iscritto ad una cassa privata è giusto che questa non prenda nemmeno il 4%, anche se a pagarlo è il cliente

  • Federica ha scritto:

    Salve in 4 anni di collaborazioni occasionali con redditi superiori a 5000 € l’anno non ho mai effettuato l’iscrizione alla gestione separata all’Inps semplicemente perchè non al corrente di tale obbligatorietà. L’anno scorso mi sono recata in un ufficio Inps per avere maggiori informazioni ma non mi è stato detto che avrei dovuto iscrivermi per aprire una posizione.
    Ora considerando che il reddito annuo lordo medio in 4 anni è di 9000, c’è una sanzione e a quanto ammonta?
    Grazie

  • Cristina Zanni ha scritto:

    Cara Federica,
    sono previste delle sanzioni che riguardano sia te sia i tuoi committenti.
    La legge prevede infatti che sia il collaboratore a dover avvertire il committente con il quale sta superando la soglia, che dovrà pagare 2/3 dei contributi.
    E’ quindi una situazione molto delicata.
    Sarebbe meglio parlarne con un consulente del lavoro per capire il da farsi.
    Purtroppo questi contratti vengono usati troppo spesso con superficialità senza capire (o spiegare) in dettaglio quali regole li caratterizzano.
    Buona fortuna

  • Federica ha scritto:

    Ok grazie per la risposta ma dato che lavoro per in media 25 committenti l’anno, come verranno avvisati? li devo pescare io nel mio Unico? che ansia..

  • Nello Pennisi ha scritto:

    X Marco Balzarelli
    Sono d’accordo con te parzialmente.Se fai bene i conti chi é dipendente(ormai ho capito bene,se ingegnere od architetto iscritto all’albo e con partita IVA),versa il 4% all’INARCASSA ,il 4% all’INPS,la Gestione Separata 17% all’INPS frazionata se supplente,il contributo soggettivo frazionato all’INARCASSA..se supplente.!!!!Chi più ne ha ne metta…Succede però che così facendo siamo fuori mercato…!Prova a fare la fattura di un ingegnere iscritto solo ad INARCASSA(imponibile 1000 +40 Inarcassa +218,40 IVA 21% -200 ritenuta d’acconto= 1058,40 totale da pagare (A).
    Vediamo la stessa fattura predisposta da un collega iscritto alla GS
    (imponibile 1000+40-(4%INPS)+41,60( 4% Inarcassa)+227,14 IVA 21%-208,00 ritenuta d’acconto=1100,74 totale da pagare(B)
    B maggiore di A per lo stesso lavoro i committenti non sono fessi.Perchè il mio cliente deve pagarsi il 4% in più..!!!!E’ vero paga lui io su quella cifra lucrerò interessi,come si spargerà la voce in automatico siamo fuori mercato.Non é forse il caso di segnalare con forza ai nostri cari politici questa grave distorsione del mercato prodotta da una legge CRETINA (GS/INPS riforma Dini del 1995).
    Ad oggi putroppo,vuoi per incompetenza dei nostri commercialisti,vuoi per la farraginosa e lacunosa stesura delle leggi,si é prodotta una situazione abbastanza aggrovigliata avendo fatto una piccola indagine campionaria fra i colleghi.A me pare ovvio che é l’INPS a dover rinunciare al 4% essendo noi ingegneri o architetti con partita IVA iscritti ad ualbo e con propria cassa e non vedo poi perché dobbiamo pagare il 17% del reddito netto professionale sempre al’INPS,rilevata la natura residuale di questo ente nei confronti di coloro che sono iscritti ad un albo con cassa.La cretinata autentica é che nel 95 la legge Dini profetizzava un unico trattamento pensionistico per tutti,che é andato a carte 48,poiché é facilmente rilevabile che i liberi professionisti e tante altre categorie godono di diversi trattamenti pensionistici
    Esempio ingegnere docente di ruolo:pensione INPDAP +pensione gravante sulla GS.INPS gli esempi ho scoperto sono tanti..potrei continuare. Dobbiamo darci una smossa ed investire della cosa qualche politico o legale che renda di tutta evidenza le incongruenze delle cosidetta legge che istituisce la GS.INPS

  • Cristiano ha scritto:

    la cosa più grave è che, una volta che l’INPS avrà rigettato i ricorsi, manderà la cartella esattoriale, la quale finirà nelle mani di Equitalia, che secondo l’ultima normativa può pretendere il pagamento entro 60 gg, anche se noi si procederà ad un ricorso al tribunale civile…. il quale, ci darà anche ragione, ma nel frattempo dovremo pagare ed i soldi li riavremo, default permettendo, fra qualche anno.

  • Stefano ha scritto:

    E’ arrivata anche a me questa assurda richiesta (con iscrizione d’ufficio dal 2005), con sanzioni ed interessi che se applicati da un normale cittadino per un qualunque prestito di danaro, avrebbe fatto configurare il reato di usura. Non dobbiamo stare zitti, ma lottare per affermare il nostro diritto a farci una pensione con chi vogliamo versando quanto ci conviene. I nostri poveri soldi andranno a contribuire al pagamento di qualche pensione d’oro. Ma avete sentito quanto prende quel dirigente della regione Sicilia in un anno, di pensione? euro 500 mila!!!!!!!!Ma vi sembra giusto? E vengono a noi ad imporci l’iscrizione alla GS, senza la possibilità di riprenderci i nostri soldi!!!!
    E’ vero che Equitalia farà le azioni per il recupero delle somme, anche in attesa della definizione dei ricorsi giurisdizionali, ma bisogna farsi furbi e non farli trovare un bel niente………….

  • luca ha scritto:

    la tua è prescritta.
    avrebbero dovuto inviartela entro il 20 o 21 giugno 2011

  • Graziano ha scritto:

    A me è arrivata da Inarcassa una richiesta di pagare:

    A) 0.00 Euro di addebito (lo giuro!), e senza specifica dell’anno di riferimento
    B) 4,55 Euro di interessi (su 0,00 Euro ??)
    C) 173,25 Euro di penali, riferiti all’anno 2006: anno in cui non ho avuto nessun reddito da lavoro autonomo, essendo passato nel 2005 al lavoro dipendente.

    Ciliegina sulla torta, INARCASSA sostiene di avermi già notificato l’addebito in precedenza, pertanto non mi danno nessuna altra informazione e non accettano reclami. Io non ho ricevuto nessun avviso (forse perché nel frattempo ho cambiato residenza?).

    Calcolare 4,55 euro di interessi su 0,00 euro di addebito potrebbe sembrare un ridicolo errore di arrotondamento, ma la penale di 173,25 non lo è.

    Getterei tutto nel cestino della carta straccia, salvo che non vorrei che il fascicolo passasse a Equitalia, che per prima cosa ti pignora l’automobile o la casa.

    Qualcuno sa darmi dei suggerimenti?

    PS
    Ovviamente, al Call Center di Inarcassa c’è solo la vocetta fissa “si prega di richiamare più tardi”, a qualunque ora di qualunque giorno.

  • luca ha scritto:

    vai a un’associazione di consumatori, dubito che ti possano aver mandato un atto non impugnabile, se così fosse dovrai aspettare la cartella esattoriale che non so se e quando arriverà

  • Cristiano ha scritto:

    avete saputo nulla dei ricorsi presentati? a me hanno detto che trascorsi 90 gg, per l’INPS vale il silenzio diniego. è vero?

  • luca ha scritto:

    è VERO

  • Cristiano ha scritto:

    perfetto.. allora c’è da aspettarsi prima o poi un provvedimento esecutivo. il mio avvocato ha detto che dovremo fare ricorso al giudice per chiederne la sospensiva e farlo annullare per prescrizione

  • libero ha scritto:

    Si riporta per opportuna memoria l’avviso pubblicato sul sito.

    Si informano gli iscritti che, presso la sede dell’Ordine, mercoledì 30
    novembre 2011 alle ore 16.30 si terrà un incontro dal titolo:
    “GESTIONE SEPARATA INPS”

    Saranno presenti gli architetti delegati romani INARCASSA:
    - Marco Alcaro
    - Loredana Regazzoni
    - Gianluca Valle
    - dott. Giancarlo Ricotta Fiscalista dell’Ordine

    È stata richiesta la presenza di un rappresentante INPS

  • Cristiano ha scritto:

    come è andato questo incontro? si può sapere qualcosa? grazie mille!!

  • nicola s. ha scritto:

    sono un ingegnere libero professionista e dipendente comunale part-time come amministrativo. i contributi per lavortaore dipendente me li versa l’inpdap e faccio la beneficienza all’inarcassa del 4% per ogni fattura che emetto, non potendo esserne iscritto. a giugno ho avuto richiesta di pagamento di € 5.500 di cui 2500 di sanzione per l’anno 2005 con iscrizione di ufficio alla gestione separata dell’inps. sto impazzendo per uscirne fuori da questa storia, in quanto, la previsione per chiarire la mia posizione ad oggi, prevede un esborso di oltre 40.000 euro!!! non sono un furbetto che non si è voluto iscrivere all’inps, ma solo ignoranza peraltro anche del mio commercialista che non mi ha mai avvisato della questione. vi chiedo. è sua responsabilità non aver considerato la mia posizione reddituale, lavorativa e contributiva? se sì, non dovrebbe corrisponderne almeno la quota parte di sanzione? e poi, come vi state orientando, state pagando o no? ultima cosa. abbiamo fatto ricorso in novembre con motivazioni molto superficiali, ma è stato rigettato. fatemi sapere notizie

  • Cristiano ha scritto:

    Il mio avvocato ha detto che al commercialista si può far poco. Per adesso del mio ricorso non so nulla, anche perchè a me l’avviso è arrivato a prescrzione avvenuta. Comunque ho saputo che non tutte le sedi INPS provinciali hanno aderito all’operazione. Per esempio sembra, da come mi hanno detto alcuni ispettori di Pisa, che loro hanno fatto decadere tutto…

  • Cristiano ha scritto:

    l’INPS nno si arrende e vuole i soldi, come riportato qui:

    Roma, 12-01-2012
    Messaggio n. 709

    OGGETTO:

    Gestione Separata – operazione PoseidOne – chiarimenti in ordine all’obbligo contributivo dei professionisti con Cassa.

    Nel mese di giugno u.s. questo Istituto ha inviato, nell’ambito delle operazioni di verifica delle posizioni contributive, denominata PoseidOne, le lettere di invito al pagamento dei contributi dovuti alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26 della legge n. 335/1995, relative ai soggetti che hanno dichiarato redditi da arti e professioni nel quadro RE del modello Unico PF anno 2006, periodo di imposta 2005.

    I redditi interessati dall’operazione sono stati quelli provenienti da attività denunciate con codici ateco 47111 (studi legali), 7420E –74.20F74.20.2 (studi di architettura, ingegneria e ingegneria integrata), 74.12.A (commercialisti), 74.12.B (Ragionieri), 85.14.2 (attività professionali paramediche).

    Successivamente all’invio delle comunicazioni ai contribuenti, alla luce anche delle disposizioni relative all’art. 18, comma 11 e 12, del decreto legge 6 luglio 2011 n. 98 convertito con modificazioni dalla legge n.111 del 15 luglio 2011, sono pervenute numerose richieste di chiarimenti in merito alla legittimità dell’imposizione contributiva INPS in capo al professionista che iscritto al proprio albo di categoria si trova a versare il solo contributo integrativo alla propria Cassa.

    A seguito degli approfondimenti intervenuti in sede ministeriale, si forniscono le seguenti precisazioni.

    Con circolare n. 99 del 22 luglio 2011 questo Istituto ha precisato l’obbligo contributivo dei soggetti pensionati che svolgono e percepiscono redditi derivanti dallo svolgimento di attività libero professionale. A tali soggetti infatti, non sottoposti ad obbligo contributivo pressola Gestioneseparata, saranno restituiti i contributi pagati con espressa riserva di ripetizione. Per i soggetti che hanno presentato richiesta di annullamento dell’accertamento, la sede provvederà ad annullare il provvedimento con motivazione: Legge 111/2011 art. 18 comma 11.

    Il comma 12 dell’art. 18 del decreto 98/2011, nell’introdurre una norma di interpretazione autentica dell’art. 2 comma 26 della Legge 335/95, ha delimitato gli ambiti di competenza della Gestione separata e delle altre forme assicurative private e privatizzate, di cui ai decreti legislativi 509/1994 e 103/96, confermando la possibilità che la separazione di competenza possa venire meno nei casi in cui le singole casse professionali abbiano, all’interno delle proprie norme istitutive, ipotesi di esclusione dall’obbligo assicurativo o di opzione di iscrizione.

    Qualora dunque le disposizioni statutarie delle singole Casse prevedano l’iscrizione facoltativa la mancata iscrizione del soggetto interessato non è, da sola, elemento sufficiente ad incardinare obbligo contributivo alla gestione separata; poiché infatti l’obbligo è strettamente legato alla volontà del contribuente stesso e alle disposizioni che regolamentano le modalità di iscrizione delle casse stesse, il contribuente potrà esplicitare anche ora per allora la sua scelta, chiedendo alla Cassa di categoria di poter versare la contribuzione omessa.

    In presenza però di regimi previdenziali che escludano la possibilità di iscrizione alla cassa per alcune tipologie di professionisti, rimane confermato l’obbligo contributivo alla gestione Separata.

    Pertanto nel caso in cui il professionista, che ha ricevuto l’accertamento, espliciti la sua volontà al pagamento della contribuzione alla propria Cassa di appartenenza, la sede provvederà all’annullamento dell’accertamento con motivazione previa acquisizione della documentazione, quale:

    - Copia della ricevuta di pagamento in caso di versamento del contributo.

    - Copia del provvedimento della Cassa di autorizzazione al pagamento dei contributi dovuti per l’anno di riferimento dell’accertamento stesso

    - Copia della delibera di riscatto

    Diversamente, se il regime di riferimento prevede l’esclusione dall’obbligo assicurativo[1], l’accertamento non potrà essere annullato.

    Si comunica infine che questa Direzione Centrale sta predisponendo i dati da inviare alle Casse Nazionali (Forense, Commercialisti, Ragionieri, Ingegneri ed architetti e ENPAPI) relativi ai soggetti il cui accertamento è stato annullato per contributo dovuto alla propria cassa di appartenenza. Si invitano pertanto le sedi ad aggiornare con urgenza le posizioni in sospeso.
    Il Direttore Generale
    Nori

    a questo punto solo se INARCASSA cambia statuto ci si salva da accertamenti futuri

  • Giovanni23 ha scritto:

    Ciao Cristiano, cosa intendi dire che alcune sedi INPS hanno fatto decadere tutto.
    Tutto che cosa?
    Ci sono inoltre delle indiscrezioni su quale sara’ il comportamento di INARCASSA, circa la modifica dello statuto, dando la possibilita’, anche a chi e’ assoggettato ad altro ente pensionistico obbligatorio di iscriversi e pagare oltre al contributo integrativo anche quello soggetivo, eventualmente anche con procedura retroattiva, ossia per gli anni precedenti.
    Per noi sarebbe un bel risparmio, non trovi?
    Saluti a tutti coloro che come me vivono questo periodo con grande ansia.

  • cristiano ha scritto:

    sembra che alcune sedi INPS non siano andati avanti con gli accertamenti. Per INARCASSA non so nulla, ma spero che sia così, perchè ci leverebbe dalla peste…

  • nicola s. ha scritto:

    cari colleghi, la mia è una situazione particolare. io sono ingegnere libero professionista e dipendente pubblico non come ingegnere ma amministrativo. l’inarcassa non vuole sapere se nell’ente pubblico svolgo attività di ingegnere. basta avere un’altra forma previdenziale per non poter essere iscritto a inarcassa. non so cosa fare. intanto faccio iscrivere al ruolo il pagamento richiesto del 2005 dall’inps, rateizzo con equitalia e poi chi vivrà vedrà. la cassa dei geometri, però, consente l’iscrizione di dipendenti pubblici. perchè la nostra no?

  • Cristiano ha scritto:

    ma l’accertamento in che data l’hai ricevuto? se giunto dopo il 20 giugno 2011 è andato prescritto e ti conviene impugnare il tutto.

  • nicola s. ha scritto:

    no caro cristiano. la nota l’ho ricevuta dopo il 20 giugno ma osservo che la prescrizione per l’inps è 10 anni e non 5.

  • nicola s. ha scritto:

    mi correggo. da ultime informazioni, la prescrizione è di 5 anni, ma il pagamento richiesto è della dichiarazione del 2006 per i redditi del 2005. il debito si prescriveva a fine 2011….

  • Cristiano ha scritto:

    no.. si prescrive il 20 giugno 2011. Così mi ha detto l’avvocato e il consulente del lavoro.

  • Nicola ha scritto:

    Ma perchè non facciamo tutti pressione a INARCASSA di modificare lo statuto, possibilmente retroattivamente?
    Io ho chiamato INARCASSA, e mi hanno risposto che stanno lavorando in merito, e che pubblicheranno ogni variazione e/o chiarimenti sul loro sito.
    Sapete inoltre se l’INPS, sta continuando gli accertamenti anche per glia anni successivi al 2005/2006 o ha messo tutto in standbay?
    Sarei lieto di un vostro commento, se siete a conoscenza di qualche novità.
    Io ho delle posizioni aperte per l’anno 2010 reddidti 2009, e dei quali il commercialista non mi ha detto un bel nulla.
    Ora ho l’ansia anche perchè il fatturato da lavoro autonomo del 2009 è stato di circa 48.000 euro. Immaginate un po.
    Un Saluto Nicola

  • agostino ha scritto:

    Ha ragione Nicola bisogna fare pressione su tutti i delegati Provinciali (Architetti e Ingegneri) che rappresentano INARCASSA.
    INARCASSA deve modificare lo statuto ed accoglierci tutti perchè entrambe le categorie sono formate da architetti e da ingegneri tutti con uguali diritti e con uguali doveri.
    Assurde sono le forzate diversità dettate dalla Gestione separata INPS e dall’attuale posizione di INARCASSA nei nostri confronti.
    Bisogna unirsi tutti insieme, accomunati dalle stesse problematiche, per forzare anche sugli Ordini Provinciali di rappresentanza perchè difendano i diritti di tutti gli iscritti. Sono stati eletti per queste ragioni.
    Altra problematica è quella di far ridurre a zero le ingenti ed ingiuste sanzioni imposte dall’INPS.
    Svegliamoci!!!
    Diamoci da fare tutti per trovare la forma giusta per risolvere tutti i problemi bene evidenziati in questo sito!!!

  • nicola s. ha scritto:

    sono d’accordo con voi. dobbiamo svegliarci e prendere in mano la situazione per distruggere queste lobby!!! tanto sappiate che non ci aiuta nessuno, nè consulenti, nè avvocati. tutte le altre casse (geometri, geologi) danno possibilità di iscrizione anche se si hanno altre fortme previdenziali. non capisco perchè INARCASSA non lo consente. è democrazia questa? abbiamo pari opportunità?
    per cui uniamoci e lo dico con tutta la forza che ho, e andiamo avanti, se vogliamo continuare a sopravvivere. non so voi, ma io sto avendo seri problemi di sopravvivenza: clienti che non pagano, tasse, iva e ora quest’altra bella batosta… dove dobbiamo arrivare
    volevo inoltre chiedere a cristiano se è sicuro sulla prescrizione. se la lettera è relativa al 2006, si prescrive a fine 2011. o no?
    SONO A VOSTRA DISPOSIZIONE PER QUALUNQUE COSA. teniamoci in contatto cari miei

  • francesca ha scritto:

    come già ho detto più volte la cosa più assurda di tutta questa operazioni sono le abnormi sanzioni, ma sul punto inps nulla dice

  • nicola s. ha scritto:

    ragazzi, vi prego. non continate passivamente a scrivere commenti. siate propositivi. accettate il mio invito a muoverci insieme

  • nicola s. ha scritto:

    per CRISTIANO. in riferimento a che norma sei convinto del fatto che se la richiesta di pagamento è arrivata dopo il 20 giugno si è prescritta? se è relativa ai redditi del 2005 dichiarati nel 2006, non si prescrivono al 31 dicembre 2011?

  • Cristiano ha scritto:

    la prescrzione per i contributi sulla gestione separata è di 5 anni dalla data di scadenza del versamento (la prima utile.. quella senza more) ovvero per il 2005 era il 20 giungo 2006, confermato anche dalla impegata dell’INPS a cui avevo chiesto come mai non mi erano stati contestati gli anni precedenti, domanda alla quale lei aveva candidamente risposto che ormai erano prescritti… ( si sono sconfessati da se..) e che avevano cercato di mandare tutto entro il 20 giugno, pena prescrzione. Tesi confermata anche dal mio legale.

  • nicola s. ha scritto:

    grazie per la buona notizia, Cristiano. rimane il dubbio sul fatto che la lettera che mi hanno mandato è datata 13 giugno 2011, arrivata il 21 giugno 2011 a casa, ma ritirata dalla posta il 22 giugno perchè assente. domani la mia commercialista andrà all’inps a porre il quesito. ad ogni buon conto ti aggiornerò di tutto. ti ringrazio ancora

  • nicola s. ha scritto:

    ANCORA PER CRISTIANO. pare che la prescrizione parta, secondo l’inps, dal 30 giugno del 2006, data di presentazione della dichiarazione dei redditi. il mio consulente dice che il pagamento delle imposte (che coincide con quello dei contributi) và fatto dal 16 giugno con possibili proroghe. secondo le tue notizie, chi ha ragione? cambia molto tra le due versioni. se è vera quella dell’inps sono fuori e il debito non è prescritto, al contrario secondo quello che dice il mio commercialista

  • agostino ha scritto:

    Ecco cosa dobbiamo fare e speditamente:
    *Fare pressione o meglio cercare di sensibilizzare tutti i delegati provinciali e regionali(Architetti e Ingegneri)che rappresentano INARCASSA perchè quest’ultima ha il dovere di accettare la nostra iscrizione, come peraltro lo fanno le altre casse (agronomi, geologi, avvocati, medici, etc.).
    *Dobbiamo relazionarci tra noi, costituendo ad esempio un coordinamento generale ingegneri-architetti, per portare le nostre giuste e sacrosante istanze ad INARCASSA.
    N.B. Per quanto attiene alla ricerca ed individuazione dei sopraccitati delegati provinciali e regionali andare sul sito di INARCASSA.
    *Bisogna, in fretta, trovare il modo per far si che siano annullate le ingiuste e smisurate sanzioni richieste da INPS a chi sta pagando, come me, sugli importi imposti dallo stesso Ente per l’iscrizione d’ufficio alla Gestione Separata.
    Svegliamoci e svegliatevi!!
    Andiamo agli ordini provinciali di appartenenza a fare le giuste pressioni e rimostranze sui nostri colleghi da noi eletti quali componenti dei Consigli direttivi.

  • agostino ha scritto:

    Un’ultima considerazione.
    E’ ora che si guardi all’interesse collettivo della categoria e non alle solite ed illogiche storie di tornaconto personale.
    Tiriamo fuori alti ideali con sincero spirito di appartenenza alle nostre belle ma da tempo vilipese categorie di architetti ed ingegneri.
    Solo così, a mio parere, si riuscirà a fare qualcosa di veramente efficace e positivo.

  • nicola s. ha scritto:

    ho parlato con il presiedente del mio ordine provincia barletta andria trani (ex bari) e mi ha detto che potremmo parlare con il nostro delegato inarcassa per sottoporgli il problema. sarebbe auspicabile, ha detto, muoversi in gruppo per non creare il caso isolato. per cui sarebbe il caso di scoprire le “carte”, scoprire i nomi e le mail di coloro che hanno interesse a risolvere il problema. possiamo usare o questo strumento o un altro. che facciamo?

  • cristiano ha scritto:

    i contributi andavano versati entro il 20 giugno, ne sono sicuro e comunque non conta la data messa sulla lettera, ma quando l’hai ricevuta, dato che non è una cartella esattoriale. io addirittura l’ho ricevuta a luglio…

  • nicola s. ha scritto:

    se avete ricevuto la newsletter di inarcassa news n. 01/2012, rimane confermata la prescrizione al 31/12/2011 per i contributi relativi al 2005 da pagare nel 2006. pare ci sia stato un accordo tra inps e agenzia delle entrate. io intanto faccio istanza di prescrizione di quanto richiesto, poi vediamo, visto che l’unica fonte ufficuiale è il comma 9 dell’art. 3 della legge 335/95 e che i contributi andavano pagati effettivamente il 20 giugno del 2006, data dalla quale bisogna calcolare i 5 anni. vi aggiorno

  • dario ha scritto:

    sono un architetto nelle stesse Vostre condizioni, tramite il mio avvocato ho presentato entro sessanta giorni dal ricevimento dell’avviso IMPS, arrivato il 20 giugno e consegnato il 22 giugno, ricorso, ad oggi non ho avuto alcuna comunicazione in merito.
    Un aspetto che nel ricorso abbiamo evidenziato è che la circolare esplicativa risale al 2011, per cui non essendo precedentemente disposizioni precise in merito, abbiomo richiesto in primo luogo l’annullamento del provvedimento, in seconda istanza il solo versamento del dovuto senza le sanzioni e non per ultimo il non versamento in quanto l’avviso è stato consegnato dapo il 20 giugno.
    Condivido che in tutto questo l’INARCASSA ha grandi responsabilità incassando un 4% senza titolo ed obbligandoci alla cancellazione del contributo soggettivo che avremmo tranquillamente versato senza incorrere ora nelle morse della gestione separata IMPS.

  • dario ha scritto:

    Dimenticavo,se INARCASSA decide di permettere i versamenti dei contributi soggettivi anche retroattivi sarebbe opportuno valutare soluzioni con percentuali evidentemente limitate in quanto siamo tutti già titolari di versamenti contributivi pensionistici con altri enti (INDAP)’ otre a considerare l’indispensabile ricongiugimento a diritto pensionistico acquisito a costo zero.

  • Cristiano ha scritto:

    Concorso sul ricorso fatto da DARIO. Poi la legge parla chiaro: la prescrzione è al 20 giugno.. e non si può cambiare la legge con una circolare dell’INPS che si mette d’accordo con qualcuno.. un qualsiasi giudice li massacra su questo aspetto..

  • Giovanni ha scritto:

    Oggi, ho chiamato INARCASSA, per avere notizie circa la variazione dello statuto, che permeterebbe l’iscrizione e quindi il pagamento del contributo soggettivo anche a coloro iscritti ad altra forma obbligatoria contributiva. L’interlocutrice mi ha risposto che al momento non c’è nulla in pentola che bolle, confermandomi che dovrei iscrivermi alla gestione separata INPS, e continuare a versare ad INARCASSA il 4% per il contributo integrativo. Vista la mia insistenza in merito, mi ha suggerito di inviare una mail ad INARCASSA nella quale chiedere lumi in merito, ed eventualmente sollecitare la variazione dello statuto.
    Ho voluto mettere al corrente di ciò, tutti coloro che utilizzano questo forum, nella speranza che la mia mail ad INARCASSA non resti isolata, ricordando che stiamo tutti sulla stessa assurda barca. Perchè pagare il 18%, quando possiamo pagare il 10%.
    P.S. Sapete se i controlli INPS (operazione Posseidone) stanno continuando anche per gli anni successivi? e a che anno sono arrivati con i controlli ???
    Non fermiamoci, continuiamo a conbattere per la stessa causa.
    GIOVANNI

  • claudio ha scritto:

    Ieri ho chiamato all’inps di Taranto e mi hanno detto:
    presto faremo ripartire i controlli per gli anni successivi e inoltre inarcassa non era tenuta a prendersi il 4%, pertanto potete richiederli indietro…..

  • cristiano ha scritto:

    e su quale base normativa dicono che non dovevamo versare i contributi del 4%? ma siamo matti….

  • nicola s. ha scritto:

    ragazzi, mi sa che ci stiamo bevendo il cervello tutti quanti. la mia posizione è questa. al momento, dopo aver richiesto l’annullamento di quanto richiesto all’INPS per prescrizione in quanto sono passati 5 anni – “grazie cristiano”(e vedremo cosa rispondono), attendo con ansia cosa rispondono. dato che non vogliono finire la mia esistenza con questo incubo (la faccenda stava condizionando la mia vita), sto vivendo alla giornata aspettando la risposta dell’INPS. poi vedremo cosa fare.
    la faccenda del 4% del contributo integrativo ad INARCASSA l’ha decisa il legislatore. l’INPS dice un sacco di fesserie. sono cose dovute e tocca a noi fare in modo che cambino lo statuto.
    pertanto sono d’accordo con Giovanni. scriverò anch’io una mail a INARCASSA. il presidente del mio ordine ha detto che se gli riunisco 4-5 casi, mi fa parlare con il nostro referente di INARCASSA prov. barletta-andria-trani. uniamoci, allora e lottiamo, se vogliamo quello che diciamo.

  • francesca ha scritto:

    Ma cosa ne sanno all’inpsdi Taranto: i controlli sono centralizzati le sedi periferiche sono passacarte, molti non sanno nemmeno di cosa si tratta…

  • agostino ha scritto:

    Bravi Givanni e Nicola S., avete le ideee chiare!
    A noi, accomunati tutti dalle medesime problematiche, interessa fare in modo che INARCASSA modifichi lo statuto.
    Ovvero ammetta, magari costituendo una Gestione Separata (ovviamente modificando lo statuto)interna ad INARCASSA, l’iscrizione a tutti gli architetti ed ingegneri che esercitano la professione in italia anche in via non esclusiva.
    ABBIAMO DIRITTO A CHIEDERE LA MODIFICA DELLO STATUTO ed INARCASSA E’ TENUTA A MODIFICARLO.
    Occorre parlare con i delegati proviciali INARCASSA di ogni Ordine perchè sensibilizzati possano rappresentare le nostre giuste e sacrosante istanze.
    Sono nostri colleghi e, quindi, bisogna agire con coraggio e determinazione.
    Importante ed intelligente è la proposta di Giovanni di scrivere una mail a INARCASSA chiedendo la modifica del suo statuto.
    Però sarebbe meglio farlo tutti insieme magari costituendo un COORDINAMENTO NAZIONALE ARCHITETTI ED INGEGNERI presso qualche Ordine Provinciale appoggiandosi ovviamente ad un buon Studio Legale Giuslavorista.
    Proponete delle iniziative serie e concrete.
    Penso possa esserci molto seguito specie se si guarda agli interessi di tutti e non ai soli casi personali.

    anche perché: ……
    (vedi link http://www.previdenza-professionisti.it/gestione-separata-e-professionsiti)

    “…. Di recente, la gestione separata Inps ha intrapreso una generalizzata azione di recupero crediti nei riguardi di professionisti che, con riferimento all’esercizio di attività professionale assoggettabile a previdenza categoriale, abbiano, in concreto, omesso di iscriversi all’ente di previdenza di riferimento (per colpa o in quanto esclusi dalla possibilità di iscriversi a cagione di situazioni oggettive – ad es. in quanto iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria per attività contestualmente esercitata – ingegneri e architetti – o a causa dell’esiguo volume dei redditi e volumi d’affari raggiunti – ad es avvocati e commercialisti).
    L’assoggettabilità a contribuzione previdenziale di redditi non assoggettati al prelievo del contributo soggettivo presso l’ente di riferimento presso la gestione separata Inps non pare, tuttavia, una conclusione certa alla luce di considerazioni di carattere generale ed in considerazione di una serie di evidenti incongruenze applicative.
    La Gestione Separata, infatti, nasce come una gestione di carattere residuale che offre tutela previdenziale ad attività prive di una copertura previdenziale specifica.
    In tale prospettiva, non sembra che, per effetto dell’omesso versamento del contributo soggettivo all’ente di riferimento, possa ritenersi esigibile la contribuzione previdenziale da parte della gestione seprata in quanto la contribuzione è e resta dovuta all’ente categoriale il quale potrà, nei termini e nei limiti prescrizionali, esercitare la propria potestà impositiva ed esigere il relativo credito.
    Appare, in definitiva, del tutto illogico e soprattutto privo di un valido supporto normativo, ritenere che l’inadempimento dell’obbligo contributivo nei riguardi di un ente di previdenza possa, di per sè, determinare una conversione legale dell’obbligo contributivo e del soggetto creditore dell’obbligazione contributiva, se non altro per la agevole considerazione che l’importo della contribuzione e delle sanzioni è ben diverso nell’un caso e nell’altro.
    Ma altrettanto controversa appare l’assoggettabilità a contribuzione previdenziale presso la gestione separata di compensi che sarebbero astrattamente di carattere professionale e come tali soggetti a prelievo contributivo presso l’ente di previdenza di categoria e che non lo sono, in concreto (ma limitatamente al contributo soggettivo) per ragioni di esclusione di carattere normativo:

    1) è possibile al riguardo che l’ente previdenziale richieda, ai fini dell’iscrizione e della conservazione dell’iscrizione, il raggiungimento di determinati livelli di reddito e volume d’affari (in tal caso è dovuto il solo contributo integrativo e non quello soggettivo);

    2) è possibile che l’ente di previdenza escluda la possibilità di iscriversi all’associazione a professionisti che siano iscritti a diverse forme previdenziali in dipendenza di diversa attività svolta (anche in tal caso è dovuto il solo contributo integrativo e non quello soggettivo);

    3) è poi possibile che l’ente di previdenza escluda l’obbligo di pagare il contributo soggettivo successivamente al pensionamento limitandosi al prelievo del contributo integrativo.

    In tutte le descritte ipotesi, non sembra che possa sostenersi che, con riferimento all’attività professionale esercitata, manchi un ente preposto alla relativa copertura previdenziale, così da rendere attuale la diversa forma di tutela rappresentata dalla gestione separata Inps.

    Si tratta, infatti, di peculiari condizioni che rendono la tutela previdenziale di categoria solo temporalmente inoperante ma che certo non valgono a mutare sostanzialmente le caratteristiche dell’attività professionale tanto da determinarne la confluenza nell’ambito delle gestione separata.

    Si tratta di un profilo controverso che non ha, tuttavia, ricevuto, a quanto consta, inquadramenti e linee interpretative a livello giurisprudenziale e che può compendiarsi nel seguente quesito:
    se l’attuale insussistenza dell’obbligo di iscrizione e dell’obbligo di versare la contribuzione soggettiva (pur permanendo l’obbligo di versare la contribuzione integrativa) per i professionisti che svolgano attività assoggettabile alla contribuzione previdenziale presso gli enti di cui al D-Lgs. n 509/94 e presso gli enti di cui al d.lgs. n 103 del 1996, abbia l’effetto di far espandere l’obbligo contributivo alla gestione separata inps.
    Alla luce del quadro normativo esistente, appare sufficientemente chiara la volontà del Legislatore di porre la tutela previdenziale di categoria come alternativa a quella di cui all’art. 2 comma 26 della L. n. 335 del 1995, da considerarsi come gestione a vocazione residuale.
    Sul tessuto delle norme primarie si sono, tuttavia, innestate le asciutte norme dei decreti ministeriali attuativi che non hanno certo brillato in chiarezza forse anche ispirate da logiche di cassa.
    L’art. 3 del DM del 24 novembre 1995 ha, infatti, posto l’obbligo di contribuire alla gestione separata a carico di tutti gli esercenti attività di lavoro autonomo ex art. 49, comma 1, escludendo dalla base imponibile i soli redditi assoggettati a contribuzione obbligatoria previdenziale .
    Con norma formulata in chiave negativa ma ispirata alla medesima logica, l’art. 6 del successivo DM 281 del 2 maggio 1996 esclude dalla contribuzione alla gestione separata i soli redditi già assoggettati ad altro titolo a contribuzione previdenziale obbligatoria .
    Le due norme regolamentari disciplinanti l’obbligazione contributiva presso la Gestione Separata Inps, se apparentemente confermano il principio dell’alternatività desumibile dai commi 25 e 26 dell’art. 2 della L. n 335 del 1995, in realtà ne alterano significativamente il baricentro in quanto le richiamate norme di legge collocavano l’alternativa sul piano della tutela assicurativa complessiva mentre le norme dei richiamati ddmm fondano l’obbligo contributivo sull’esistenza di redditi professionali non assoggettati a contribuzione obbligatoria.
    In ogni caso, non è possibile conferire alla norma regolamentare l’effetto di ampliare l’ambito di applicazione della tutela della gestione separata al di là di quello fissato dalle norme primarie e ,cioè dall’art. 2 comma 26 della L. n. 335 del 1995; le norme dei decreti devono perciò essere interpretate alla luce delle norme primarie e non in contrasto con esse.
    In tale prospettiva saranno assoggettabili a contribuzione presso la gestione separata solo quelle attività che non hanno un punto di riferimento nella previdenza di categoria e non quelle attività che non lo siano state in concreto o per periodi di tempo limitati in dipendenza di situazioni contingenti.
    La soluzione appare confortata dalla sussistenza, anche in difetto di iscrizione all’ente di categoria, di un obbligo previdenziale sia pure dimidiato.
    In tutte le indicate ipotesi infatti il professionista resta pur sempre obbligato a versare il contributo integrativo e, considerato il recente innalzamento di tale contributo al 4%, tale obbligo risulta tutt’altro che indifferente per le casse degli enti previdenziali di categoria e per le tasche del professionista.
    Un’eventuale duplicità del sistema d’imposizione contributiva (che si verificherebbe ove si ritenesse dovuta la contribuzione previdenziale alla gestione separata, creerebbe, peraltro, l’anomalia di assoggettare la medesima fattura, riferita alla medesima prestazione professionale ad una duplice contribuzione a carico del committente, la rivalsa del 4% in relazione all’obbligazione contributiva dovuta alla gestione separata e il contributo integrativo del 2% (o del 4%) in favore dell’ente di previdenza di categoria.
    Tale duplice maggiorazione determinerebbe, tra l’altro, effetti chiaramente distorsivi della concorrenza a svantaggio dei professionisti costretti alla doppia imposizione in fattura.
    Riteniamo dunque preferibile un’interpretazione sistematica delle norme per la quale la sussistenza di una previdenza categoria pone, di per sè, fuori gioco la gestione separata inps almeno sino a che perduri l’assoggettamento all’obbligo di versamento del contributo integrativo. …..”

  • agostino ha scritto:

    Bravi Givanni e Nicola S., avete le ideee chiare!
    A noi, accomunati tutti dalle medesime problematiche, interessa fare in modo che INARCASSA modifichi lo statuto.
    Ovvero ammetta, magari costituendo una Gestione Separata (ovviamente modificando lo statuto)interna ad INARCASSA, l’iscrizione a tutti gli architetti ed ingegneri che esercitano la professione in italia anche in via non esclusiva.
    ABBIAMO DIRITTO A CHIEDERE LA MODIFICA DELLO STATUTO ed INARCASSA E’ TENUTA A MODIFICARLO.
    Occorre parlare con i delegati proviciali INARCASSA di ogni Ordine perchè sensibilizzati possano rappresentare le nostre giuste e sacrosante istanze.
    Sono nostri colleghi e, quindi, bisogna agire con coraggio e determinazione.
    Importante ed intelligente è la proposta di Giovanni di scrivere una mail a INARCASSA chiedendo la modifica del suo statuto.
    Però sarebbe meglio farlo tutti insieme magari costituendo un COORDINAMENTO NAZIONALE ARCHITETTI ED INGEGNERI presso qualche Ordine Provinciale appoggiandosi ovviamente ad un buon Studio Legale Giuslavorista.
    Proponete delle iniziative serie e concrete.
    Penso possa esserci molto seguito specie se si guarda agli interessi di tutti e non ai soli casi personali.

  • agostino ha scritto:

    Bravi Giovanni e Nicola S., avete le ideee chiare!
    A noi, accomunati tutti dalle medesime problematiche, interessa fare in modo che INARCASSA modifichi lo statuto.
    Ovvero ammetta, magari costituendo una Gestione Separata (ovviamente modificando lo statuto)interna ad INARCASSA, l’iscrizione a tutti gli architetti ed ingegneri che esercitano la professione in italia anche in via non esclusiva.
    ABBIAMO DIRITTO A CHIEDERE LA MODIFICA DELLO STATUTO ed INARCASSA E’ TENUTA A MODIFICARLO.
    Occorre parlare con i delegati proviciali INARCASSA di ogni Ordine perchè sensibilizzati possano rappresentare le nostre giuste e sacrosante istanze.
    Sono nostri colleghi e, quindi, bisogna agire con coraggio e determinazione.
    Importante ed intelligente è la proposta di Giovanni di scrivere una mail a INARCASSA chiedendo la modifica del suo statuto.
    Però sarebbe meglio farlo tutti insieme magari costituendo un COORDINAMENTO NAZIONALE ARCHITETTI ED INGEGNERI presso qualche Ordine Provinciale appoggiandosi ovviamente ad un buon Studio Legale Giuslavorista.
    Proponete delle iniziative serie e concrete.
    Penso possa esserci molto seguito specie se si guarda agli interessi di tutti e non ai soli casi personali.

  • agostino ha scritto:

    Mi scuso per aver ripetuto tre volte il messaggio (n.d.r. per errore).
    Ma “repetita iuvant”.
    Saluti a tutti.

  • nicola s. ha scritto:

    ieri ho mandato la mail al presidente di inarcassa chiedendo di prendere in considerazione la modifica dello statuto. vediamo cosa e se risponde.

  • paola ha scritto:

    Scrivo per segnalare una cosa molto importante per chi è “non occupato”, e che riguarda la riforma delle pensioni. Dal sito dell’Inps (e per conoscenza diretta):
    “La riforma per i lavoratori non occupati
    La riforma non si applica ai lavoratori che si trovano in situazioni di mobilità lunga in attesa che si perfezionino i requisiti per la pensione.
    Sono esclusi anche i lavoratori che sono stati ammessi alla contribuzione volontaria prima del 4 dicembre 2011.”
    Quindi bisognerebbe diffondere a tutti gli interessati che se si hanno i requisiti, e si può fare domanda anche se iscritti solo alla gestione separata e vale per il periodo di sei mesi precedente alla presentazione della domanda, se si riesce ad essere autorizzati ai contributi volontari prima del 4 dicembre 2011, vale il regime pensionistico precedente alla riforma, che è meno sfarovevole.

  • Maurizio ha scritto:

    In considerazione della GS non potremmo fare una class action a livello nazionale? penso sarebbe l’unico modo per cercare di risolvere la questione, salvo che l’inarcassa ci ricomprenda on modifica statuto. Io mi sono rivolto ad un legale e sembra che fare un azione legale di primo grado con Giudice del lavoro possa servire quanto meno ad interrompere i termini per le cartelle esattoriali.
    Saluti a tutti.

  • cristiano ha scritto:

    l’azione legale col giudice può are qualcosa, ma spesso equitalia se ne frega e va avanti lo stesso, salvo poi essere condannata, ma molto poi….
    per la class action dovrebbero pensarci gli ordini, i quali stanno facendo ben poco, rivelandosi per quel che sono…

  • agostino ha scritto:

    Ricordiamoci che noi siamo iscritti agli ordini e quindi componenti dei medesimi.
    Ogni ordine professionale ha un consiglio direttivo eletto dagli iscritti.
    Pertanto fare un ricorso generale, class action, esteso a tutti è cosa corretta e fattibile e bisogna farla attraverso i consigli direttivi dei nostri ordini.
    Però, a mio giudizio, occorre un coordimento generale, istituito presso qualche ordine provinciale il cui consiglio direttivo sia particolarmente sensibile a queste giuste istanze, a cui potersi riferire tutti sotto l’egida d un buono Studio Legale Giuslavorista.
    Occorre parallelamente fare in modo che INARCASSA modifichi lo statuto.
    Ovvero ammetta, modificando il suo statuto, l’iscrizione a tutti gli architetti ed ingegneri che esercitano la professione in italia anche in via non esclusiva.
    Occorre contattare e sensibilizzare i delegati proviciali e regionali di inarcassa perchè possano rappresentare le nostre giuste istanze.
    Sono nostri colleghi e, quindi, bisogna agire con determinazione.
    E’ cosa intelligente, perchè potrebbe avere dei risvolti positivi, scrivere una mail personale a INARCASSA chiedendo al Presidente la modifica dello statuto.
    Occorre che qualcuno proponga su questo sito una bozza, scritta in modo corretto e succinto e preciso, della sopraccitata lettera in modo che tutti la possano inviare (al Presidente di inarcassa) redatta nella medesima forma e con la stessa sostanza.
    Però, a mio parere, sarebbe meglio farlo tutti insieme magari costituendo un coordinamento nazionale presso qualche Ordine Provinciale (avente un gruppo di iscritti tosti e motivati e/o un consiglio direttivo sensibile e disponibile).
    Proponete delle iniziative serie e concrete.
    Penso possa esserci molto seguito specie se si guarda agli interessi di tutti e non ai soli casi personali.
    Siamo tutti in attesa di avere novità a riguardo.
    Saluti a tutti.

  • nicola s. ha scritto:

    la settimana scorsa ho spedito una e-mail al presidente inarcassa. ancora non ho avuto notizie. la stessa meil l’ho mandata al delegato inarcassa del mio ordine. sono sicura che lui l’ha letta (mi è arrivata la notifica), ma ancora non ho avuto nessuna risposta. tra qualche giorno penso di perdere le speranza che qualcuno mi risponda dando conferma alla mia sensazione: gli ordini professionali e le casse professionali sono LOBBY a cui poco interessa se noi, poveri sprovveduti c……i abbiano ricevuto una richiesta di pagamento. io ho deciso di non pagare, tanto, peggio di così…

  • agostino ha scritto:

    Oh Nicola S., non disperare!
    Sii fiducioso!
    Pensa che la questione è risolvibile e vedrai che sarà risolta.
    Ma da tutti insieme pensando agli interessi di tutti.
    Parliamo con i nostri colleghi, quelli della nostra zona, e sensibilizziamoli al problema.
    Conviciamoli sul fatto che da soli si risolve poco o niente.
    Facciamo solo guadagnare gli avvocati.
    Ma agendo tutti insieme inn modo coordinato, naturalmente pensando agli interessi di tutti e non ai singoli problemi personali, possiamo ottenere quello che desideriamo.
    Ribadisco che, a mio parere, occorre unirsi nelle forme che ho già descritto in altri miei precedenti commenti.
    Interessante èl’iniziativa di Angelo (lettera) descritta nel commento del 29 agosto 2011.
    A presto.

  • Maurizio ha scritto:

    Sentite, la cosa che possiamo fare anche subito è inviare TUTTI una lettera di iscrizione a Inarcassa di voler essere annoverati negli elenchi previdenziali. Forse qualcuno l’ha già fatta, altri no, ingolfiamoli di richieste, prima di perdere tempo a coordinarci (che sarebbe la cosa più giusta, ma non immediata), questo mi sembra l’unico modo per farci sentire con tutto il ns peso (cioè numero).
    Diamone massima divulazone a tutti i colleghi che sono in questa situazione e vediamo se riusciamo a smuovere qualcosa.
    Poi vedremo cosa succede.
    Saluti a tutti.

  • nicola s. ha scritto:

    grazie agostino per l’incoraggiamento. è che questa cosa mi sembra come una mannaia che potrebbe cadermi in testa da un momento all’altro. ho deciso comunque di continuare a vivere facendo finta di niente.
    sono d’accordo con maurizio.
    ma, ascoltatemi. fino a quando non usciremo dall’anonimato non risolveremo niente, assolutamente niente.
    mi sembra giusta l’idea di richiedere l’iscrizione a inarcassa, anche se credo che a noi servirà scrivere tante lettera, a loro una sola con una bella stampa unione. però proviamole tutte.

  • agostino ha scritto:

    Maurizio hai scritto una cosa sensata, però mi sembrerebbe giusto che il contenuto della lettera che vuoi scrivere debba avere una linea comune anche se scritto in modo diverso.
    Pertanto ti invito, cortesemente a proporre a tutti noi attrasverso questo sito, una bozza della stessa in modo che la si possa condividere insieme magari perfezionata con il contributo e/o con il concorso di tutti.
    Coraggio svegliamoci!
    E’ ora di lavorare insieme!

  • nicola s. ha scritto:

    eccezionale ANGELO: con la sua nota del 29 agosto 2011 ha centrato in pieno la logica della nostra questione. vorrei sapere le conseguenze di tale scritto. chiaro, lineare, ha esplicitato professionalmente la problematica.

  • agostino ha scritto:

    Coraggio e Fiducia!
    Siamo sulla buona strada!
    Ci dobbiamo organizzare e coordinare su tutto il territorio nazionale.
    Dobbiamo essere tosti e compatti.
    E tutto sarà in discesa!
    Avanti delle altre proposte.

  • nicola s. ha scritto:

    si, agostino, ma dobbiamo uscire allo scoperto. come faccio a contattare te e gli altri????

  • Maurizio ha scritto:

    Appena l’avrò fatta l’allegherò ad una mail che vi invierò.
    Poi dovremo decidere di darci un tempo (uguale per tutti) e spedirla (abbiamo un po’ di fede per favore); poi se l’inarcassa ci risponderà univocamente e negativamente sapremo almeno di che morte morire sapendo quindi come muoverci per una successiva mossa, o al limite avendo anche il coraggio di contrattare con la contoparte se necessario.
    Casomai se uno di voi avesse un’idea di come favorire i passaggi fra tutti dei ns indirizzi mail che non abbiamo mi e ci aiuterebbe.
    Grazie. Maurizio

  • nicola s. ha scritto:

    possiamo scrivere il proprio indirizzo e-mail accanto al nome come di seguito (FACCIO IO LA PRIMA MOSSA, DAI)

  • nicola s. ha scritto:

    ingselvarolo@tiscali.it

  • Giovanni ha scritto:

    GIOVANNI
    gionic@libero.it

  • nicola s. ha scritto:

    per CRISTIANO. vedi che la prescrione è il 30 settembre 2011. informati bene. e le altre mail????? dai, sbrigatevi, non c’è tempo da perdere

  • Cristiano ha scritto:

    no è il 20 giugno.. il 30 settembre è un termine per pagamento con mora.. vai tranquillo, la stessa impegata INPS confermò la prescrzione al 20 giugno.

  • Cristiano ha scritto:

    leggere commenti di agosto per quanto riguarda la prescrizione.

  • agostino ha scritto:

    Ecco la mia mail:
    ing.august@gmail

  • agostino ha scritto:

    Ecco la mia mail:
    ing.august@gmail.com

  • agostino ha scritto:

    Considerate le notevoli problematiche in gioco, occorre, secondo me, organizzarsi in questo modo, :
    -individuare per ogni ordine provinciale (Architetti e Ingegneri) dei colleghi referenti facenti parte di commissioni apposite (ad esempio ingegneri dipendenti-professionisti) che possono essere istituite su apposita richiesta al medesimo ordine;
    -cercare di raccogliere il maggior numero di adesioni, in sede provinciale, alle iniziative da intraprendere (n.d.r. che sono ancora da definire concretamente anche se abbiamo letto alcune proposte e siamo in attesa di visionarle altre);
    -coordinarsi a livello nazionale facendo riferimento ad uno o piu’ ordini provinciali (di Architetti e/o Ingegneri) che facciano da capofila (n.d.r.: ci sono parecchi ordini sul territorio nazionale che hanno preso valide iniziative a riguardo ad esempio: ordine ingegneri dell’Aquila, ordine degli architetti di Roma, ordine degli architetti di Brescia, ordine ingegneri di Padova, etc.);
    -agire verso inarcassa in modo che sia cambiato lo statuto sensibilizzando i rappresentanti provinciali inarcassa, che sono semplicemente nostri colleghi e nient’altro di più;
    -agire verso inps con un ricorso nazionale collettivo, che si può denominare class action, ricordando che la Gestione separata inps crea una “… duplice maggiorazione che determina, tra l’altro, effetti chiaramente distorsivi della concorrenza a svantaggio dei professionisti costretti alla doppia imposizione in fattura) che valga per tutti i casi in generale ovvero per tutti.
    Secondo me, se ognuno fa la sua parte (sul territorio dove vive e lavora) PENSANDO AGLI INTERESSI DI TUTTI e considerando che l’unione motiva e fa la forza, si può riuscire in breve tempo e con buoni risultati.
    Ecco questo è il mio pensiero.

  • agostino ha scritto:

    Leggete questo interessantissimo articolo, che forse in parte superato dalle nuove norme ma tratta della bontà in termini pensionistici della gestione separata:
    http://www.actainrete.it/wp-content/uploads/2010/07/pensioni_2007.pdf

  • agostino ha scritto:

    E divertitevi a leggere anche questo interessante articolo:
    http://www.actainrete.it/2011/04/iscritti-alla-gestione-separata-penalizzati-per-legge/
    A questo punto SORGONO SPONTANEE DUE DOMANDE:
    -MA COME SI FA A NON OPPORSI, o meglio, ad accettare supinamente ciò?
    -MA CHI E’ L’ARTEFICE DI QUESTA PESANTISSIMA, per i poveri malcapitati, STORTURA?
    Buon week-end a tutti.

  • nicola s. ha scritto:

    riguardo la prescrizione l’inps ha scritto che non si può procedere ai sensi dell’art. 10 del dlgs 241/1997 e dell’art 43 comma 2 del DPR 600/1973 che non riguardano la prescrizione. ragazzi, è un casino!!!!

  • Angelo ha scritto:

    Ma smettetela e pagate.
    Io nel 2001, l’anno in cui sono stato immesso in ruolo, mi sono iscritto alla gestione separata inps, così come prescriveva la legge. Bastava collegarsi al sito dell’inarcassa ed era tutto chiaro, infatti si rimarcava l’obbligatorietà della cancellazione da inarcassa e l’altrettanto obbligatorietà dell’iscrizione alla gestione saparata inps.
    Che si doveva pagare lo sapevano tutti, però ogni qualvolta io ai mie colleghi, nella mia stessa condizione, facevo presente che era obbligatorio iscriversi alla gestione separata, mi prendevano in giro dicendomi che ero un fesso e che loro non avrebbero mai pagato.
    Purtroppo questa è l’Italia, i furbi una volta scoperti dicono che non sapevano niente e che le leggi erano poco chiare.
    Erano chiarissime ……………………………………..

  • agostino ha scritto:

    Bravo Angelo.
    Ti aspettavamo.
    Ci fa piacere che anche tu contribuisca alla discussione.
    Infatti anche a Te, cointeressato dal problema della Gestione Separata, sono rivolti tutti i commenti sopradescritti.
    Questi si riferiscono a tutti i colleghi ingegneri- architetti che esercitano la libera professione non in via esclusiva, paganti e/o non paganti la Gestione separata INPS.
    Pertanto ritengo che anche tu, che hai pagato e stai pagando, sia interessato, nello stesso modo di chi non ha pagato, a far sì che siano tutelati i tuoi diritti ed allo tempo tu possa espletare i giusti doveri.
    Tutti noi, ingegneri e/o architetti esercitanti la libera professione in via non esclusiva e quelli esercitanti la professione in via esclusiva, dobbiamo essere trattati (in termini di DIRITTI/DOVERI) allo stesso identico modo dalle Leggi dello Stato e dagli Enti competenti (Amministrazione dello Stato Italiano, INPS ed INARCASSA).
    Cosa che, allo stato delle cose, non avviene assolutamente.
    Inutile, mi pare, ricordarti il perchè.
    INARCASSA ci deve accogliere!
    Questo è il problema!
    Ognuno dovrà percepire una pensione (da Inarcassa e non da INPS) in modo proporzionale a quanto a quanto versato!
    I versamenti che Tu hai fatto a INPS dal 2001 dovranno passare da quest’ultimo ad INARCASSA.
    Concludo, quindi, che tutti (ovvero compresi Te e coloro che ghanno agito come Te) dobbiamo muoverci per il bene di Tutti.
    Aspettiamo la tua piena collaborazione.
    Le critiche servono a ben poco.
    Ciao Angelo.
    A presto.

  • Maurizio ha scritto:

    Vi allego la lettera che potrete utilizzare ed adattare al vs uso.
    Vi chiedo solo di concordare una tempistica coordinata, per cui fate le proposte che vorrete ma aspettate un ok anche da me per l’invio in modo da farlo in modo univoco. Vi ringrazio. Maurizio

    Al Presidente di INARCASSA
    Arch. Paola Muratorio
    segreteria.presidenza@inarcassa.it
    protocollo@pec.inarcassa.org

    Al Delegato INARCASSA
    ____
    ____@___

    Per conoscenza

    Ingegneri ed Architetti dipendenti e liberi professionisti
    c/o sito dell’ordine di Milano
    ____@____

    Al Presidente dell’Ordine
    degli Ingegneri di MILANO
    Ing. Stefano Calzolari
    info@ordineingegneri.milano.it

    Ingegneri ed Architetti dipendenti e liberi professionisti MI
    Via Giustiniano 10 Milano (MI) 20129
    info@inarsindmilano.it

    lì, 20.02.2012
    Con riferimento alla corrispondenza intercorsa tra il Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma, Arch. Amedeo Sciattarella, il Presidente di INARCASSA Arch. Paola Muratorio ed INPS nella persona del suo Presidente dott. Antonio Mastropasqua, resa nota attraverso il sito dello stesso Ordine degli Architetti di Roma, relativamente alla vicenda (Operazione Poseidone) che vuole costringere centinaia di liberi professionisti Architetti ed Ingegneri ad iscriversi alla gestione separata dell’INPS pur essendo soggetti a contribuzione integrativa obbligatoria presso la loro cassa professionale INARCASSA e ugualmente contribuenti in forma obbligatoria presso gli enti di riferimento al loro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato,
    I sottoscritti Ingegneri:
    § ………………………………………………;
    § ………………………………………………;
    § ………………………………………………;
    § ………………………………………………;

    con la presente
    CHIEDONO
    al presidente di INARCASSA di dare attuazione al comma 11 dell’art. 18 del Decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con legge n.° 111 del 15 luglio 2011. che impone agli enti previdenziali di diritto privato di prevedere negli statuti e nei regolamenti l’obbligatorietà dell’iscrizione e della contribuzione in tutti i casi di svolgimento dell’attività professionale.

    Il richiesto adeguamento statutario dovrà essere redatto con una formulazione tale da consentire, anche retroattivamente, la soluzione della questione bene esposta nel sito web sotto riportato e di seguito trascritto:

    ( http://www.previdenza-professionisti.it/gestione-separata-e-professionsiti)

    “…. Di recente, la gestione separata Inps ha intrapreso una generalizzata azione di recupero crediti nei riguardi di professionisti che, con riferimento all’esercizio di attività professionale assoggettabile a previdenza categoriale, abbiano, in concreto, omesso di iscriversi all’ente di previdenza di riferimento (per colpa o in quanto esclusi dalla possibilità di iscriversi a cagione di situazioni oggettive – ad es. in quanto iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria per attività contestualmente esercitata – ingegneri e architetti – o a causa dell’esiguo volume dei redditi e volumi d’affari raggiunti – ad es avvocati e commercialisti).
    L’assoggettabilità a contribuzione previdenziale di redditi non assoggettati al prelievo del contributo soggettivo presso l’ente di riferimento presso la gestione separata Inps non pare, tuttavia, una conclusione certa alla luce di considerazioni di carattere generale ed in considerazione di una serie di evidenti incongruenze applicative.
    La Gestione Separata, infatti, nasce come una gestione di carattere residuale che offre tutela previdenziale ad attività prive di una copertura previdenziale specifica.
    In tale prospettiva, non sembra che, per effetto dell’omesso versamento del contributo soggettivo all’ente di riferimento, possa ritenersi esigibile la contribuzione previdenziale da parte della gestione seprata in quanto la contribuzione è e resta dovuta all’ente categoriale il quale potrà, nei termini e nei limiti prescrizionali, esercitare la propria potestà impositiva ed esigere il relativo credito.
    Appare, in definitiva, del tutto illogico e soprattutto privo di un valido supporto normativo, ritenere che l’inadempimento dell’obbligo contributivo nei riguardi di un ente di previdenza possa, di per sè, determinare una conversione legale dell’obbligo contributivo e del soggetto creditore dell’obbligazione contributiva, se non altro per la agevole considerazione che l’importo della contribuzione e delle sanzioni è ben diverso nell’un caso e nell’altro.
    Ma altrettanto controversa appare l’assoggettabilità a contribuzione previdenziale presso la gestione separata di compensi che sarebbero astrattamente di carattere professionale e come tali soggetti a prelievo contributivo presso l’ente di previdenza di categoria e che non lo sono, in concreto (ma limitatamente al contributo soggettivo) per ragioni di esclusione di carattere normativo:
    1) è possibile al riguardo che l’ente previdenziale richieda, ai fini dell’iscrizione e della conservazione dell’iscrizione, il raggiungimento di determinati livelli di reddito e volume d’affari (in tal caso è dovuto il solo contributo integrativo e non quello soggettivo);
    2) è possibile che l’ente di previdenza escluda la possibilità di iscriversi all’associazione a professionisti che siano iscritti a diverse forme previdenziali in dipendenza di diversa attività svolta (anche in tal caso è dovuto il solo contributo integrativo e non quello soggettivo);
    3) è poi possibile che l’ente di previdenza escluda l’obbligo di pagare il contributo soggettivo successivamente al pensionamento limitandosi al prelievo del contributo integrativo.
    In tutte le descritte ipotesi, non sembra che possa sostenersi che, con riferimento all’attività professionale esercitata, manchi un ente preposto alla relativa copertura previdenziale, così da rendere attuale la diversa forma di tutela rappresentata dalla gestione separata Inps.
    Si tratta, infatti, di peculiari condizioni che rendono la tutela previdenziale di categoria solo temporalmente inoperante ma che certo non valgono a mutare sostanzialmente le caratteristiche dell’attività professionale tanto da determinarne la confluenza nell’ambito delle gestione separata.
    Si tratta di un profilo controverso che non ha, tuttavia, ricevuto, a quanto consta, inquadramenti e linee interpretative a livello giurisprudenziale e che può compendiarsi nel seguente quesito:
    se l’attuale insussistenza dell’obbligo di iscrizione e dell’obbligo di versare la contribuzione soggettiva (pur permanendo l’obbligo di versare la contribuzione integrativa) per i professionisti che svolgano attività assoggettabile alla contribuzione previdenziale presso gli enti di cui al D-Lgs. n 509/94 e presso gli enti di cui al d.lgs. n 103 del 1996, abbia l’effetto di far espandere l’obbligo contributivo alla gestione separata inps.
    Alla luce del quadro normativo esistente, appare sufficientemente chiara la volontà del Legislatore di porre la tutela previdenziale di categoria come alternativa a quella di cui all’art. 2 comma 26 della L. n. 335 del 1995, da considerarsi come gestione a vocazione residuale.
    Sul tessuto delle norme primarie si sono, tuttavia, innestate le asciutte norme dei decreti ministeriali attuativi che non hanno certo brillato in chiarezza forse anche ispirate da logiche di cassa.
    L’art. 3 del DM del 24 novembre 1995 ha, infatti, posto l’obbligo di contribuire alla gestione separata a carico di tutti gli esercenti attività di lavoro autonomo ex art. 49, comma 1, escludendo dalla base imponibile i soli redditi assoggettati a contribuzione obbligatoria previdenziale .
    Con norma formulata in chiave negativa ma ispirata alla medesima logica, l’art. 6 del successivo DM 281 del 2 maggio 1996 esclude dalla contribuzione alla gestione separata i soli redditi già assoggettati ad altro titolo a contribuzione previdenziale obbligatoria.
    Le due norme regolamentari disciplinanti l’obbligazione contributiva presso la Gestione Separata Inps, se apparentemente confermano il principio dell’alternatività desumibile dai commi 25 e 26 dell’art. 2 della L. n 335 del 1995, in realtà ne alterano significativamente il baricentro in quanto le richiamate norme di legge collocavano l’alternativa sul piano della tutela assicurativa complessiva mentre le norme dei richiamati ddmm fondano l’obbligo contributivo sull’esistenza di redditi professionali non assoggettati a contribuzione obbligatoria.
    In ogni caso, non è possibile conferire alla norma regolamentare l’effetto di ampliare l’ambito di applicazione della tutela della gestione separata al di là di quello fissato dalle norme primarie e ,cioè dall’art. 2 comma 26 della L. n. 335 del 1995; le norme dei decreti devono perciò essere interpretate alla luce delle norme primarie e non in contrasto con esse.
    In tale prospettiva saranno assoggettabili a contribuzione presso la gestione separata solo quelle attività che non hanno un punto di riferimento nella previdenza di categoria e non quelle attività che non lo siano state in concreto o per periodi di tempo limitati in dipendenza di situazioni contingenti.
    La soluzione appare confortata dalla sussistenza, anche in difetto di iscrizione all’ente di categoria, di un obbligo previdenziale sia pure dimidiato.
    In tutte le indicate ipotesi infatti il professionista resta pur sempre obbligato a versare il contributo integrativo e, considerato il recente innalzamento di tale contributo al 4%, tale obbligo risulta tutt’altro che indifferente per le casse degli enti previdenziali di categoria e per le tasche del professionista.
    Un’eventuale duplicità del sistema d’imposizione contributiva (che si verificherebbe ove si ritenesse dovuta la contribuzione previdenziale alla gestione separata, creerebbe, peraltro, l’anomalia di assoggettare la medesima fattura, riferita alla medesima prestazione professionale ad una duplice contribuzione a carico del committente, la rivalsa del 4% in relazione all’obbligazione contributiva dovuta alla gestione separata e il contributo integrativo del 2% (o del 4%) in favore dell’ente di previdenza di categoria.
    Tale duplice maggiorazione determinerebbe, tra l’altro, effetti chiaramente distorsivi della concorrenza a svantaggio dei professionisti costretti alla doppia imposizione in fattura.
    Riteniamo dunque preferibile un’interpretazione sistematica delle norme per la quale la sussistenza di una previdenza categoria pone, di per sè, fuori gioco la gestione separata inps almeno sino a che perduri l’assoggettamento all’obbligo di versamento del contributo integrativo. …..”

    Confidando nella volontà di volere risolvere positivamente quanto sopra, porgiamo distinti saluti.

  • nicola s. ha scritto:

    aspettiamo il tuo via Maurizio. dacci tempo almeno una settimana fissando esattamente la data di invio della nota. a presto

  • agostino ha scritto:

    Molto bene Maurizio.
    Ti ringrazio personalmente come penso ti ringrazieranno tutti gli interessati alla risoluzione di questa assurda e contorta (n.d.r.: tutt’altro che chiara!) vicenda (n.d.r.: legata a forzatura di norme nate per altri fini e corretta a suon di precisazioni attraverso l’emissione di circolari (che confermano la poca chiarezza, ovvero la fumosità, delle stesse norme).
    Da una letta sommaria del contenuto della bozza mi pare che il contenuto della tua lettera sia ben fatto e corretto.
    Lo farò leggere, anche, ad un mio amico avvocato per avere un parere in merito (che vi farò sapere).
    Importante è muoversi e muoversi insieme.
    Ti chiedo, se lo ritieni giusto, di lasciare sul sito un tuo recapito e-mail per meglio coordinarsi.
    Occorre coinvolgere più professionisti, paganti e/o non paganti e/o ricorrenti, in modo da avere una notevole forza d’insieme.
    Ciao a tutti.
    Siamo sulla buona strada.

  • Maurizio ha scritto:

    la mia mail è mauriziofe.bianchi@tiscali.it
    mi raccomado coinvolgiamo più colleghi che possiamo in qualunque modo sia possibile, cioè anche oltre questo sito, spero che non saremo solo noi tre!!..
    anch’io dovrò avere il tempo per sistemare i dati mancanti
    ciao. Maurizio

  • nicola s. ha scritto:

    qualcuno mi può far sapere se ha regolarizzato la sua posizione con l’inps a seguito di richiesta? io sono ancora in trattativa per la prescrione di quanto richiesto relativamente al 2006 (anno di riferimento 2005). oggi ritiro la risposta dell’inps e vi faccio sapere. come giustificazione addurrò la circolare inps del 2005. vedremo cosa rispondono

  • Fabrizio ha scritto:

    Buongiorno a tutti, sono insegnante di scuola secondaria e dal 2009 Ingegnere libero professionista (in modo saltuario); ho seguito la vicenda anche perchè ne sono interessato io stesso in prima persona; sono iscritto alla GS (volontariamente senza richieste Inps) solo dal 2011 perchè sinceramente mi ero affidato al Commercialista (ingenuamente) e mi sono poi informato in ritardo sulla reale normativa,devo dire però che sia Inarcassa sia gli Ordini, a mio avviso, hanno chiarito la cosa in modo esplicito sono nel 2010(resta il fatto che le norme esistevano già, nulla da dire, solo che un pò più di trasparenza non guasterebbe data la tassa che si paga all’Ordine), fatto sta che 2009 e 2010 sono saltati;fortunatamente il fatturato non era e non è tutt’ora elevato (tra l’altro se dovessi passare di ruolo probabilmente lascerei stare la professione, troppe problematiche con Inarcassa Inpdap e GS; aspetto quindi le relative sanzioni che arriveranno tra qualche anno. Sono comunque interessato ai risvolti della vicenda per i motivi sopra esposti. In bocca al lupo!

  • pisi ha scritto:

    PER ANGELO. mi sa che dai discorsi che fai, devi essere veramente fesso…

  • agostino ha scritto:

    Ciao Fabrizio.
    Benvenuto.
    Anche tu fai parte del gruppo.
    Sei uno dei casi particolari ovvero una delle persone avvisate dell’operazione Poseidone e, quindi, hai avuto la possibilità di iscriverti volontariamente (cosa che invece non è successa a me e a tantissimi altri …).
    Sei uno degli svariati casi particolari facenti parte del grande minestrone (per non chiamarlo in altro modo).
    Un appello, invece, lo voglio fare a tutti gli altri che ci leggono e non commentano ed a quelli che hanno scritto in precedenza su questo sito.
    E’ ora di muoverci assieme (scusate se ripeto sempre la stessa cosa) per sensibilizzare il Consiglio Direttivo di INARCASSA a modificare lo statuto per accogliere tutti gli ingegneri e architetti che esercitano la libera professione, nessuno escluso.
    E’paradossale pensare che INARCASSA sia composto da nostri Fratelli, ingegneri e architetti (stessa laurea, stesse fatiche, stesse capacità, stessi rischi) che hanno la specificità di esercitare la libera professione in via esclusiva, e, quindi, l’assurdo privilegio di essere diversi da noi, poveri fratellastri con la colpa di esercitare la libera professione in via non esclusiva (ad ex.: professori universitari, docenti di materie tecniche, dipendenti di imprese ed aziende leader, etc.).
    Questo fatto crea una disuguaglianza enorme tra le due figure il Fratello INARCASSA ed il fratellastro INPS: 15% (fratello INARCASSA) rispetto al 21% (fratellastro INPS) di oneri di legge aggiuntivi sullo stesso importo di parcella.
    Cosa assolutamente assurda ed impari!
    IMPORTANTE. Vi informo di: http://www.ordingaq.it/documenti/comunicazioni/pdf/delibera_n._3_assemblea_del_08.10.2011.pdf/view?searchterm=gestione separata
    Sveglia!

  • Angelo ha scritto:

    In Italia purtroppo quelli che rispettano le leggi sono fessi.
    Gli evasori invece sono Furbi.
    Avete esercitato per anni in barba alla concorrenza, tanto sbandierata nei vostri interventi.
    Voi non pagavate il contributo, mentre i professionisti non dipendenti pagavano i contributi inarcassa.
    Eravate in un regime di libera concorrenza?
    Se capite la domanda rispondete.

  • pisi ha scritto:

    caro angelo, non volevo offenderti come hai cercato di fare tu, ma devi cercare di capire che la nostra posizione (e io parlo per me) non è stata assolutamente scelta o voluta, ma solamente condizionata da pseudo professionisti (commercialisti) che hanno causato il disguido. sappi che mai mi sarei permesso di fare il “furbo” non pagando i contributi, visto che le tasse le pago. quindi non pensare che tale azione sia stata volontaria. spero abbia chiarito….

  • Danilo ha scritto:

    Ho letto con interesse la discussione, quanto mai di attualità. Francamente il comma 12 dell’art. 18 chiamato “Interpretazione autentica” mi pare chiarissimo.
    E mi sembra invece assolutamente inopportuna (non mi viene un aggettivo migliore) la circolare INPS n° 99 del 22/07/2011 (che per contro possiamo definire tempestiva essendo uscita appena 6 giorni dopo la Legge).
    Purtroppo una Legge dello Stato, chiarissima, viene “manipolata” dall’Ente interessato, che giocando sulle parole vuole garantirsi l’incasso.
    Per fare questo la circolare sfrutta il gioco del distinguo, ovvero, aggiunge ciò che nella Legge non c’è; la Legge parla di contributo? bene distinguiamolo in soggettivo e integrativo, se paghi solo il contributo integrativo allora paghi anche la GS.
    Però a questo punto il distinguo lo faccio anch’io: un conto se questo me lo dice una Fonte Normativa un conto se me lo dice un Ente che vuole i miei soldi.

  • marco ha scritto:

    io dico che la cosa più assurda è che l’inps vuole le sanzioni nonostante per interpretare una legge (quella del 95)c’è voluta un altra legge: non è un classico caso, come minimo, di incertezza normativa che dovrebbe escludere la sanzione?

    ps ammesso che abbia racione inps a questo punto che c’azzecca versare il 4 % alla ppria cassa?

  • Luisa ha scritto:

    Basta con queste assurde disparità! Vogliamo essere trattati tutti allo stesso modo. Molto efficaci sono le argomentazioni riportate nella discussione mentre la proposta di Maurizio, ovvero quella di inviare la lettera ad inarcassa, è per me essenziale.

  • agostino ha scritto:

    APPELLO a Maurizio.
    Stiamo aspettando la tua versione definitiva della lettera da inviare ad INARCASSA.
    Ciao.
    A presto.

  • nicola s. ha scritto:

    …e facci sapere il momento preciso in cui spedirle, in modo che arrivino nello stesso periodo…

  • nicola s. ha scritto:

    maurizio hai provveduto a mandare la mail a quei pochi che l’hanno pubblicata su questo forum?

  • Maurizio ha scritto:

    Ciao a tutti la lettera non riesce a stare sul blog per qualche problema tecnico, è al 99% uguale all’ultima che avevo inserito, nel caso quindi utilizzate quella oppure mandatemi una mail (che avevo già inserito sul blog) e ve la invierò con l’allegato (direi utile). Direi di inviarla intorno a lunedi – martedi della prossima settimana.
    Tra l’altro settimana prossima sarò da un legale che è già entrato nel merito giuridico e che ci aggiornerà nel merito dell’intraprendere un azione legale di primo grado.
    Se fosete interessati a partecipare fatemelo sapere che potremo certamente avere un maggior peso di fronte al Giudice del Lavoro e 2) abbattere i relativi costi.
    Ciao. Maurizio

  • nicola s. ha scritto:

    maurizio cerca di mandarci la versione formato doc della lettera e non pdf per non riscriverla. riguardo l’avvocato, facci sapere per aderire in modo da ripartire le spese.

  • Maurizio ha scritto:

    I contributi previdenziali dei professionisti vanno tutti versati alle Casse private

    Il comma 25 dell’art. 2 della legge 335/95 – concernente la delega al Governo ad emanare norme volte ad assicurare la tutela previdenziale in favore dei soggetti che svolgono attività autonoma – non può che interpretarsi nel senso che la sog-
    gezione dei professionisti alla gestione separata INPS riguarda, giusta la previsione di cui alla lettera d) del comma 25 della stessa legge, i soli soggetti appartenenti a
    categorie per le quali non sia possibile procedere ai sensi della lettera a), e cioè attraverso la costituzione di forme autonome di previdenza obbligatoria con riferimento al modello delineato dal decreto legislativo.
    Ciò trova conferma nella ratio del comma 26 dell’art. 2 della legge n. 335/95, che va essenzialmente individuata nell’esigenza di estendere la tutela previdenziale
    a coloro che, per svolgere attività di lavoro autonomo senza essere iscritti ad alcun Ente, risultavano privi di ogni tutela previdenziale.
    Non v’è dubbio, infatti, che la legge 335/95, in sede di riforma del sistema pensionistico generale, ha inteso estendere la tutela previdenziale a soggetti che prima ne erano privi, nel rispetto e nella concatenazione di tutte le norme, generali e speciali, disciplinanti la materia.
    Se le premesse di cui sopra sono esatte, come confermano anche i lavori preparatori della legge 335/95, appare evidente che tutta la decretazione che ne è derivata, tendente, almeno in apparenza, a ricondurre alla gestione separata INPS ogni
    contribuzione previdenziale derivante da forme, anche sporadiche, di collaborazione coordinata, svolta da professionisti, ancorché iscritti alle Casse private, è incoerente con il sistema e risulta inficiata da fondati sospetti di incostituzionalità.
    In base ai principi generali dell’ordinamento giuridico, confermati da numerose risoluzioni ministeriali e autorevoli pareri di studiosi della materia, si può agevolmente affermare che, ogni qualvolta l’attività di lavoro autonomo richieda le stesse competenze tecniche di cui un professionista si avvale nell’esercizio della propria attività professionale, la collaborazione coordinata e continuativa costituisce, sotto
    il profilo dell’inquadramento fiscale e contributivo, un tutt’uno con l’attività professionale, perdendo ogni sua autonoma rilevanza (c.d. principio “dell’attrazione”).
    Sulla base di tale principio è stato, ad esempio, più volte specificato dal Ministero delle Finanze che i compensi percepiti da dottori commercialisti e ragionieri,
    per gli uffici di sindaco o revisore ricoperti in società o enti, rientrano nell’oggetto proprio della professione.
    In definitiva la linea di demarcazione, tra compensi da assoggettare a contribuzione INPS e quelli da assoggettare a contribuzione a favore delle Casse libero-
    professionali, è costituita non solo dalla natura del compenso, ma anche dal soggetto percettore, anche al di là della sua imputazione in sede di denuncia dei redditi.
    Va, quindi, confermato che qualora un compenso percepito da un professioni sta iscritto ad una Cassa previdenziale privata possa ritenersi, per sua natura intrinseca, anche indirettamente riconducibile ad attività professionale, intesa in senso lato, il compenso stesso può essere correttamente assoggettato al contributo soggettivo dovuto alla Cassa stessa, senza contravvenire ad alcuna normativa concernente obblighi contributivi nei confronti del fondo speciale INPS, istituito per i soggetti non titolari di posizioni previdenziali obbligatorie.
    In tale contesto normativo e interpretativo va collocato il collegato alla Finanziaria 2000 (in corso di approvazione), il cui testo non può operare uno spostamento delle collaborazioni coordinate da redditi di lavoro autonomo a redditi assimilati al lavoro dipendente.
    Non può, pertanto, estendersi in alcun modo la qualificazione di lavoro subordinato agli “uffici di amministratori, sindaci o revisori di società, associazioni ed altri enti con o senza personalità giuridica, alla collaborazione a giornali, enciclo-
    pedie e simili, alla partecipazione a collegi e commissioni e ad altri rapporti di collaborazione coordinata e continuativa”.
    Non esistono, infatti, validi motivi per operare un tale spostamento. Sussistono, invece, ulteriori ragioni a sostegno dell’esposto ragionamento.
    Anzitutto, non vanno sottratte risorse agli Enti previdenziali privati dei professionisti, la cui iscrizione è obbligatoria; il che costituirebbe un ulteriore, ennesimo attacco alla loro autonomia.
    I soggetti maggiormente danneggiati da una eventuale revisione della disciplina fiscale delle collaborazioni appaiono proprio i professionisti interessati, che si vedrebbero, diversamente, assottigliare la tutela previdenziale a causa di un assurdo ed illegittimo frazionamento della loro posizione previdenziale con conseguenze
    anche gravi sull’ammontare delle prestazioni (si pensi ad un professionista vicino all’età pensionabile, costretto a diminuire fortemente il reddito professionale su cui
    verrà calcolata la sua pensione di professionista per versare inutili contributi, per pochi anni di iscrizione, all’INPS.
    Non si capisce, poi, come un diverso scenario previdenziale possa conciliarsi con i principi di cui alla legge n. 45/1990 in tema di ricongiunzione.
    Se l’intento del legislatore, esteriorizzato con l’istituto della ricongiunzione, è nel senso di evitare inutili “duplicazioni” di rapporti previdenziali per lo stesso professionista, non si giustificherebbe una prescrizione normativa che, al contrario, imporrebbe all’Amministratore, che sia libero professionista, già con un rapporto previdenziale “di categoria”, di iscriversi necessariamente alla gestione separata INPS.
    Sembra un evidente controsenso imporre al professionista di versare i contributi all’INPS per non riconoscergli, poi, nemmeno la facoltà di chiederne la ricongiunzione, non prevista per periodi coincidenti.
    In sostanza appare assolutamente inconcepibile voler forzatamente equiparare alcune attività autonome che meglio possono rientrare nello schema del lavoro subordinato (si pensi ai pony-express, ai procacciatori d’affari di agenzie assicurative o immobiliari, ai traduttori o correttori di bozze di riviste e simili) con quelle che tipicamente riguardano la sfera professionale, sia pure in senso lato, e si sviluppano
    nell’ambito di essa (amministratori e sindaci di società o enti, partecipanti a collegi e commissioni).
    L’assoggettamento a contribuzione previdenziale di tutti i redditi lavorativi dei professionisti merita la esposta coerente soluzione, e ciò in presenza di una (già
    esistente) iscrizione obbligatoria ad un Ente previdenziale di categoria ( 23 ).
    È a questo che devono affluire tutti i contributi di pertinenza dei professionisti, onde tener conto, agli effetti pensionistici, di tutta la loro capacità reddituale.
    È chiaro che, di fronte ad un qualsiasi attacco all’autonomia finanziaria degli Enti privati e alla posizione previdenziale dei singoli professionisti, l’AdEPP non può restare inerte e provvederà a tutelare gli interessi dei propri iscritti, se neces-
    sario, con la mobilitazione delle categorie.
    Ma vi è di più. Il Presidente dell’INAIL ha recentemente precisato: “Adesso apro un capitolo dei professionisti presso l’INAIL”.
    Ma i professionisti non c’entrano nulla nè con l’INAIL nè con l’INPS. Ma vogliamo scherzare! È come se le Casse private aprissero un capitolo sulla previdenza pubblica.
    Siamo arrivati ad uno straordinario livello di arroganza nei confronti del ceto professionale. Mentre il ragionamento da fare è opposto: “Concentriamo tutte le
    risorse dei professionisti nell’ambito della contribuzione a favore delle Casse private di previdenza” ( 24 ).

    (24) Riguardo alla presa di posizione delle singole Casse dei professionisti v. i seguenti documenti:
    a) nota Inarcassa del 7 novembre 1996, a firma del Presidente Marcello Conti; b) delibera adottata in data 20 febbraio 1998 dall’Ente Nazionale di Previdenza dei Veterinari (Presidente Alessandro Lombardi); c) documento della Cassa di Previdenza dei Consulenti del Lavoro (Presidente Vincenzo Miceli) del 19 gennaio 2000; d) delibera del Consiglio di Amministrazione della Cassa Forense (30 maggio 1997).

  • Maurizio ha scritto:

    Vi consiglio di leggere il Messaggio 709 INPS del 12.1.12, a mio parere utile per T U T T I.

  • agostino ha scritto:

    Salve a tutti!

    Voglio ricordare a tutti gli amici e colleghi lettori, ma anche a me stesso, alcuni proverbi pertinenti alla maggior parte degli interventi riportati nel blog:

    • CHI DORME NON PIGLIA PESCI!

    • L’UNIONE FA LA FORZA!

    • BATTI IL FERRO FINCHE’ E’ CALDO!

    • LA MIGLIOR DIFESA E’ L’ATTACCO!

    • CHI SI ARRENDE E’ PERDUTO!

    • QUANDO SI E’IN BALLO BISOGNA BALLARE!

    Meditiamo e meditate gente!

    Buon weekend.

  • agostino ha scritto:

    Ma per allietarvi il fine settimana e nella logica di:
    REPETITA IUVANT! (traduzione letterale presa da WIKIPEDIA: ” …. La locuzione latina repetita iuvant, tradotta letteralmente, significa “le cose ripetute aiutano”. ….”.

    UN APPELLO lo voglio fare A TUTTI COLORO che LEGGONO e NON COMMENTANO ed a quelli che hanno scritto in precedenza su questo sito.

    E’ ora di muoverci assieme per sensibilizzare il Consiglio Direttivo di INARCASSA a modificare lo statuto per accogliere tutti gli ingegneri e architetti che esercitano la libera professione, nessuno escluso.
    E’paradossale pensare che INARCASSA sia composto da nostri Fratelli, ingegneri e architetti (stessa laurea, stesse fatiche, stesse capacità, stessi rischi) che hanno la specificità di esercitare la libera professione in via esclusiva, e, quindi, l’assurdo privilegio di essere diversi da noi, poveri fratellastri con la colpa di esercitare la libera professione in via non esclusiva (ad ex.: professori universitari, docenti di materie tecniche, dipendenti di imprese ed aziende leader, etc.).
    Questo fatto crea una disuguaglianza enorme tra le due figure il Fratello INARCASSA ed il fratellastro INPS: 15% (fratello INARCASSA) rispetto al 21% (fratellastro INPS) di oneri di legge aggiuntivi sullo stesso importo di parcella.
    Cosa assolutamente assurda ed impari!
    IMPORTANTE. Vi informo di: http://www.ordingaq.it/documenti/comunicazioni/pdf/delibera_n._3_assemblea_del_08.10.2011.pdf/view?searchterm=gestione separata
    Meditiamo e meditate gente!
    Buon weekend ed a presto!

  • Angelo ha scritto:

    Agostino hai proprio ragione. Resta il fatto che voi per anni avete pagato solo il 2%, mentre i vostri fratelli pagavano il 2% + 10% /13%, di oneri aggiuntivi sullo stesso importo di parcella.
    Allora se voi volete essere considerati fratelli, mettetevi in pari e pagate tutto l’arretrato, a partire dal momento che siete entrati in ruolo nella pubblica amministrazione e avete continuato ad esercitare.
    Solo dopo aver pagato, penso sia giusto che voi possiate scegliere a quale gestione pagare, inarcassa o inps, ma fino a quando cercate la solita scorciatoia degli italiani furbi, credo che sia giustissimo che inarcassa non vi accolga.
    Proponete di pagare tutto l’arretrato e l’inarcassa vi accoglierà.

  • pisi ha scritto:

    ANGELO hai rotto!!! qui chi si è sbagliato e si sta sbagliando a pagare sono quelli come te. continua a regalare i soldi all’inps per trovarti un pugno di mosche in mano…quando vinceremo questa battaglia, perchè la vinceremo, rimani con l’inps se sei coerente!!!

  • Maurizio ha scritto:

    Mi spiace leggere che continuiamo ad accapigliarci fra noi, mentre dovremo pretendere di avere delle posizioni chiare come Ingegneri e Architetti. Nessuno vuole fare il furbo mi sembra strano che migliaia di colleghi in tutta Italia abbiano voluto fare i furbi, io personalmente pago tutte le tasse, ma questa pretesa di Inps la ritengo ingiusta, ed anzi penso che non sia nemmeno conveniente continuare a lavorare con questa pretesa, e certamente si vorrebbe pagare per avere una contropartita dignitosa per la ns vecchiaia, altrimenti credo che saremmo potuti andare a fare un’altra professione avendo meno problemi (e sapete quanti ne abbiamo oggi!!). La stortura del sistema purtroppo esiste e lavoreremo per quanto mi riguarda per cercare di risolverla, quindi o saremo annoverati in Inarcassa pagando il dovuto (che è quello che vogliamo) oppure faremo parte anche noi della gestione separata Inps (che giudico un mero tentativo di far cassa ai ns danni). In questo caso Inarcassa dovrà logicamente resituire il contributo integrativo quinquennale. Mi sembra che sia finito il tempo di pagare a Babbo Morto. In ogni caso ribadisco dovremo essere uniti per titolo non per posizione contribuitva; poi a chi farà piacere rimanere nella Gestione Seaparata Inps cogliendone i frutti potrà continuare a farlo, ma se cambieranno le cose dovrà non accordarsi per opportunismo. Mi sembra chiaro no? Per quanto riguarda poi il 2005 verificate bene le carte è certo al 100% che è prescritto. Ciao a tutti.

  • agostino ha scritto:

    Cari amici,
    vi informo che in questi giorni ho inviato la lettera a INARCASSA per raccomandata A.R. come, peraltro, lo hanno fatto tanti altri colleghi in tutta Italia.
    Auspico che lo facciate anche voi e che, allo stesso tempo, coinvolgiate il maggior numero di colleghi che sono nella nostra stessa posizione.
    Ovvero quelli formanti il consistente gruppo della GESTIONE SEPARATA, relativa agli ingegneri/architetti esercitanti la libera professione in via non esclusiva, che è attualmente formato da:
    •coloro che al ricevimento della lettera inps (iscrizione d’ufficio) hanno fatto ricorso e non stanno pagando;
    •coloro che hanno sempre pagato;
    •quelli che hanno cominciato a pagare perchè iscritti d’ufficio da quest’anno;
    •quelli, che non sono pochi, che si sono iscritti volontariamente quest’anno perchè avvisati preventivamente dai loro commercialisti della operazione Poseidone.
    L’intento è quello di COINVOLGERE TUTTI i personaggi sopraccitati, ovvero AGIRE IN MODO CHE TUTTI CAPISCANO LA CONVENIENZA A FARE CIO’.
    Ricordo sempre (n.d.r. “REPETITA IUVANT”) le due semplici considerazioni:
    •ingegnere (dipendente + professionista): sull’imponibile 4% a inarcassa e 17% a inps per un totale del 21%.
    •ingegnere solo professionista: sull’imponibile 4% a inarcassa e 11% a inarcassa per un totale del 15%.
    Vi chiedo queste due figure sono uguali o diverse?
    Rispondo io:
    SONO PERFETTAMENTE UGUALI.
    Ovvero: stesso tipo di studio, stesse fatiche, stessi richi professionali, ma soprattutto, STESSI DIRITTI e STESSI DOVERI.
    Ecco perché INARCASSA deve accogliere TUTTI.
    QUESTO E’ IL PERCHE’ DELLA LETTERA e delle azioni che seguiranno.
    La G.S. INPS è una grande forzatura.
    E’ per questo che tutti insieme (n.d.r.: perchè è interesse di tutti) dobbiamo smontarla.
    E mi pernmetto di darvi, in ultimo, due semplici consigli, validi per me e per TUTTI, ma proprio per TUTTI:
    1. non cachiamoci sotto ed impariamo, me compreso, a collaborare ed agire insieme per il bene comune.
    2. non lamentiamoci, poi, se le cose non vanno nel verso giusto.
    P.S. Un invito particolare lo faccio a TUTTI VOI CHE LEGGETE: cercate di informare e coinvolgere tutti i colleghi interessati dalle problematiche sopraccitate.
    Ciao a tutti.
    Agostino

  • agostino ha scritto:

    Caro collega Angelo,
    ho letto quanto hai scritto.
    Oggi, purtroppo, non ho tempo per rispondere a quanto hai scritto.
    Lo farò in settimana prossima.
    Comunque, se mi fai sapere tramite mail (il mio indirizzo di posta elettronica è: ing.august@gmail.com) il numero del tuo Studio avrei il piacere di parlarti personalmente.
    Un caro saluto ed a presto.
    Agostino

  • nicola s. ha scritto:

    condivido tutto lo scritto di maurizio e agostino. nessuno può obbligare nessuno a condividere le proprie idee. certo è che se dovesse andare a buon fine questo tentativo, credo che angelo sarebbe annoverato tra gli iscritti della G.S. INARCASSA! se così fosse, chi sarebbe poi il furbo? intanto per ora continua a scrivere, scrivere e scrivere giudicando male quelli che secondo lui sono i furbi. Vabbè. ognuno ha il diritto di parlare. andiamo avanti noi, agostino, maurizio e qualche altro “furbetto” di turno che si sta impegnando per far piacere agli altri…d’altronde, questa è l’italia che con queste persone non potrà cambiare MAI!!
    a tutti gli altri dico: avete spedito anche voi la lettera di maurizio? cosa aspettate?

  • Nicola ha scritto:

    PER TUTTI GLI INTERESSATI AL TEMA VI INFORMO CHE E’ ATTIVO UN BLOG SU FACEBOOK A VOSTRA COMPLETA DISPOSIZIONE CHE GIA’ HA BUONE FREQUENTAZIONI.
    Ecco il link diretto e grazie, Nicola
    http://it-it.facebook.com/pages/gestione-separata-inps-blog/206889999360608
    Sempre bravi quelli di ACTA a tenere aperto questo spazio.

  • agostino ha scritto:

    Cari amici,
    su gentile indicazione di Nicola ho visitato il blog di facebook.
    E’molto valido.
    Su questo sito ho notato gli interessanti interventi dell’Avvocato Luca Maggi che, poi, ho contattato telefonicamente chiedendogli un parere che qui di seguito riporto:
    ” L’iscrizione d’ufficio alla gestione separata INPS può avvenire solo:
    1) nei confronti dei lavoratori autonomi (secondo quanto stabilito dall’art. 2, comma 26, Legge n. 335/1995)
    2) nei confronti delle CATEGORIE di liberi professionisti che al momento dell’entrata in vigore della Legge n. 225/1995 erano sprovviste di una propria Cassa previdenziale e che non hanno provveduto a dotarsi di una propria forma di tutela (secondo quanto stabilito dall’art. 2, comma 25, Legge n. 335/1995 e dall’art. 3, comma 1 e 2, del d. lgvo n. 103/1996).
    Ne consegue che i singoli soggetti appartenenti a categorie dii liberi professionisti già dotate di una Cassa di previdenza autonoma al momento dell’entrata in vigore della riforma del 1995 (tra i quali rientrano certamente anche gli avvocati, gli ingegneri e gli architetti) NON possono essere iscritti di ufficio alla gestione separata INPS, pena l’illegittimità della stessa.”
    Riporto, altresì, quello che lui a scritto che:
    “… Domani sono a Roma, in via Teulada, per rilasciare un’intervista dalle 15 in poi alla trasmissione televisiva REPORT di rai tre che ho interessato sull’argomento. Chiunque volesse contattarmi il mio cell è 3287651200. Uniamoci tutti contro questo sopruso! …
    Domenica 25 marzo lo vedremo in televisione a REPORT su RAI TRE a disquisire sugli argomenti della Gestione Separata.
    BRAVO QUESTO AVVOCATO!!!
    A presto.

  • Nunzio ha scritto:

    INARCASSA: 16.000.000 di motivi, per non istituire una GS per liberi professionisti – dipendenti
    La Legge n.335/1995, la cosiddetta “Riforma Dini”, per assicurare una tutela previdenziale a tutti i soggetti che esercitano in via abituale ma non esclusiva attività di lavoro autonomo e quindi privi di copertura previdenziale, ha istituito con l’art.2, comma 26, la Gestione separata presso l’INPS a cui versare appunto contributi previdenziali. Per quanto il testo di legge non consenta d’individuare quali soggetti siano tenuti all’iscrizione “Gestione separata Inps” emerge chiaramente come tale “Gestione” debba essere intesa come fondo pensionistico “residuale”, destinato a tutelare i “soggetti privi di una propria cassa previdenziale” e, nel caso specifico, gli ingegneri non iscritti all’Albo Professionale con redditi derivanti da attività estranee al proprio ordinamento professionale;
    Le novità introdotte dall’art. 18, comma 12, del D.L. n. 98/2011, tiene ferma la disposizione che affida agli enti esponenziali a livello nazionale degli enti abilitati la tenuta di albi od elenchi, il compito di deliberare l’inclusione della categoria nella forma di previdenza obbligatoria prevista;
    Inoltre, il Messaggio 12 luglio 2011, n. 14490 dell’INPS, ben chiarisce, che solo qualora vi sia l’impossibilità di iscrizione alla propria cassa, vi è l’obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS, per i soggetti (lavoratori autonomi) iscritti ad albi, che esercitano la professione abituale, ancorché in maniera non esclusiva.
    Per quanto sopra, risulta pacifico che restino iscritti ad apposita gestione separata Inps tutti i soggetti la cui attività professionale non ha una cassa previdenziale propria, mentre INARCASSA dovrebbe/potrebbe provvedere, tenendo conto per analogia delle prestazioni e del settore professionale svolto, ad istituire una propria gestione separata deliberando l’inclusione dei professionisti/dipendenti in apposita categoria previdenziale di appartenenza.
    Di recente, la gestione separata INPS ha intrapreso, una vasta e generalizzata azione di recupero crediti nei riguardi di professionisti che, in riferimento all’esercizio di attività professionale assoggettabile a previdenza categoriale, abbiano per i più svariati motivi, omesso di iscriversi all’ente di previdenza di riferimento. Sono stati notificati accertamenti a persone iscritte al fondo pensioni lavoratori dipendenti e percettori di redditi prodotti da attività libero professionali per i quali non risulta pagato il contributo alla relativa cassa. È il caso, per esempio, di ingegneri o architetti docenti di scuola superiore o Università pubblica, o di professionisti che non hanno raggiunto il reddito minimo previsto per l’obbligo di contribuzione alla Cassa di appartenenza (avvocati).
    Secondo quanto precisato dalla circolare INPS n 99 del 2011, infatti, il fatto di versare all’ente di previdenza di categoria contributi integrativi o contributi di solidarietà, non correlati alla futura percezione di un trattamento pensionistico, non esclude l’obbligo di versare la contribuzione alla gestione separata. Coloro che, pur svolgendo attività iscrivibili ad appositi Albi, non abbiano corrisposto i relativi versamenti legati al contributo soggettivo presso alle proprie Casse di appartenenza, ivi compresi i casi in cui l’iscrizione viene espressamente negata per specifica previsione statutaria (vedasi art. 7.5 dello Statuto di Inarcassa) debbono assoggettare la propria contribuzione presso la gestione separata INPS. Solo la contribuzione soggettiva versata alla propria Cassa di previdenza libera i professionisti dall’obbligo di iscrizione alla gestione separata presso l’Inps.
    L’INPS, con l’operazione Poseidone, ha iscritto a ruolo, notificando tramite Equitalia, migliaia di cartelle esattoriali, richiedendo coattivamente i crediti contributivi oltre agli interessi e le sanzioni che complessivamente si aggirano intorno al 60% dell’intera somma.
    Un consistente gruppo di ingegneri ed architetti, è favorevole alla costituzione di una nuova Gestione Separata Inarcassa “GS Inarcassa” anziché GS INPS, relativa agli ingegneri/architetti esercitanti la libera professione in via non esclusiva.
    Ai sensi degli artt. 6 della L. n. 290/1990 e l’art. 24 dello Statuto, solo il contributo soggettivo risulta frazionabile in dodicesimi e commisurabile ai mesi di effettiva iscrizione alla Cassa, mentre il contributo integrativo non può essere frazionato e va interamente corrisposto alle casse di Inarcassa.
    Secondo la posizione di Inarcassa, fino ad oggi, è possibile raggruppare due tipologie di liberi professionisti:
    1) ingegnere (dipendente + professionista): un contributo integrativo pari al 4% dell’imponibile (a fondo perduto) e il 17% a INPS per un totale del 21% (potendo usufruire solo del 80,095 % dei contributi versati ai fini pensionistici);
    2) ingegnere libero professionista “puro”: un contributo integrativo pari al 4% dell’imponibile ed un contributo soggettivo pari all’11 % sul volume d’affari, corrispondendo a Inarcassa un totale del 15% (e potendo usufruire del 100 % dei contributi versati ai fini pensionistici).
    Inarcassa non può avere due tipi di iscritti, ovvero quelli di serie “A” (iscritti prima della riforma DINI, ante 1996, e quindi un sistema di calcolo della pensione di tipo retributivo) ed quelli di serie “B” (iscritti dopo il 01.01.1996, come introdotto dalla L. 335/95 cosiddetta “Riforma DINI”, dove il sistema di calcolo è addirittura diverso, ovvero valutato con il metodo di calcolo contributivo, come previsto per Legge);
    In questo modo si determina un duplice effetto sulla posizione previdenziale degli ingegneri-dipendenti (o part time): cesserebbe l’afflusso della loro contribuzione, ex comma 26, all’INPS, e dall’altro cesserebbe la contribuzione del 2% all’Inarcassa (ora del 4%), essendo i due flussi destinati insieme all’auspicata GS Inarcassa. Inoltre, va pure evidenziato, che la generalizzata azione di recupero crediti nei riguardi di professionisti che hanno omesso, per i più svariati motivi, l’iscrizione alla GS INPS, culminerebbe con una naturale e indolore (comunque lenita) soluzione della vicenda.
    Inarcassa ha più volte ha ostacolato l’iniziativa (vedasi bozza dello Studio Tonucci del 18/02/1999 relativa all’istituzione di una gestione separata Inarcassa). La G.S. INPS è una forzatura che crea una discriminazione, una differenza di trattamenti previdenziali ed una palese iniquità tra lavoratori autonomi liberi professionisti della stessa tipologia. Ritengo che, che tutti debbano sostenere con coraggio una pura questione di principio.
    In relazione alle conseguenze dell’“irruzione di nuovi iscritti entro un ente già funzionante e che ha già compiuto la programmazione della propria vita finanziaria” è doveroso evidenziare, che le prime erogazioni previdenziali gravanti sulla istituenda GS Inarcassa, se l’auspicata modifica statutaria fosse introdotta nel corrente anno, decorrerebbero nel 2035, dato che comunque per godere della prestazione previdenziale l’iscritto deve vantare almeno trentacinque/quaranta anni di anzianità. Il dato rende evidente come i calcoli “attuariali e finanziari” di un ente non possano dirsi sconvolti dalla proposta di una GS Inarcassa del tutto autonoma rispetto alla cassa esistente, quale quella prospettata, dato che non si è mai visto che un ente pubblico o privato invoca la violazione dell’art. 38 o 42 della costituzione per essere costretto ad incassare per i prossimi trentacinque/quaranta anni di contributi senza essere costretto ad alcuna controprestazione.

  • agostino ha scritto:

    Voglio ringraziare anch’io, come ha fatto Nicola, ACTA per lo spazio che, gentilmente, ci mette a disposizione!

  • nicola s. ha scritto:

    condivido agostino. senza ACTA non avremmo avuto modo di conoscerci

  • nicola s. ha scritto:

    dopo l’emissione della prima fattura ad un’impresa in cui ho inserito il 4% di rivalsa INPS, sono stato chiamato dal commercialista dell’impresa dicendomi che la fattura era sbagliata!! mi ha detto che non posso mettere due volte il 4%, uno all’inps e l’altro a inarcassa. mezz’ora al telefono! mi ha detto che è impossibile ciò che stavo dicendo. se non sono iscritto a inarcassa, perchè devo versare il 4%? gli ho spiegato la difefrenza tra contributo integrativo e soggettivo. non convinto ha detto che si informava meglio. VI RENDETE CONTO IN CHE CONDIZIONI SIAMO?

  • agostino ha scritto:

    Riporto una precisazione a quanto ho scritto precedentemente io ed a quanto ha scritto sopra Nunzio.
    Ovvero da quest’anno:
    ” …. Secondo la posizione di Inarcassa, fino ad oggi, è possibile raggruppare due tipologie di liberi professionisti:
    1) ingegnere (dipendente + professionista): un contributo integrativo pari al 4% dell’imponibile (a fondo perduto) e il 18% a INPS per un totale del 22% (potendo usufruire solo del 80,095 % dei contributi versati ai fini pensionistici);
    2) ingegnere libero professionista “puro”: un contributo integrativo pari al 4% dell’imponibile ed un contributo soggettivo pari all’11 % sul volume d’affari, corrispondendo a Inarcassa un totale del 15% (e potendo usufruire del 100 % dei contributi versati ai fini pensionistici). ….”.

    RIASSUMO sinteticamente:
    1) ingegnere e/o architetto (dipendente/professionista): totale oneri sopraccitati 22%(VENTIDUE percento);
    2) ingegnere e/o architetto libero professionista “puro”: totale oneri sopraccitati 15%(QUINDICI percento).
    CONSIDERATE, poi, CHE LA MAGGIOR PARTE DEGLI INGEGNERI e/o ARCHITETTI (di cui al punto 1 ovvero i: dipendenti/professionisti) non caricano il diritto di rivalsa del 4% in fattura.
    Questo, chiaramente, per poter essere concorrenziali con i professionisti “puri” ai fini di procacciarsi il lavoro.
    FACENDO LA DIFFERENZA TRA LE DUE POSIZIONI: 22% – 15% = 7% (SETTE percento).
    E’ COSA PARADOSSALE e VERGOGNOSA!
    Dov’e’ l’EQUITA’ e la CORRETTEZZA?
    La nostra Italia sembra diventata paese da Terzo Mondo.

  • marco ha scritto:

    ma a parte correttezza ed equità:
    in che paese un ente di previdenza si può permettere di iscrivere d’ufficio dei professionisti con una propria cassa e che per legge o per statuto sono esentati da quella iscrizione?
    In quale paese chi paga già la propria copertura previdenziale (da dipendente) versa un ulteriore obolo a fondo perduto (il 4%) deve versare ulteriori contributi che non potranno mai avere effetto ai fini della futura pensione?
    E da ultimo lho ripetuto tante volte, se pure fosse legittimo tale comportamento, c’è stata o non c’è stata un’incertezza normativa che è stata sanata nel 2011: PERCHE’ ALLORA APPLICARE LE SANZIONI?
    Mah

  • nicola s. ha scritto:

    si, marco, hai ragione ma ho il sentore che qui non ci stia ascoltando nessuno…

  • Nicola ha scritto:

    Ogni tanto vi ricordo che c’è uno spazio tutto nostro onlus per discutere e inserire commenti/proposte: http://www.facebook.com/pages/gestione-separata-inps-blog/206889999360608 grazie, Nicola

  • Luis Anderson ha scritto:

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  • agostino ha scritto:

    ” … Non ragioniam di lor, ma guarda e passa …”

  • Maurizio ha scritto:

    Lo sò di non essere un ottimista, ma penso che rientrare nella GS sia iniquo ed ingiusto, sono Ingegnere e con l’Inps non voglio niente a che fare. Inoltre trovo altrettanto iniquo pagare un contributo integrativo ad Inarcassa che non mi garantirà mai nulla. Ho già valutato tutto, e quest’anno risolta la situazione GS (in un senso o nell’altro) dovrò necessariamente chiudere l’attività con mio malincuore. Oggi nonostante i notevoli problemi a cui siamo sottosposti come tecnici (che ben conoscete), a questo punto anche la mancanza di un guadagno minimo (per rientrare in una forma di pensione residuale con versamento al 17%) mi impongono di chiudere almeno per non pagare inutilmente soldi sia a Inps che a Inarcassa (quest’ultimi si vantano anche di aumentare negli anni il contributo integrativo), bene non contate su di me.
    Questa è una mia forma di autotutela, basta partita iva, basta assicurazione professionale, basta commercialista, basta Inarcassa, basta Inps, basta problemi.
    Cosa farò? Beh vedrò, in ogni caso non verserò soldi sudati a enti che non danno niente in cambio e che come sanguisughe vivono a nostre spese, avendo poi patrimoni immobiliari pazzeschi, oppure per essere presi per i fondelli da persone che su questo sito si prodigano a offrire soldi per i debiti contratti lavorando onestamente (vedi sopra: vergognati!, ma vedrai che quando te l’aspetti la medicina arriva anche per te..)

  • nicola s. ha scritto:

    maurizio, mi hai letto nel pensiero. ieri pensavo proprio che questa potrebbe essere la soluzione risolutiva dei miei problemi. gongolarmi a fare il dipendente comunale a tempo pieno, essere libero per tre giorni alla settimana dalle 14 in poi e per due giorni dalle 18: questa è vita!!! e al diavolo inps, inarcassa monti e tremonti.
    ma cosa direbbero i miei genitori che con tanto sacrificio mi hanno fatto laureare? che ne sarebbe della passione e della mia creatività? te lo sei chiesto? ci sarà pure una soluzione a questo. ci hanno insegnato che qualunque problema può essere risolto e troveremo la solzuione anche a questo.
    la verità è che ormai manca lo stimolo ad esercitare la professione dell’ingegnere per le tante “prostitute” di colleghi, per la mancata tutela del nostro ordine professionale che ha fatto completamente scadere la figura dell’INGEGNERE e per la pressione fiscale e contributiva che colpisce anche noi.
    cosa ne sa l’inps di quanti crediti abbiamo nei confronti dei clienti che non pagano o di quanti soldi perdiamo da questi. siamo anche noi delle puttane (lasciatemi passare questo termine), è così!
    l’altro giorno sono stato fermato dalla finanza in quanto possessore di un catorcio di grossa cilindrata, considerato bene di lusso. non vale più niente e non posso comprare un auto nuova anche perchè non so se regalare i soldi all’ins, ma rientro comunque nel mirino di coloro a cui controllare quanti peli ci sono nel culo.
    e allora, di cosa stiamo parlando…
    credo siamo in piena recessione e che ci vorrà molto tempo per riprenderci.
    per cui, chi vivrà, vedrà.
    p.s. vi prego di non recepire pessimismo dal mio scritto: E’ SOLO REALISMO.

  • nicola s. ha scritto:

    agostino e maurizio, ci sentiamo domani per contattare Luis Anderson. mi sembra una proposta molto interessante, perchè vi sentite presi in giro???

  • nicola s. ha scritto:

    spero che abbiate visto la puntata di report di domenica 25 marzo…consiglio a chi non avesse avuto la possibilità di rivederla vista la sua importanza. è da RIVOLUZIONE…nessuno dovrebbe pagare!!!

  • agostino ha scritto:

    Grazie ACTA!
    Perché attraverso il vostro sito ho avuto modo di conoscere un consistente numero di persone – colleghi e non – leali, coraggiose, capaci e determinate a modificare ciò che non funziona nella nostra società.
    A loro porgo la mia sincera stima!

  • Roberto ha scritto:

    Vorrei intervenire sull’argomento con alcune considerazioni. Innanzitutto ritengo che se è stato necessario addivenire con una norma di interpretazione autentica che individua le categorie che hanno l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS, la situazione normativa non era lineare e se mi permettete non lo è tuttora. Infatti, per gli ingegneri e architetti l’interpretazione autentica della norma sembrerebbe non sancire l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata, fatto salvo poi l’intervento dell’INPS che con circolare dirameta pochi giorni dopo separa il contributo da versare alla cassa in soggettivo e integrativo e dice in sostanza che se non versi il contributo soggettivo devi versare anche all’INPS. Questa mi sembra un’altra interpretazione su una interpretazione normativa autentica, la quale invece precisa semplicemente che se versi un contributo alla cassa (senza fare questi distinguo)non hai l’obbligo di iscrizione all’INPS. In ogni caso al di là dell’azione che spero anche gli ordini professionali portino avanti nei confronti dell’INPS che continua a fare interpretazioni su una interpretazione autentica di una norma non chiara, penso sia per lo meno plausibile chiedere una riduzione delle sanzioni civili ai sensi dell’art. 116 comma 15 lettera a), che recita testualmente: “Fermo restando l’integrale pagamento dei contributi e dei premi dovuti alle gestioni previdenziali e assistenziali, i consigli di amministrazione degli enti impositori, sulla base di apposite direttive emanate dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, fissano criteri e modalità per la riduzione delle sanzioni civili di cui al comma 8 fino alla misura degli interessi legali, nei seguenti casi:
    a) nei casi di mancato o ritardato pagamento di contributi o premi derivanti da oggettive incertezze connesse a contrastanti ovvero sopravvenuti diversi orientamenti giurisprudenziali o determinazioni amministrative sulla ricorrenza dell’obbligo contributivo successivamente riconosciuto in sede giurisdizionale o amministrativa in relazione alla particolare rilevanza delle incertezze interpretative che hanno dato luogo alla inadempienza e nei casi di mancato o ritardato pagamento di contributi o premi, derivanti da fatto doloso del terzo denunciato, entro il termine di cui all’articolo 124, primo comma, del codice penale, all’autorità giudiziaria”.
    A mio avviso considerata l’incertezza normativa in cui ci si trova sarebbe per lo meno possibile chiedere la riduzione delle sanzioni civili sino alla misura degli interessi legali.

  • Roberto ha scritto:

    Scusate la legge che consente la riduzione delle sanzioni civili è la 388/2000 art. 116 comma 15

  • Paolo ha scritto:

    Salve a tutti,

    sono docente e libero professionista iscritto all’ordine dal 2009 e versando il famoso 4% ad inarcassa a “fondo perduto”. Il commercialista non sapeva nulla ma qualche giorno fa un mio collega mi informa del problema INPS e poseidone (lui stesso è stato informato da altri). Tra colleghi c’e’ molta preoccupazione, anche io lo sono. Non sono ancora stato colpito ma credo che lo sarà in futuro. Cosa proponete? Lettera ad inarcassa, diffida, ricorso? Come intendete procedere poi in dettaglio?

  • Maurizio ha scritto:

    Signori, dobbiamo e dovete coinvolgere il maggior numero di colleghi che si trovano o si troveranno assoggettati d’ufficio alla gestione separata dell’inps. Putroppo inarcassa nella figura del presidente ha sempre diniegato anche su richiesta attuale la possibilità di iscriverci, per loro è molto meglio farci pagare il contributo integrativo senza darci mai nulla, e quindi al contempo assoggettarci alle fantastiche percentuali inps per avere in cambio un tozzo di pane.
    Io dico che non bisogna pagare più nessuno, perchè non ci daranno mai nulla se non il tozzo di pane che potremo trovare anche da soli. questo sistema non funziona più ed è evidente l’antieconomicità a lavorare così. Purtroppo loro sfruttano che caratteristiche peculiari di rincoglioneria della ns categoria, siamo portati a lavorare e basta, poi se qualcuno va avanti a sfondare la porta per altri meglio no? Io per il momento ho deciso di chiudere, ho comprato la canna da pesa così da non pagare più Inarcassa e Inps. Ciao a tutti.

  • Maurizio ha scritto:

    Altra informazione NON PAGATE il 2005 è PRESCRITTO!!! SCADEVA IL 20/6/11, QUINDI SE L’AVETE RICEVUTO DOPO FATE CAUSA MA NON PAGATE!!!

  • nicola s. ha scritto:

    anche se stasera trasmettono l’ultima puntata di servizio pubblico di michele santoro, ho deciso di informare anche lui di questa iniquità. se volete farlo anche voi per dare forza a questa azione, la mail è redazione@serviziopubblico.it.
    proviamole tutti ragazzi e vediamo cosa succede. sensibilizziamo quanta più gente possibile. non è giusto chiudere l’attività professionale!!!

  • nicola s. ha scritto:

    QUESTA E’ LA MAIL CHE HO MANDATO ALLA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SERVIZIO PUBBLICO DI MICHELE SANTORO. spero che rispondano.

    buongiorno. sono l’ing. xxxxxxx e come altre migliaia di professionisti, nel giugno del 2011 mi sono visto arrivare una richiesta da parte dell’inps di contributi oltre che l’iscrizione d’ufficio alla gestione separata – OPERAZIONE POSEIDONE.
    mi spiego meglio.
    chi come me è dipendente pubblico part-time, può esercitare la libera professione ma non può essere iscritto a inarcassa (cassa ingegneri e architetti), perchè ha già una posizione previdenziale (nella fattispecie inpdap). non potendo essere iscritto a inarcassa, anche se versiamo il 4% di contributo integrativo per ogni fattura a fondo perduto, i contributi per la professione di ingegnere io e altre migliaia di persone, non gli abbiamo mai versati perchè i nostri consulenti non ci hanno mai edotto sull’obbligo della gestione separata inps. a proposito di questo, solo con la manovra finanziaria 2011 c’è stata una interpretazione autentica della norma, che ha incluso ufficialmente nella G.E. inps anche i liberi professioni senza cassa (anche se noi una cassa ce l’abbiamo!!).
    la lettera di giugno 2011 dell’inps, richiedeva i contributi dell’anno 2005 (dichiarazione 2006) e prevedeva, oltre ai contributi, sanzioni pari al 60%.

    vorrei farvi notare che, non abbiamo pagato, solo perchè non informati dai nostri consulenti. per questo, siamo al pari di evasori fiscali!!!

    cosa vi si chiede. se provate ad andare su questo link http://www.actainrete.it/2011/07/gestione-separata-inps-quando-le-sanzioni-pesano-piu-del-non-versato/comment-page-3/#comment-2158 vi renderete conto di quanta gente si è denunciata, senza contare quanti altri rimangono nel silenzio aspettando le evoluzioni della vicenda.

    la vicenda ha interessato la presidente inarcassa arch. paola muratorio la quale, alla nostra richiesta di iscrizione a inarcassa o all’istituzione della gestione separata in inarcassa, ci ha risposto che non ne vuole sapere nulla, tanto il regalo del 4% da noi se lo prende già!!!
    perchè vogliamo entrare in inarcassa? per essere uguali ai nostri colleghi “puri” pagando la stessa percentuale di contributi che per inps è molto superiore a inarcassa oltre che per poter prendere una pensione dignitosa cosa che per l’inps non lo è.

    a questo si unisce il fatto che, nelle nostre fatturazioni, dobbiamo inserire il 4% di rivalsa inps sul quale si calcola il 4% di contributo inarcassa: siamo fuori mercato. mi spiegate perchè un cliente deve venire da me a pagare il 4% in più rispetto ad un collega “puro”? ecco perchè molti colleghi che scrivono sul forum che ho indicato prima, hanno gia chiuso partita iva o lo stanno facendo, perchè non è possibile continuare su questa strada di iniquità e di pressione fiscale (e poi dicono che siamo evasori!!).

    a questo ancora si unisce il fatto che, se è vero che siamo in un paese democratico con uguale dignità e opportunità, vorrei sapere il motivo per il quale i geometri, i geologi e tante altre categorie professionali hanno casse che prevedono l’iscrizione volontaria e non hanno la sanguisuga inps dietro le spalle.

    perchè sono arrivato a scrivere a voi, ritengo anche in maniera superficiale e confusionaria. perchè le stiamo provando tutte. ad esempio, per quanto richiesto per il 2005 che dovrebbe essere prescritto il 20 giugno 2011, l’inps non ne vuole sapere. per due volte ho richiesto la prescrizione perchè la comunicazione mi è arrivata il 22 giugno e per due volte mi hanno risposto con normative completamente differenti, ma non hanno preso in considerazione una loro circolare la n. 69/2005 che chiarisce proprio la problematica prescrizione 2005.

    e allora, se questo problema vi interessa e vi assicuro che sta diventando un problema veramente importante che convolge decine di migliaia di persone e se volete ulteriori chiarimenti per decidere se possa essere oggetto di una vostra trasmissione, non esitate a contattarmi. vi garantisco che ne verranno fuori delle belle.
    vi prego di prendere in considerazione tale problematica.

    vi ringrazio molto.
    p.s. se vorrete ripsondermi usate la seguente mail:

  • Cristiano ha scritto:

    lunedì 2 aprile mi vedrò col mio legale ed inizerò la causa davanti al giudice del lavoro per far valere la prescrizione e per far valere l’illegittimità della iscrizione di ufficio alla GS

  • nicola.s ha scritto:

    cristiano, su quali basi vuoi far valere l’illegittimità dell’iscrizione d’ufficio alla GS?

  • nicola s. ha scritto:

    su quali basi l’illegittimità di iscrizione d’ufficio GS, cristiano?
    leggetevi questa bozza di ricorso: http://www.ordingaq.it/wp-content/uploads/downloads/2012/03/ORDINE-SCHEMA-RICORSO-INPS-ISCRITTI.pdf

  • nicola s. ha scritto:

    MAURIZIO NON CEDERE. TROVEREMO LA SOLUZIONE, DAI!!!!

  • Maurizio ha scritto:

    stavo pensando… certo che viviamo in un paese di MERDA, ma veramente, senza speranza…

  • nicola s. ha scritto:

    è vero Maurizio. ti eccepisco che la merda comunque può servire come concime per le piante…deve essere del tipo senza nessun elemento fertile e su questo posso essere d’accordo.
    prendiamola in allegria, dai e fanculo tutti coloro che le pensano ste cose. tanto tra un pò non potremo nenache mettere il piatto sulla tavola e andremo tutti a mangiare da monti e dalla fornero.

  • Maurizio ha scritto:

    Cristiano, tienimi informato perfavore, nel blog più in alto trovi la mia mail, anch’io sono nella stessa situazione con altri colleghi, per cui sarebbe utile scambairci opinioni in merito, con Nicola, Agostino e Nunzio già siamo in contatto.

  • Cristiano ha scritto:

    bene! vi farò sapere, comunque tutto nasce dal fatto che un professionista avente cassa non può essere iscritto alla GS di ufficio, vedete anche il parere dell’Avv. Luca maggi

  • Maurizio ha scritto:

    ok tieni conto che Maggi affronterà il tema in particolare per l’isrizione d’ufficio come avvocato…
    io come altri sono un ingegnere al quale non viene (ingiustamente) concessa la possibilità di essere annoverato negli elenchi di inarcassa che tra l’altro ci dà una matricola e ci chiede il 4% senza nessuna contropartita. quindi lascia il campo aperto all’inps di inserirsi per mangiare soldi. da qui è evidente l’antieconomicità al lavoro, visto che anche la gestione separata a carattere pensionistico residuale non ci riconoscerà una pensione adeguata al versato tanto che acta ci definisce a questo punto pirlaparasubordinati. la cosa bella è che secondo me tra qualche anno la cosa si sistemerà (per mancanza di fondi a inarcassa), ma a quel punto pagando l’inps bisognerà pagare fior fior di quattrini per ricongiungerla, anche se riflettendo credo non si potrà mai fare.

  • Maurizio ha scritto:

    ritengo che per tante ragioni forse troppe sarebbe meglio che questo paese fallisse, ripartiremmo tutti da zero, mangiando pane e cipolla e dando una speranza ai ns figli, così com’è il sistema è tossico e non se verrà a capo di nulla…

  • agostino ha scritto:

    MESSAGGIO MOLTO IMPORTANTE!
    Molto probabilmente, nessuno di voi sa che:
    Il nuovo DDL sul lavoro prevede un AUMENTO dei CONTRIBUTI per tutti i soggetti (Ingegneri/Architetti) che versano alla GESTIONE SEPARATA INPS.
    L’AUMENTO comporta un passaggio dall’attuale 17% al 24% nel 2018 (VENTIQUATTRO percento) ad INPS.
    A cui va ad aggiungersi il 4% (a fondo perduto) ad INARCASSA.
    IL TOTALE E’ PARI AL 28% (VENTOTTO percento).
    ——————————————————————-
    E pensate tutti i soggetti che versano nella Gestione Separata dell’INPS, perchè lavoratori autonomi senza Cassa, passano dall’attuale 27% al 33% nel 2018.
    Sulla Home del nostro caro sito ACTA c’e’ un post a riguardo.
    ——————————————————————-

    ACTA ha preparando un comunicato stampa e si sta mobilitando.

    ——————————————————————-

    NON SI PUO’ PIU’ ASPETTARE.
    MOBILITIAMOCI ANCHE NOI, INGEGNERI E ARCHITETTI!
    NON POSSIAMO SUBIRE COSI’ PASSIVAMENTE!
    BASTA ESSERE OSSERVATORI PASSIVI!
    MUOVIAMOCI!
    UNIAMOCI INSIEME!
    SVEGLIA!

    ——————————————————————-

  • agostino ha scritto:

    RISCRIVO MEGLIO!!

    MESSAGGIO MOLTO IMPORTANTE!
    Molto probabilmente, nessuno di voi sa che:
    Il nuovo DDL sul lavoro prevede un AUMENTO dei CONTRIBUTI per tutti i soggetti che hanno una cassa(Ingegneri/Architetti) e che versano, purtroppo ingiustamente, alla GESTIONE SEPARATA INPS.
    L’AUMENTO comporta un passaggio dall’attuale 17% al 24% nel 2018 (VENTIQUATTRO percento) ad INPS.
    A cui va ad aggiungersi il 4% (a fondo perduto) ad INARCASSA.
    PER UN TOTALE che E’ PARI AL 28% (VENTOTTO percento)!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Poveri noi!
    ——————————————————————-
    E pensate!?! Tutti i soggetti che versano alla Gestione Separata dell’INPS, perché lavoratori autonomi senza cassa, passano dall’attuale 27% al 33% nel 2018!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Poveretti anche loro!
    Sulla Home del nostro caro sito ACTA c’e’ un post a riguardo (vi consiglio di leggerlo).
    ——————————————————————-

    ACTA ha preparato un comunicato stampa e si sta mobilitando.

    Cosi’ dobbiamo fare anche noi.

    ——————————————————————-

    NON SI PUO’ PIU’ ASPETTARE!
    NON POSSIAMO SUBIRE PASSIVAMENTE!
    BASTA ESSERE OSSERVATORI PASSIVI!
    UNIAMOCI INSIEME!
    MUOVIAMOCI!
    SVEGLIA!
    MOBILITIAMOCI ANCHE NOI!

    ————————

    Mi domando, spesso ed ormai da tempo, se la nostra categoria di INGEGNERI e ARCHITETTI possieda o no i giusti attributi per tutelare i propri interessi e diritti?
    Perché mi sembra di appartenere ad una categoria formata di innocue pedine, disinteressate e disunite, tali da poter essere mosse e posizionate ovunque senza alcun problema?
    Preciso che queste mie affermazioni sono di tipo costruttivo perché ho sempre amato la mia/nostra professione, anche se, in questi ultimi tempi, provo sentimenti di sconforto e di demotivazione nel fare uno dei mestieri più belli e creativi quale il nostro.
    ——————————————————————-

  • agostino ha scritto:

    LEGGETE BENE!
    E MEDITATE se VALGA LA PENA AGIRE!
    ———————————-
    ECCO IL DISEGNO DI LEGGE, SOPRACCITATO, nel mio commento del 05 aprile 2012.
    (da ACTA Home)
    Ecco il Disegno di Legge per la Riforma del Mercato del Lavoro tanto atteso.
    Altro che interesse per le Partite IVA, le aliquote INPS passeranno al 33% entro il 2018. Si legge:

    Art. 36 (Aumento contributivo lavoratori iscritti Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995)

    1. All’articolo 1, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, al primo periodo le parole “e in misura pari al 26 per cento a decorrere dall’anno 2010” sono sostituite dalle seguenti: “, in misura pari al 26 per cento per gli anni 2010 e 2011, in misura pari al 27 per cento per l’anno 2012, al 28 per cento per l’anno 2013, al 29 per cento per l’anno 2014, al 30 per cento per l’anno 2015, al 31 per cento per l’anno 2016, al 32 per cento per l’anno 2017 e al 33 per cento a decorrere dall’anno 2018” e al secondo periodo aggiungere, in fine, le seguenti: “ per gli anni 2008-2011, al 18 per cento per l’anno 2012, al 19 per cento per l’anno 2013, al 20 per cento per l’anno 2014, al 21 per cento per l’anno 2015, al 22 per cento per l’anno 2016, al 23 per cento per l’anno 2017 e al 24 per cento a decorrere dall’anno 2018.”
    Autore: ACTA

  • agostino ha scritto:

    DA LORO DOBBIAMO PRENDERE ESEMPIO !
    ————————————————
    UNITI E COESI NELL’INTERESSE DI TUTTI !
    ————————————————
    E’ ORA DI PARTECIPARE ATTIVAMENTE TUTTI INSIEME !
    ————————————————

    (da ACTA Home)

    PER LE PARTITE IVA UNA PROSPETTIA DI MORTE
    ———————————————————
    | 5 APRILE 2012 | 36 COMMENTI | LETTO: 5.602 VOLTE |
    “Il Disegno di Legge recante disposizioni in materi
    a di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita” … decreta la morte dei lavoratori indipendenti con partita IVA.
    E’ stato reso pubblico in queste ore il testo integrale del DDL sulla riforma del mercato del lavoro e le paure sono ormai una certezza: un’impostazione che riconosce solo il lavoro dipendente e quello “atipico” cancella la realtà del lavoro indipendente e lo condanna alla morte. Almeno per due motivi.
    Contribuzione pensionistica INPS dal 27 al 33% entro il 2018!
    Il DDL prevede un incremento annuo di 1 punto percentuale, dall’attuale 27% al 33% nel 2018, per tutti i soggetti che versano nella Gestione Separata dell’INPS. Quindi anche per i lavoratori indipendenti con partita IVA: quelli che per intendersi si confrontano sul mercato con altri professionisti con casse indipendenti che pagano una contribuzione che si aggira mediamente intorno al 14% e molto più dei dipendenti (che teoricamente versano il 33% ma a partire da una diversa base di calcolo; nella realtà la loro contribuzione pensionistica è intorno al 25%).
    Una palese violazione dell’equità, tanto sbandierata.
    Ancora una volta si fa cassa con i nostri contributi, per pagare tutele (la nuova indennità di disoccupazione AsPI) da cui siamo esclusi.
    Tre condizioni che cancellano la nostra condizione!
    Nel DDL c’è poi un dispositivo che formalmente è contro le “false” partite IVA, ma che nei fatti rischia di cancellare i veri lavoratori indipendenti con partita IVA. Si stabiliscono infatti tre condizioni: (1) durata della collaborazione superiore a sei mesi; (2) valore della collaborazione superiore al 75% del reddito annuo; (3) postazione di lavoro presso il committente. Se ricorrono almeno due di queste condizioni il rapporto non è più indipendente e regolato da partita IVA, ma diventa di collaborazione coordinata e continuativa. Ciò significa ad esempio che se all’inizio dell’anno ti viene proposta una consulenza annuale importante e tu ritieni che potrebbe rappresentare per te oltre il 75% del tuo reddito annuale non puoi accettarla e devi chiedere una collaborazione coordinata e continuativa.
    La verità di questo DDL è che non guarda affatto allo sviluppo, ma rendere ancora più fragili e precarie le tutele e le condizioni del lavoro. Nel caso del lavoro indipendente ha un valore ancora più tragico: ne decreta la fine! Perché lo vessa con una tassazione cui nessun altro tipo di lavoro è soggetto e non lo riconosce come motore di sviluppo.
    Vogliamo credere che ci sia ancora spazio per un ripensamento e possibilità di dialogo. Ma siamo anche consapevoli che se così non sarà dovremo intraprendere altre strade, per affermare il nostro diritto di esistere.

    Chiediamo immediata udienza al Ministro Fornero per un confronto.
    Chiediamo solidarietà a tutti i lavoratori dell’informazione per diffondere queste notizie.
    Chiamiamo alla mobilitazione tutti i lavoratori indipendenti con partita IVA: la nostra sopravvivenza è nelle nostre mani!
    Il Consiglio Direttivo ACTA
    ———————————————

  • Maurizio ha scritto:

    Stavo pensando, ma non è che la Fornero voglia proprio la ns morte?

  • nicola s. ha scritto:

    non penso, maurizio. siamo nella settimana santa. domenica gesù risorge. non può volere questo la magnifica FORNERO.
    secondo me, siamo sulla strada giusta. sto cercando di organizzare una tre giorni per pensare a cosa fare in alternativa all’ingegnere. chi vuole può partecipare. vediamo dove andare. avevo pensato o al mare (tipo sharm che è vicino) o in montagna(tipo alto adige). ci sentiamo, amici miei

  • agostino ha scritto:

    DA LORO DOBBIAMO PRENDERE ESEMPIO !

    Leggere al link sotto riportato:

    http://www.actainrete.it/wp-content/uploads/2012/04/CS_Milano_5-aprile-2012.pdf
    http://www.actainrete.it

  • francesco1802 ha scritto:

    Sono un pensionato o meglio un elemosinato che dalla gestione separata ed altra contribuzone obbligatoria = 21 anni, liquidati col sistema contributivo, ricava dal montante (mi farebbe comodo averlo ora tutto per me!) meno del minimo trattamento (pensione sociale). Per fortuna che alle sigarette e al tozzo di pane ci pensa, o meglio ci ha pensato, la pensione correlata ad un fondo previdenziale soppresso. (peccato che vi ho cumulato solo 19 anni).
    Una vita di contribuzioni per un pugno di mosche.
    E poichè sono costretto a tirare il carro fino a che ho le forze vorrei sapere se la morte delle partite IVA riguarda anche chi appartiene ad un ordine professionale con regolare iscrizione all’albo. La trappola ‘dell’equità al downgrade Monti maniera’ è tesa anche per questi lavoratori ?
    Grazie

  • maurizio ha scritto:

    mi rivolgo a te francesco1802, che tristezza sei?, io mi stò incazzando proprio per cercare di evitare tutto quello che tu dici e hai fatto, e perchè la gente (chiamamoli colleghi anche se mi vergogno di loro) dovrebbero trarre qualche spunto della tua esperienza per come si và a finire pagando come c….ni la gestione separata. E per la tua domanda mi spiace comunicarti che sei compreso nella morte come dici.
    Benvenuto nel club! Evviva Monti e la Fornero che ci hanno sistemato per benino (noi e tutti gli altri); quindi la riflessione è : perchè agitarsi chiudete la partita iva e aspettate… cosa? l’assegno della gestione separata no? Auguri a tutti

  • agostino ha scritto:

    Mi permetto di fare un appunto a tutti e due: sia a Maurizio che a Francesco.
    —————-
    PREMESSE
    Preciso che mi riferisco all’ingegnere e/o architetto, professionista + dipendente, ovvero ad un SOGGETTO considerato di SERIE B.
    Quest’ultimo è tenuto per legge ad essere iscritto ad Inarcassa, infatti possiede un numero di matricola e da sempre è tenuto a pagare il contributo integrativo del 2% mentre ora paga il 4% e non gli è mai stato permesso di pagare il contributo soggettivo per motivi dipendenti esclusivamente da Inarcassa e non dal medesimo SOGGETTO considerato di SERIE B (n.d.r. che, peraltro, avrebbe pagato e pagherebbe volentieri ad Inarcassa nella logica di potersi garantire una adeguata pensione integrativa a quella di lavoratore dipendente), ed è tenuto iscriversi all’Ordine professionale di appartenenza per esercitare la libera Professione.
    E’ lampante, quindi, che l’ingegnere e/o l’architetto, professionista + dipendente, non appartenga alla Gestione Separata INPS.
    La cosa, da sempre grandemente controversa a livello legale, è, ampiamente, dimostrata da tutti i ricorsi in essere e da tutte le motivazioni che si trovano ovunque.
    Il fatto che l’INPS abbia dovuto emettere, a seguito della operazione Poseidone, una serie di circolari esplicative a mo’ di interpretazioni autentiche, dimostra palesemente l’incertezza delle norme che riguardano la situazione di cui si tratta.
    Faccio quattro esempi relativamente a quatto situazioni di ingegnere e/o di architetto che lavori come dipendente a tempo indeterminato ed allo stesso tempo faccia la libera professione:
    1)monte ore da dipendente part/time: 20 ore/settimana + monte ore da libero professionista: 20 ore/settimana per un totale di 40 ore lavorative a settimana.
    2)monte ore da dipendente part/time: 9 ore/settimana + monte ore da libero professionista: 31 ore/settimana per un totale di 40 ore lavorative a settimana.
    3)monte ore da dipendente part/time: 31 ore/settimana + monte ore da libero professionista: 9 ore/settimana per un totale di 40 ore lavorative a settimana.
    4)monte ore da dipendente a tempo pieno: 40 ore/settimana + monte ore da libero professionista praticamente nullo per l’esercizio della libera professione.
    Il soggetto di cui al caso 1 è da considerarsi libero professionista e/o dipendente?
    Il soggetto di cui al caso 2 è da considerarsi sicuramente libero professionista e non dipendente!
    Il soggetto di cui al caso 3 è da considerarsi è da considerarsi dipendente e/o professionista?
    Di questi l’unico soggetto che potrebbe essere considerato come dipendente , a tutti gli effetti, è il quarto.
    Questi semplici ma chiarissimi esempi dimostrano, inconfutabilmente, l’incoerenza e l’iniquità delle norme.
    Un ultimo caso.
    INARCASSA, attualmente, non accetta il versamento del contributo soggettivo da parte Di tutte le figure sopradescritte ai punti 1, 2, 3 e 4.
    Mentre pare che coloro, ingegneri e/o architetti, che lavorino come liberi professionisti ed, allo stesso tempo, come dipendenti a tempo determinato perché incaricati temporaneamente da Enti anche con continuità nel tempo (ad esempio supplenti annuali incaricati dal Ministero della Pubblica Istruzione) abbiano la facoltà di poter versare il contributo soggettivo ad INARCASSA.
    Questa è giustizia?
    Il fatto si commenta da se !
    ———————————————-
    Torno a voi per dirvi questo.
    SE CONTINUIAMO A LAMENTARCI INVECE di PENSARE ED AGIRE: LA SCONFITTA SARA’ CERTA!
    RIPETO, per l’ennesima volta, CHE SOLO TUTTI INSIEME, accomunati dalle medesime problematiche, possiamo fare in modo che INARCASSA ci apra le porte!
    E lo deve fare!
    E’ bello leggere e non partecipare, perché si pensa che ciò comporti una sorta rischio, ma è ora di CAMBIARE ATTEGGIAMENTO!
    UN UOMO VALE SE SA PRENDERE DELLE DECISIONI E POSIZIONI, anche se queste possono sembrare scomode, QUANDO HA LA CERTEZZA DI AGIRE NEL SUO PIENO DIRITTO!

  • agostino ha scritto:

    prosegue.

    MA COME E COSA FARE?

    1) FARE PUBBLICITA’ PRESSO OGNI ORDINE PROVINCIALE DI INGEGNERI E ARCHITETTI DI TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE!

    2) FARE PUBBLICITA’ DI QUESTO SITO E DI QUELLI FACEBOOK “BLOG INPS GESTIONE SEPARATA” E FACEBOOK “ISTITUZIONE INARCASSA GESTIONE SEPARATA”!

    3) CONTARCI!

    4) DARE LA PROPRIA DISPONIBILITA’ A PARTECIPARE !

    5) SEGUIRE L’ESEMPIO DI ACTA:
    http://www.actainrete.it/wp-content/uploads/2012/04/CS_Milano_5-aprile-2012.pdf

    6) Eccetera … .

    A voi le altre proposte!

    E le cose si svolgeranno positivamente da sole ………….

  • Maurizio ha scritto:

    Bravo Agostino! io ti seguirò, ma dietro di me non vedo nessuno, ma guardali son tutti lì a guardare dalle loro finestre, e non si sono neanche accorti che non hanno più il pavimento sotto i piedi (glielo hanno portato via…), ma sono ingegneri e si sentono furbi, ma a me mi sembrano tanti spaventapasseri.
    Come categoria finchè ognuno si farà solo i c..zi suoi non combineremo niente e daremo modo a tutti ed in questo caso a inps di fregarci per benino. Come fare per unirci? Come fare per protestare contro questo sistema iniquo ed ingiusto? Come fare? Stare a guardare alla finestra? Non credo! Bisogna agire! Capito spaventapasseri di cui mi vergogno di essere collega…

  • nicola s. ha scritto:

    maurizio, ma avevi dubbi sul fatto di avere colleghi spaventapasseri, c…..ni? non stanno facendo altro che quello che, generalmente, fanno nella libera professione. che pena!! quando mai hai visto un tuo collega difendere la categoria professionale degli ingegneri? e vuoi che adesso scoprano la loro identità? vedi in quanti hanno aderito alla mia proposta di presentarsi tramite acta! tempo fa avevo inserito la mia mail su questo forum proponendo agli altri di fare lo stesso per sentirci, accomunati dallo stesso problema. quanti lo hanno fatto? presto detto: io, te, agostino. e noi ci stiamo sentendo, con infinito piacere. condividiamo tutto, ci consigliamo, ci diamo informazioni che i nostri consulenti e avvocati ci trasmettono. e gli altri dove sono? aspettano noi, i nostri ricorsi e il loro esito. E’ VERGOGNOSO!!! tutti pecore della muartorio e affini. guai ad avere il coraggio di farsi sentire, come se quello che stiamo chiedendo fosse utopia. SVEGLIA!!!!!! tra un pò non potrete mettere il piatto sulla tavola, lo volete capire o no!!!! ….se poi siete contenti solo perchè vi sentite chiamare INGEGNERI….

  • nicola s. ha scritto:

    caro maurizio, il 16 febbraio 2012, proponevo di inserire la nostra mail su questo forum. chi ha aderito? io, tu, agostino e giovanni. tranne giovanni, noi cio stiamo sentendo e confrontando su questa vicenda (sembra che ci conosciamo da una vita) e abbiamo raggiunto, credo, un elevato livello di confidenza. io ne sono fiero!! e gli altri? a guardali, sono alle finestre a guardare l’esito dei nostri ricorsi, a leggere quello che scriviamo. ma si rendono conto che tra un pò non potranno mettere più neanche il piatto sulla tavola? …se poi vogliono essere chiamati solo ingegneri perchè tanto li gratifica….

  • Maurizio ha scritto:

    Rendete (lo dico a tutti quelli che leggono questo sito e che avete lo stesso ns problema sia che paghiate sia che no) le vs mail disponibili sul sito o sulla mia mail personale (che trovate sopra) per intraprendere un azione comunitaria che tuteli la ns professione, altrimenti credetemi non avremo un futuro. Dobbiamo cambiare le cose. Attendo fiducioso. Ciao. Maurizio

  • agostino ha scritto:

    ———–
    “ … Il Disegno di Legge recante disposizioni in materia di
    riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di
    crescita” … decreta la morte dei lavoratori indipendenti
    con partita IVA. …”
    ————
    Per comprendere bene l’affermazione leggi lo stralcio del Disegno di Legge sopra riportato nel mio commento datato 6 aprile 2012 at 12:10, Art. 36 (Aumento contributivo lavoratori iscritti Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995).

  • agostino ha scritto:

    NOTIZIE DA ACTA.

    All’incontro di ieri promosso da ACTA con il Senatore TREU al Pirellone di Milano e’ stato confermato che l’aumento dell’aliquota riguarda tutta la GESTIONE SEPARATA.

    —————-
    N.B. QUINDI ANCHE NOI.
    —————-

  • agostino ha scritto:

    RIPORTO NUOVAMENTE IL DISEGNO DI LEGGE, SOPRACCITATO

    ECCO IL DISEGNO DI LEGGE, SOPRACCITATO, nel mio commento del 05 aprile 2012.
    (da ACTA Home)
    Ecco il Disegno di Legge per la Riforma del Mercato del Lavoro tanto atteso.
    Altro che interesse per le Partite IVA, le aliquote INPS passeranno al 33% entro il 2018. Si legge:

    Art. 36 (Aumento contributivo lavoratori iscritti Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995)

    1. All’articolo 1, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, al primo periodo le parole “e in misura pari al 26 per cento a decorrere dall’anno 2010” sono sostituite dalle seguenti: “, in misura pari al 26 per cento per gli anni 2010 e 2011, in misura pari al 27 per cento per l’anno 2012, al 28 per cento per l’anno 2013, al 29 per cento per l’anno 2014, al 30 per cento per l’anno 2015, al 31 per cento per l’anno 2016, al 32 per cento per l’anno 2017 e al 33 per cento a decorrere dall’anno 2018” e al secondo periodo aggiungere, in fine, le seguenti – (n.d.r. LA PARTE SOTTO RIPORTATA E’ RELATIVA A QUANTO CI RIGUARDA)- : “ per gli anni 2008-2011, al 18 per cento per l’anno 2012, al 19 per cento per l’anno 2013, al 20 per cento per l’anno 2014, al 21 per cento per l’anno 2015, al 22 per cento per l’anno 2016, al 23 per cento per l’anno 2017 e al 24 per cento a decorrere dall’anno 2018.”
    Autore: ACTA

  • maurizio ha scritto:

    La gestione separata realizza una pensione del 5% annuo lordo (valor medio) rispetto il montante versato, e se si rientra nella pensione minima non viene elargita, e sarà pagata circa dopo i 65 anni.
    Ad ognuno i suoi conti.
    Se chi come me ha dovuto chiedere il part-time al 50% per svolgere la professione riducendosi al 50% i contributi con altra cassa di previdenza, il conto è presto fatto : una miseria, ma una vera miseria, versando poi le percentuali che aumenteranno alla GS come ha detto sopra Agostino.
    Possibile che valutiate l’iniqua ed ingiusta situazione a cui siamo sottoposti (come professionisti)? Vi rendete conto che non si può lavorare in queste condizioni? Possibile che nessuno abbia il coraggio di ribellarsi? La GS non è nata per noi, e ci stanno letteralmente fregando… a qualcuno può interessare?

  • maurizio ha scritto:

    Una cosa molto importante da sapere per tutti coloro che hanno ricevuto l’accertamento dell’inps per il 2005 con l’iscrizione alla GS, è che anche in caso di autodenuncia volontaria, le sanzioni restano secondo normativa vigente al massimo al 60%. Per inps l’accertamento determina il fatto comunque per sempre come evasione fiscale, quindi l’ovvia domanda, conviene autodenunciarsi o aspettare che arrivino i vari accertamenti per anno? nel secondo caso cambia solo il calcolo del tasso d’interesse fatto al momento della notifica dell’accertamento bonario. Quindi la risposta al quesito datelo voi, ma sembrerebbe matematicamente che la risposta è NO. C’è poi da considerare la prescrizione, anche in questo caso poichè sembra prescritto l’anno 2005 converrebbe fare una causa per bloccare eventuali cartelle esattoriali che dovessero arrivare (aumentate del 9% da Equitalia). Avete dubbi quindi?

  • agostino ha scritto:

    Cari Amici e Colleghi,
    se, considerate le premesse di cui al D.D.L. sul lavoro, non usciamo allo scoperto facendo attivamente opposizione ma rimaniamo, come spettatori passivi ed inermi, in attesa dello sviluppo degli eventi, come sempre rimarremo scottati, amareggiati e FREGATI.
    Verseremo dall’attuale 21% un futuro 28% di oneri contributivi previdenziali per ottenere, poi, un pugno di mosche di pensione.

  • nicola s. ha scritto:

    come sai, maurizio, io ho già deciso: ASPETTO. probabilmente mi arriveranno anno per anno le richieste di pagamento. riguardo le altre cose, ad es. la possibilità di prescrizione e l’eventuale ricorso, l’inps andrà avanti fino alla morte anche in cassazione per recuperare i crediti, tanto i soldi per farlo ce li ha, li paghiamo noi!!! non è un motivo di sollevare anche questo problema nel polverone? questa storia è così sporca che basterebbe un soffio per sollevare polvere. eppure molti colleghi pare vivino in apnea e la prova che chi scrive su questo forum siamo io, te e agostino, CRISTIANO, dove sei finito? batti un colpo se ci sei ancora!!!! e gli altri? rispondete a questa domanda: vi sta bene questo stato di fatto, avete paura di essere scoperti o guadagnate così tanto che volete fare le donazioni all’inps senza ritrovarvi niente nel futuro prossimo?

  • cristiano ha scritto:

    eccomi, batto il colpo: ieri presentato ricorso al giudice del lavoro, secondo l’avvocato che ho preso, professore universitario di diritto amministrativo e del lavoro, la prescrizione è al 20 giugno 2011, poichè esistono in tal senso sentenze della cassazione ben precise; quindi vinco di sicuro al 100%, inoltre mi ha consigliato di stare fermo e aspettare anno per anno, perchè non è detto che arrivino altri accertamenti, e nel caso arrivino, che non siano anche essi prescritti. io da parte mia ho chiuso la P. IVA nel 2010 e adesso lavoro o come dipendente di ditta privata o tramite cocopro per altre attività marginali.
    Dimenticavo, nel ricorso presentato abbiamo chiesto anche che il giudice si pronunciasse, in seconda battuta, sulla legittimità della multa, mancando l’elemento soggettivo di colpa per mancanza di chiarezza della normativa, come dimostrato dalla necessità di una interpretazione autentica.
    Tempi di risposta: si va da 6 mesi all’anno.
    N.B: il ricorso al giudice blocca la possibilità di INPS di emettere cartella esattoriale.

  • Danilo ha scritto:

    Ciao Cristiano, molto interessante la tua risposta. Mi sorge però spontanea la domanda: nel ricorso, hai citato la prescrizione della richiesta, e l’illegittimità dell’applicazione delle sanzioni. Ma sul fatto che la richiesta INPS di iscrizione alla GS sia Legittima, cosa dice l’Esimio Avvocato? Ovvero ha senso l’Interpretazione INPS dell’Interpretazione Autentica scritta su una Legge?

  • maurizio ha scritto:

    Cristiano, mi piacerebbe parlare con te, la mia mail è sopra indicata nel blog, comunque è mauriziofe.bianchi@tiscali.it; sono anch’io nella stessa situazione con l’avvocato e avrei bisogno un confronto. Ciao

  • maurizio ha scritto:

    Danilo, è evidente che l’interpretazione di inps è di parte, quindi ti dico dove stà scritto che pagando solo il contributo integrativo e non quello soggettivo si è automaticamente assoggettati d’ufficio alla GS? se leggi bene l’art. della Legge parla di contribuzione in senso lato. Ciao

  • agostino ha scritto:

    Messaggio per Cristiano,
    mettiti in contatto con Maurizio, hai sopra la sua mail, perché è importante confrontarsi per i vari ricorsi in atto.
    Ciao e grazie.

  • Cristina Zanni. ha scritto:

    Cari colleghi, leggete il post in home page, venite anche voi ci troviamo in occasione del salone del mobile venerdì alle 18.30 a milano al ponte di porta genova. Questa riforma riguarda anche voi, lottiamo insieme per un mondo del lavoro più giusto.
    Cristina cd Acta

  • Cristiano ha scritto:

    lascio anche io la mia mail: cristiano.frati@virgilio.it contattatemi pure

  • nicola s. ha scritto:

    bene. cristiano si è fatto sentire. adesso siamo io, agostino, maurizio, cristiano e danilo. e gli altri???? FORZA

  • agostino ha scritto:

    Qui riporto una bella nonché molto efficace affermazione della brava e tosta PRESIDENTE DI ACTA.

    ” … Se vogliamo ottenere qualcosa dobbiamo metterci la faccia! Io lo faro’ … ”

    Questo è sempre stato il mio/nostro motto ovvero quello di coloro che non hanno timore di “metterci la faccia”!

  • agostino ha scritto:

    IO CI METTO LA FACCIA!
    Ing. Agostino Lertora

    N.B: Fatelo anche Voi! Ne sarete Fieri!

  • maurizio ha scritto:

    Ing. Maurizio Bianchi

  • nicola s. ha scritto:

    aostino, e che ci vuole. più sputtanati di quanto siamo…. eccoti servito: ing. Nicola Selvarolo

  • nicola s. ha scritto:

    agostino, e che ci vuole…più sputtanati di quanto siamo….eccoti servito: ing. nicola selvarolo

  • agostino ha scritto:

    SE UN UOMO NON E’ DISPOSTO A LOTTARE PER LE PROPRIE IDEE,O LE SUE IDEE NON VALGONO NULLA,O NON VALE NIENTE LUI.

    Queste sono le parole con le quali EZRA POUND (grande scrittore statunitense) lega indissolubilmente la vita di ogni uomo a ciò che egli pensa, a ciò in cui egli crede e a ciò per cui lotta: le proprie idee.

  • cristiano ha scritto:

    Ing. Cristiano Frati, di Firenze

  • nicola s. ha scritto:

    ok. ci siamo. avanti tutta

  • Nunzio ha scritto:

    Preg.mo Dott.ssa Soru
    Volevo chiederLe, se eventualmente disponibile, di consegnare un documento che rappresenta le problematiche che accomunano ingegneri/architetti liberi professionisti dipendenti. Di seguito riporto i contenuti del documento:

    La Legge n.335/1995, la cosiddetta “Riforma Dini”, per assicurare una tutela previdenziale a tutti i soggetti che esercitano in via abituale ma non esclusiva attività di lavoro autonomo e quindi privi di copertura previdenziale, ha istituito con l’art.2, comma 26, la Gestione separata presso l’INPS a c…ui versare appunto contributi previdenziali. Per quanto il testo di legge non consenta d’individuare quali soggetti siano tenuti all’iscrizione “Gestione separata Inps” emerge chiaramente come tale “Gestione” debba essere intesa come fondo pensionistico “residuale”, destinato a tutelare i “soggetti privi di una propria cassa previdenziale” e, nel caso specifico, gli ingegneri non iscritti all’Albo Professionale con redditi derivanti da attività estranee al proprio ordinamento professionale;
    Le novità introdotte dall’art. 18, comma 12, del D.L. n. 98/2011, tiene ferma la disposizione che affida agli enti esponenziali a livello nazionale degli enti abilitati la tenuta di albi od elenchi, il compito di deliberare l’inclusione della categoria nella forma di previdenza obbligatoria prevista;
    Inoltre, il Messaggio 12 luglio 2011, n. 14490 dell’INPS, ben chiarisce, che solo qualora vi sia l’impossibilità di iscrizione alla propria cassa, vi è l’obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS, per i soggetti (lavoratori autonomi) iscritti ad albi, che esercitano la professione abituale, ancorché in maniera non esclusiva.
    Per quanto sopra, risulta pacifico che restino iscritti ad apposita gestione separata Inps tutti i soggetti la cui attività professionale non ha una cassa previdenziale propria, mentre INARCASSA dovrebbe/potrebbe provvedere, tenendo conto per analogia delle prestazioni e del settore professionale svolto, ad istituire una propria gestione separata deliberando l’inclusione dei professionisti/dipendenti in apposita categoria previdenziale di appartenenza.
    Di recente, la gestione separata INPS ha intrapreso, una vasta e generalizzata azione di recupero crediti nei riguardi di professionisti che, in riferimento all’esercizio di attività professionale assoggettabile a previdenza categoriale, abbiano per i più svariati motivi, omesso di iscriversi all’ente di previdenza di riferimento. Sono stati notificati accertamenti a persone iscritte al fondo pensioni lavoratori dipendenti e percettori di redditi prodotti da attività libero professionali per i quali non risulta pagato il contributo alla relativa cassa. È il caso, per esempio, di ingegneri o architetti docenti di scuola superiore o Università pubblica, o di professionisti che non hanno raggiunto il reddito minimo previsto per l’obbligo di contribuzione alla Cassa di appartenenza (avvocati).
    Secondo quanto precisato dalla circolare INPS n 99 del 2011, infatti, il fatto di versare all’ente di previdenza di categoria contributi integrativi o contributi di solidarietà, non correlati alla futura percezione di un trattamento pensionistico, non esclude l’obbligo di versare la contribuzione alla gestione separata. Coloro che, pur svolgendo attività iscrivibili ad appositi Albi, non abbiano corrisposto i relativi versamenti legati al contributo soggettivo presso alle proprie Casse di appartenenza, ivi compresi i casi in cui l’iscrizione viene espressamente negata per specifica previsione statutaria (vedasi art. 7.5 dello Statuto di Inarcassa) debbono assoggettare la propria contribuzione presso la gestione separata INPS. Solo la contribuzione soggettiva versata alla propria Cassa di previdenza libera i professionisti dall’obbligo di iscrizione alla gestione separata presso l’Inps.
    L’INPS, con l’operazione Poseidone, ha iscritto a ruolo, notificando tramite Equitalia, migliaia di cartelle esattoriali, richiedendo coattivamente i crediti contributivi oltre agli interessi e le sanzioni che complessivamente si aggirano intorno al 60% dell’intera somma.
    Un consistente gruppo di ingegneri ed architetti, è favorevole alla costituzione di una nuova Gestione Separata Inarcassa “GS Inarcassa” anziché GS INPS, relativa agli ingegneri/architetti esercitanti la libera professione in via non esclusiva.
    Ai sensi degli artt. 6 della L. n. 290/1990 e l’art. 24 dello Statuto, solo il contributo soggettivo risulta frazionabile in dodicesimi e commisurabile ai mesi di effettiva iscrizione alla Cassa, mentre il contributo integrativo non può essere frazionato e va interamente corrisposto alle casse di Inarcassa.
    Secondo la posizione di Inarcassa, fino ad oggi, è possibile raggruppare due tipologie di liberi professionisti:
    1) ingegnere (dipendente + professionista): un contributo integrativo pari al 4% dell’imponibile (a fondo perduto) e il 17% a INPS per un totale del 21% (potendo usufruire solo del 80,095 % dei contributi versati ai fini pensionistici);
    2) ingegnere libero professionista “puro”: un contributo integrativo pari al 4% dell’imponibile ed un contributo soggettivo pari all’11 % sul volume d’affari, corrispondendo a Inarcassa un totale del 15% (e potendo usufruire del 100 % dei contributi versati ai fini pensionistici).
    Inarcassa non può avere due tipi di iscritti, ovvero quelli di serie “A” (iscritti prima della riforma DINI, ante 1996, e quindi un sistema di calcolo della pensione di tipo retributivo) ed quelli di serie “B” (iscritti dopo il 01.01.1996, come introdotto dalla L. 335/95 cosiddetta “Riforma DINI”, dove il sistema di calcolo è addirittura diverso, ovvero valutato con il metodo di calcolo contributivo, come previsto per Legge);
    In questo modo si determina un duplice effetto sulla posizione previdenziale degli ingegneri-dipendenti (o part time): cesserebbe l’afflusso della loro contribuzione, ex comma 26, all’INPS, e dall’altro cesserebbe la contribuzione del 2% all’Inarcassa (ora del 4%), essendo i due flussi destinati insieme all’auspicata GS Inarcassa. Inoltre, va pure evidenziato, che la generalizzata azione di recupero crediti nei riguardi di professionisti che hanno omesso, per i più svariati motivi, l’iscrizione alla GS INPS, culminerebbe con una naturale e indolore (comunque lenita) soluzione della vicenda.
    Inarcassa ha più volte ha ostacolato l’iniziativa (vedasi bozza dello Studio Tonucci del 18/02/1999 relativa all’istituzione di una gestione separata Inarcassa). La G.S. INPS è una forzatura che crea una discriminazione, una differenza di trattamenti previdenziali ed una palese iniquità tra lavoratori autonomi liberi professionisti della stessa tipologia. Ritengo che, che tutti debbano sostenere con coraggio una pura questione di principio.
    In relazione alle conseguenze dell’“irruzione di nuovi iscritti entro un ente già funzionante e che ha già compiuto la programmazione della propria vita finanziaria” è doveroso evidenziare, che le prime erogazioni previdenziali gravanti sulla istituenda GS Inarcassa, se l’auspicata modifica statutaria fosse introdotta nel corrente anno, decorrerebbero nel 2035, dato che comunque per godere della prestazione previdenziale l’iscritto deve vantare almeno trentacinque/quaranta anni di anzianità. Il dato rende evidente come i calcoli “attuariali e finanziari” di un ente non possano dirsi sconvolti dalla proposta di una GS Inarcassa del tutto autonoma rispetto alla cassa esistente, quale quella prospettata, dato che non si è mai visto che un ente pubblico o privato invoca la violazione dell’art. 38 o 42 della costituzione per essere costretto ad incassare per i prossimi trentacinque/quaranta anni di contributi senza essere costretto ad alcuna controprestazione.

    Sicuro della cortese attenzione alla presente, con l’occasione saluta e ringrazia distintamente.
    Lanciano, lì 18/04/2012. Dr. Ing. Nunzio Di Castelnuovo

  • agostino ha scritto:

    “Si può evitare facilmente qualsiasi critica se non si dice nulla, non si fa nulla, non si è nulla, se non si rischia nulla …”
    Aristotele

  • agostino ha scritto:

    Qui riporto una bella nonché molto efficace affermazione della brava e tosta PRESIDENTE DI ACTA.

    ” … Se vogliamo ottenere qualcosa dobbiamo metterci la faccia! Io lo faro’ … ”

    Questo è sempre stato il mio/nostro motto ovvero quello di coloro che non hanno timore di “metterci la faccia”!

  • agostino ha scritto:

    ‎” LA FELICITA’ E LA PACE DEL CUORE NASCONO DALLA COSCIENZA DI FARE CIO’ CHE E’ GIUSTO E DOVEROSO, E NON DAL FARE CIO’ CHE GLI ALTRI DICONO E FANNO ”
    Mahatma Gandhi

  • Maurizio ha scritto:

    Colleghi dobbiamo raddrizzare questa situazione, diamoci una mano, è una situazione difficile, ma non possiamo demordere dobbiamo crederci fino in fondo e ottenere dal Giudice una sentenza vittoriosa. Forza! Per tutti coloro invece che stanno alla finestra a guardare auguro di rimenere dove sono, cioè con GS o col nulla. Meglio lottare e avere coraggio in questo mondo, altrimenti è meglio che andiate s scopare il mare. Ciao a tutti e sopratutto grazie a chi come me ha deciso di mettersi in prima linea contro questi enti che si arrogano il diritto e la presunzione di considerarci dei ladri, ma invece siamo persone oneste e ci mettiamo la faccia al contrario di qualcuno.

  • INPSBLOG ha scritto:

    Ciao Maurizio ma ti sei iscritto su mi piace di INPSBLOG spazio libero per i nostri temi? Vieni a darci un aiuto, Nicola

  • agostino ha scritto:

    “I nostri dubbi sono traditori, e ci fanno perdere il bene che potremmo ottenere perché abbiamo paura di tentare.”
    William Shakespeare

  • agostino ha scritto:

    MOLTO INTERESSANTE E’ L’INTERVISTA AD ALFONSO MICELI, VICEPRESIDENTE ACTA.

    http://www.actainrete.it/2012/04/acta-a-skytg24-per-i-diritti-delle-partite-iva/

  • nicola s. ha scritto:

    cari amici, agostino, maurizio, cristiano, nunzio, a quanto pare l’invito a metterci la faccia, lo abbiamo accettato solo noi. andiamo avanti: vuol dire che se riusciremo ad ottenere qualcosa, gli altri ne trarranno i benefici. volevo solo dire che questo non è l’atteggiamento tipico dell’ingegnere. ci hanno insegnato a risolvere qualsiasi problema e lo facciamo (professionalmente). credete non riusciremo a risolvere anche questo? ci batteremo fino alla morte in questa che sembrerebbe una guerra persa in partenza a causa delle lobby di potere di questi enti che ci vogliono salassare.
    credo che la dignità umana, da difendere sopra ogni cosa, vada salvaguardata e tutelata e noi lo stiamo facendo. la vita è bella perchè è varia. c’è chi combatte contro iniquità e per difendere le proprie ragioni e chi ne trae profitto dai risultati delle battaglie.
    pertanto, non demordiamo, almeno noi che ci crediamo!

  • agostino ha scritto:

    ” Nella prosperità i nostri amici ci conoscono; nelle avversità noi conosciamo i nostri amici. ”
    John D. Rockefeller

  • agostino ha scritto:

    “ELOGIO DELL’ INGEGNERE
    Grande professione quella dell’ingegnere!
    Con l’aiuto della scienza ha il fascino di trasformare un pensiero in linee di progetto per realizzarlo poi in pietra o metallo o energia.
    Quindi creare lavoro e case per gli uomini elevando il tenore di vita e aggiungendone conforto.
    Questo e’ il grande privilegio dell’ingegnere ed anche il grande rischio che le sue opere, a confronto di altri uomini e professionisti, sono all’aperto sotto lo sguardo di tutti.
    I suoi atti, passo passo, sono di dura materia.
    L’ingegnere non puo’ seppellire i suoi errori nella tomba come i medici; ne puo’ trasformarli in aria sottile o darne colpa ai giudici, come gli avvocati.
    Egli non puo’ coprire i suoi insuccessi con alberi o rampicanti come gli architetti; ne, come i politici, riversare gli errori sugli oppositori sperando che la gente dimentichi. L’ingegnere, semplicemente, non puo’ negare quello che ha fatto e viene condannato se l’opera non regge.
    D’altra parte in contrasto con quella dei medici la sua non e’ vita in mezzo ai deboli, ne la distruzione e’ il suo scopo come per i militari, e le contese non sono il suo pane quotidiano come per l’avvocato.
    All’ingegnere compete rivestire di vita, conforto e speranza lo scheletro della scienza.
    Con il passare degli anni senza dubbio la gente, se mai lo ha saputo, dimentica l’ingegnere che ha costruito.
    Qualche politico avra’ apposto all’opera il suo nome o questa sara’ stata attribuita a qualche promotore che ha fatto uso di denaro altrui.
    L’ingegnere, con una soddisfazione che poche professioni conoscono, gode dei benefici senza fine che scaturiscono dai suoi insuccessi; il verdetto dei suoi colleghi e’ il solo titolo d’onore che egli desidera.”
    Ingegnere Clark Herbert Hoover
    31° presidente degli Stati Uniti d’America (1929-1933)

  • arxvice ha scritto:

    Ma Nicola S., Maurizio, Cristiano perchè non frequentano il nostro (di tutti noi) INPSBLOG? Ho già contattato Anna Soru, presidente ACTA venite a leggere
    http://www.facebook.com/pages/gestione-separata-inps-blog/206889999360608

  • nicola s. ha scritto:

    per arxvice. già fatto, anche se l’ho trovato un pò confusionario.

  • agostino ha scritto:

    IMPORTANTE.

    Leggete al link sottoriportato:

    http://www.actainrete.it/2012/04/assemblea-a-roma-contro-il-ddl-fornero/

  • agostino ha scritto:

    “Ciò che è stato scritto senza passione, verrà letto senza piacere.” Samuel Johnson

    “Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.”
    Pablo Neruda

  • nicola s. ha scritto:

    agostino, ho sempre pensato che l’ingegnere sia un filosofo. SEI GRANDE!

  • nicola s. ha scritto:

    è dal 4 maggio che non scrive nessuno. Si dorme???

  • Maurizio ha scritto:

    E’ ormai mesi che scriviamo su questo blog per cercare di coinvolgere il maggior numero di colleghi per risolvere il problema della gestione separata, perchè di questo si tratta di un problema. Esorto pertanto tutti i lettori a darci una mano, ma non tanto a noi, ma alla categoria professionale a cui apparteniamo; siamo o non siamo tutti ingegneri ed architetti? fatelo per il futuro di questa professione che penso meriti dignità, che ci vogliono togliere.
    Dobbiamo combattere si combattere per un ideale non stare sempre alla finestra ed attendere gli eventi. Dobbiamo tutti far parte di inarcassa perchè è giusto perchè siamo tutti colleghi.
    Spero di esortarvi con queste poche parole perchè sono veramente rattristato per tutto quanto stà succedendo, e se qualcuno non l’ha ancora capita è l’unione di intenti che fà la forza, io combatto e combatterò da solo, ma certamente avrò un impatto diverso.
    Ciao

  • cristiano ha scritto:

    nessuna nuova, buona nuova.. attendo fiducioso il 21 giugno per mandare in prescrzione anche il 2006

  • agostino ha scritto:

    Ed ecco una interessante ed importante novità !

    Leggi al link:

    http://www.actainrete.it/2012/05/giovedi-10-maggio-incontriamo-il-ministro-fornero/

    POSSIAMO, anzi dovremmo, PARTECIPARE TUTTI
    al forum, ponendo i temi di nostro interesse. Per avere maggiori probabilita’ che le domande vengano riprese dal Dott. Dario Di Vico e poste al Ministro è utile:
    1. Scrivere domande molto sintetiche;
    2. Inviare la domanda al momento opportuno, quando il tema posto é congruente con gli argomenti che si stanno affrontando quel momento.

    Ringraziamo ACTA per le continue opportunità.

  • agostino ha scritto:

    Relativamente ai post sopra riportati ricordo che:

    “CHI DORME NON PECCA, MA NON PIGLIA PESCI”

    Ovvero:
    “se non ci si dà da fare e non ci si mette all’opera, non si ottiene nulla, in quanto il pescatore deve essere costantemente attento, quindi senza distrarsi o addirittura addormentarsi, per riuscire a tirare su i pesci quando abboccano.”

    Meno male che tanti lavorano in silenzio, dietro le quinte, per la nostra giusta causa.

  • agostino ha scritto:

    Abbiamo una grossa opportunità:

    Siamo tutti invitati a partecipare collegandovi al forum e inviando le vostre domande giovedì 10 maggio alle ore 15.

    CHIEDIAMO AL MINISTRO ELSA FORNERO
    In un forum online organizzato dal Corriere della Sera si parlerà del lavoro professionale soggetto a partita iva.
    All’incontro, moderato dal Dott. Dario Di Vico, parteciperanno:
    -il Ministro Elsa Fornero,
    -il Dott.Costanzo Ranci, sociologo e professore al Politecnico di Milano,
    -la Dott.ssa Anna Soru, Presidente ACTA,
    -il Dott. Giuseppe Lupoi, Presidente COLAP.
    L’incontro potrà essere seguito in diretta via web dal sito del Corriere della Sera.

    CONSIGLIAMO di formulare le domande:
    1. sintetiche, chiare e concise;
    2. cogliere la tampestica (cioè è consigliabile inoltrare le domande solo quando il tema viene affrontato nella discussione).

    Ringraziamo ACTA per la sensibilità alle problematiche della categoria e la cortese disponibilità a comunicarci tempestivamente importanti informazioni.

  • Maurizio ha scritto:

    Spero che qualcuno che sia stao alla finestra abbia un po’ di coraggio e domani ci dia una mano a ribaltare questa annosa vicenda!!!
    Maurizio

  • nicola s. ha scritto:

    i soliti maurizio, agostino, cristiano e lo scrivente. ci sentiamo domani maurizio, come al solito. agli altri non interessa questo problema. mi chiedo. io ho cominciato per caso a partecipare a questo forum dal 12 gennaio 2012. e gli altri che avevano cominciato prima di me, dove sono andati a finire? e date voce, dai…

  • nicola s. ha scritto:

    alessandro, samanta boni, ornella, romano calvo, satira, luca, susanna botta, leo, edino, nicola, sebastiano, mara, loredana, mario…dove siete andati a finire? dateci notizia se avete risolto qualcosa o siete in attesa o siete espratriati o avete cambiato mestiere o avete fatto ricorso o avete parlato con la muratorio o…insomma, qualcosa avrete fatto in questo periodo?

  • agostino ha scritto:

    Conoscete l’etimologia del termine RESILIENZA?
    DERIVA dal verbo latino “RESILIO” ovvero “l’arte di risalire quando la barca è rovesciata”.

    “LA RESILIENZA NON E’ UNA CONDIZIONE MA UN PROCESSO CHE SI COSTRUISCE LOTTANDO.”
    George Vaillant

    AVANTI TUTTA !

  • Nicola ha scritto:

    Ciao, non ho partecipato piu’ al Forum, e questo me ne dispiace, ma ho perso quasi totalmente le speranze di poter risolvere positivamente questa annosa e assurda situazione. Non voglio piu’ rischiare. Oggi mi sono recato nella sede INPS della mia citta’ e ho provveduto ad effettuare, a malincuore, l’iscrizione alla Gestione separata Inps. Ho gia’ tre anni di scoperto 2008-2010 e sicuro di un provviso acertamento voglio limitare i danni. La mia sofferta decisione e’ maturata dopo aver quasi settimanalmente telefonato alla segreteria di Inarcassa ed aver ricevuto sempre la stessa risposta: “NON SI HA AL MOMENTO NESSUNA INTENZIONE E/O VOLONTA’ DI MODIFICARE IL PROPRIO STATUTO”. Voglio precisare, a qualche perbenista utente del Forum, che la mia situazione, non e’ figlia di nessun atto di furbizia e/o disonesta’ alcuna, ma di una estrema convinzione, forse errata, che essendo regolare contribuente di INARCASSA (anche se del solo contributo integrativo) non ero assoggettato alla iscrizio della gestione separata inps.
    Oggi il mio comercialista mi ha anche comunicato l’amontare del dovuto per l’anno 2011: 5000€ per il saldo e 2000€ per il primo acconto. Saro’ mio malgrado quest’anno quindi a rinunciare alle ferie per raccimolare i 7.000 € da versare all’inps. Questa e’ disonesta’.
    Salutoni
    Nicola.

  • Nicola ha scritto:

    Scusate per i numerosi errori ortagrafici ma ho utilizzato la tastiera del mio iphone.

  • Antonio F. ha scritto:

    Ma secondo voi gli arretrati saranno richiesti in unica soluzione o anno per anno?

  • nicola s. ha scritto:

    pare anno per anno

  • Maurizio ha scritto:

    Invito tutti i colleghi interessati all’annova vicenda Gestione separata, a collegarsi al blog – gestione separata inps, il collega Arch. Busin da un recente incontro con alcuni delegati ha evidenziato l’intenzione di Inarcassa di iscriverci, la svolta sembra epocale. Ciao a tutti. Maurizio

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