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Assemblea dei soci Acta

E’ curioso che proprio ieri, giornata di referendum nazionale, ci si sia trovati ad applicare la stessa forma di democrazia diretta nell’assemblea dei soci di Acta. Non sono molte, nel paese, le occasioni in cui sia il popolo stesso a decidere e non i suoi rappresentanti. E così è stato, in misura minuscola, anche da noi. Abbiamo partecipato a un’insolita riunione: destrutturata, senza ordine del giorno, caotica. Nessun presidente-monarca, nessuna oligarchia di vecchi soci, solo le persone presenti. Certo queste riunioni inquietano chi è abituato a misurare il tempo con autodisciplina e rigore ma aiutano anche a uscire dai binari dell’abitudine: saluto del presidente, commento al bilancio, strategie già pensate, brindisi, saluti. Certo così c’è il rischio che tutti vogliano parlare e dire la loro e che si moltiplichino interrogativi e critiche. Bene, questa è sana democrazia. Che per compiersi, però, deve avere un seguito naturale nella partecipazione di ciascuno, volta ad arricchire e a migliorare le proposte. Non solo: volta prima di tutto alla consapevolezza che dobbiamo essere più numerosi per contare di più e dobbiamo svolgere un’attività di fund raising per permetterci un minimo di libertà economica capace di affrontare il lancio di eventi significativi. Sappiamo tutti che, oltre al volontariato, le entrate di Acta provengono dalle sole quote associative.
Allora, ieri è stata una riunione proficua che ha visto presentare idee e candidature, che ha dipinto lo scenario di questo periodo, ricordato le cose fatte in questi anni, il punto in cui ci troviamo e rilanciato la sfida.


Scenario
“Siamo diventati di moda, bene!”
Obiettivi
Moltiplicare gli associati e partire con una campagna di ricerca fondi
Strategie
Un consiglio direttivo ricco ed eterogeneo che dedichi tempo ed energia alla causa, continui a essere un pensatoio, moltiplichi gli eventi comunicativi e decida il grado di coinvolgimento “politico” di Acta
Azioni
Elaborare i dati del questionario per capire ancora meglio quali siano i temi più sentiti e i servizi principali richiesti dai soci.
Ricordare ogni giorno a noi stessi che Acta siamo noi, ciascuno di noi e, di conseguenza, cambiare forma verbale, passando da “…..dovrebbero fare…” a “…io dovrei o noi dovremmo fare…”

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3 Commenti

  1. Samanta (Ufficio Stampa ACTA)

    Grazie Elsa per il bel riepilogo della serata! È stata davvero una riunione estremamente democratica e positiva. Ed è bello che si siano aggiunti e candidati attivamente anche soci nuovi. E per il futuro di ACTA, il nostro futuro, ricordiamoci di abolire i condizionali, come diceva Cristina… d’ora in poi “io farò, noi faremo…” per un impegno concreto. 🙂

    14 Giu 2011
  2. galda

    sono stefano, nuovo socio e presente per la prima volta ieri sera all’assemblea dei soci. confermo le parole di elisa al 100%: spirito aperto e super democratico, clima positivo e costruttivo, idee, progetti e soprattutto voglia di far crescere l’associazione. malgrado i miei impegni di lavoro mi portino ad essere quasi sempre fuori casa (almeno 3 giorni a settimana e spesso anche di più) mi sono ripromesso in modo spontaneo di dare anche io il mio contributo.
    mi serve un pò di rodaggio per conoscere il “già fatto” e il famoso “chi fa cosa” che per i vecchi soci è scontato, per i nuovi molto meno. in tal senso se qualcuno mi potesse dare una mano sarebbe perfetto. il resto verrà in modo naturale.

    14 Giu 2011
  3. Elsa Bettella

    Buongiorno Stefano, lieta del tuo arrivo a bordo. Acta è nata nel luglio del 2004 e tra poco festeggia sette anni. Ci siamo ancora ma non solo: siamo riuscita a crearci una reputazione di serietà e credibilità, al di sopra delle parti tanto che sono i media e le istituzioni ad interpellarci quando hanno bisogno di capire chi sono e cosa fanno i lavoratori del terziario avanzato con partita iva. Ci siamo occupati dei problemi di questo popolo, di cui facciamo parte: fisco, previdenza, diritti di cittadinanza, diseguaglianza, servizi per i soci. Abbiamo raccolto associati, scritto libri, svolto ricerche, presentate proposte e organizzato eventi per farci conoscere. Il sito è il nostro migliore biglietto da visita. Ora dobbiamo collaborare tutti per essere più numerosi e visibili, quindi trovare spunti per comunicare e organizzare eventi che ci permettano di aggregare nuovi soci e ulteriori consensi. Se vuoi cominciare a collaborare potresti scrivere un post per il sito, magari raccontando la tua storia e le tue attese.

    15 Giu 2011

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