Acta l'associazione dei freelance

The day after - Il giorno dopo

| 12 maggio 2011 | LETTO: 2.265 VOLTE | 11 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

11 maggio 2011, Roma trema. Il sommovimento sociale è arrivatoIl terremoto di Roma, a quanto pare, l’11 maggio non c’è stato. (Un po’ di cautela è d’obbligo, in questo caso, perché Raffaele Bendandi spesso sbagliava le sue previsioni di un giorno o due.) Quello che abbiamo visto ieri sera al MACRO, però, è stato un discreto sommovimento sociale, l’inizio di una scossa che potrebbe dar vita a una coalizione di lavoratori autonomi in grado di farci emergere finalmente dall’invisibilità.

Per raccontare le emozioni che hanno accompagnato la giornata di ieri ci vorrebbe la penna di un grande scrittore. Io non ce l’ho, ma proverò ugualmente a raccontarvele come le ho viste e le ho vissute io. Siamo arrivati al MACRO alla spicciolata, a partire dalle 16, per cominciare ad allestire la sala, a testare gli impianti audio, a organizzare l’accoglienza, a provare le testimonianze che avevamo preparato per la parte iniziale della serata. Sapevamo di non avere il tempo e le risorse per organizzare una rappresentazione teatrale come quella della Triennale di Milano, ma volevamo ugualmente arricchire la serata con i nostri racconti di moderni cantastorie, perché se c’è una cosa che abbiamo capito è che sono le storie quelle in grado di fare breccia, di descrivere meglio di mille altre parole chi siamo e cosa vogliamo.

Avevamo provato e riprovato, nelle settimane precedenti, i nostri racconti, ma una cosa è farlo tra amici, nella tranquillità delle nostre case, e altro è farlo tra il pubblico, con i microfoni accesi, con decine di sguardi puntati addosso. Per cui, come è facile immaginare, la tensione era davvero palpabile. Abbiamo cambiato alcune cose in corsa - nuove slide, nuove immagini, nuove parole - e dopo due, tre tentativi ci siamo detti che la cosa poteva funzionare. Ammetto che ero preoccupata per questi cambiamenti dell’ultimo minuto, temevo qualche incidente di percorso, ma evidentemente non avevo fatto i conti con quella inesplicabile sintonia che rende possibili anche le imprese apparentemente irrealizzabili.

Erano da poco passate le 17 quando sono arrivati i primi ospiti. Da quel momento in poi, è stato un turbinio di sorrisi, strette di mano, prego accomodati, di qua per la registrazione, sì i bagni sono di là, serve una sedia, ecco il mio biglietto da visita, i microfoni non si sentono, la stampante dove la mettiamo, le penne dove sono, chi prende l’acqua, ma perché i microfoni non si sentono, dov’è Anna che c’è un giornalista che la cerca, ci parli tu con lei, sì puoi prendere una copia del Manifesto, quando cominciamo, direi di aspettare ancora dieci minuti, c’è ancora tanta gente che deve arrivare, c’è il presidio dell’USB e il traffico tra Termini e Porta Pia è bloccato, sono arrivati i giornalisti di Radio Radicale, ci pensi tu al tecnico, sono contenta che sei venuto, che dici la giacca la metto, piacere, sono Adele… e intanto la sala continuava a riempirsi di giornalisti, ricercatori, studenti, professionisti, consulenti, traduttrici, informatici, altri lavoratori autonomi, pensionati, sindacalisti. A un certo punto ho avuto la sensazione che noi di ACTA Roma ci fossimo moltiplicati, fossimo diventati il doppio, il triplo, eravamo ovunque, con le nostre magliette bene in vista, ognuno sapeva dove andare, cosa fare, senza che ci fossimo messi d’accordo prima. Ma dove sta scritto che i freelance sono individualisti e incapaci di lavorare insieme?

Ore 18:53, si comincia. Parto con la mia breve introduzione, la voce trema, mi impappino come nelle migliori occasioni, ho un testo davanti a me ma parlo a braccio, però la sala è quasi piena, ci saranno 120 persone, il pubblico segue e so che da quel momento in poi sarà tutto in discesa. Appena smetto di parlare, dal fondo della sala si alza Sergio, fa finta di interrompermi, “Scusate, prima di Sergio Bologna, vorrei dire una cosa. Sono un consulente, un consulente informatico”, dice, e inizia a raccontarsi. In quel momento penso, chissà che dirà il pubblico, chissà se capirà cosa vogliamo raccontare, chissà se riusciranno a identificarsi con noi. È solo quando Sergio finisce di parlare e parte il primo applauso che capisco che ce l’abbiamo fatta. E dopo Sergio, Francesca, Ornella, Angelo, Fabio, ognuno con le loro storie, le loro parole, strappano un applauso dopo l’altro. Ci schieriamo davanti al palco, non siamo più individui, singoli lavoratori e lavoratrici, siamo diventati un piccolo Quinto stato, mentre dietro di noi compare l’immagine del Quarto stato di Pellizza da Volpedo e dalla sala si leva un altro lungo applauso. È fatta, mi dico, e mentre prendo posto dietro al palco e Fabio inizia a intervistare Sergio Bologna penso che non c’è limite a quello che si può realizzare quando si lavora e si costruisce insieme.

Il resto della serata scorre come previsto. Sergio Bologna racconta come è nata l’idea del Manifesto, Anna Soru illustra i punti salienti del nostro programma di lavoro, e quando parte il dibattito ho già un elenco con sette persone iscritte a parlare. La stanchezza comincia a farsi sentire, anche tra il pubblico, alcuni cominciano ad andar via, molti però resistono fino alla fine, e quando ci salutiamo Francesca prende il microfono e lancia un invito a ritrovarci presto, a formarla davvero questa coalizione, magari cominciando a lavorare su singole proposte concrete. Noi di ACTA Roma lo faremo, abbiamo già in programma una riunione per la prossima settimana, per cominciare a ragionare sui prossimi passi. Perché l'evento di ieri per noi è stato solo l’inizio, il bello deve ancora arrivare… insomma, il vero lavoro comincia adesso. Ma la cosa più gratificante, per me, è che dall’organizzazione di questa presentazione è nato un gruppo affiatato e coeso, che ha saputo lavorare insieme divertendosi, che ha saputo mettersi in gioco e osare, ed è stato ampiamente premiato per i suoi sforzi. Adesso non resta che mettere a frutto quello che abbiamo imparato da questa esperienza e andare avanti. Poi il resto viene sempre da sé.

PS. Un paio di comunicazioni di servizio. Radio Radicale ha registrato la serata di ieri al Macro, per chi non c’era o la vuole riascoltare. Presto saranno on-line anche le foto dell’evento. Restate sintonizzati!

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • Add to favorites
  • Email

11 COMMENTI »