Acta l'associazione dei freelance

Le cinque giornate del sociale a Milano

| 23 maggio 2011 | LETTO: 1.271 VOLTE | NESSUN COMMENTO | Autore: | SHORT URL |

Un altro appuntamento a Milano per parlare del lavoro che cambia e delle nuove rappresentanze di lavoratori. Relatori Sergio Bolgona di ACTA, Aldo Bonomi e Andrea Cancellato. Il 31 maggio in Triennale, a partire dalle 15.30. Questo è il programma (che puoi scaricare anche qui in .PDF):

Le cinque giornate del sociale

15.30 Inizio lavori - Relazioni introduttive:

  • Aldo Bonomi, componente comitato scientifico della Triennale di Milano e direttore del Consorzio AASTER
    Crisi della Rappresentanza e Rappresentazione
  • Sergio Bologna, consigliere ACTA e autore con Dario Banfi di “Vita da freelance. I lavoratori della conoscenza e il loro futuro”
    Da Gentiluomini a Mercenari
  • Andrea Cancellato, direttore della Triennale di Milano
    La Triennale come autonomia funzionale della creativita’

18.00 Aperitivo
18.30-19.15 Proiezione di Oltre il ponte – Storie di lavoro. Regia: Sabina Bologna. Durata: ’39

 

Racconto e rappresentazione delle trasformazioni sociali della metropoli milanese

Cinque Giornate del SocialeMilano anche dentro la crisi rimane una grande stazione della creatività rispetto al mondo: è il primo mercato del lavoro e delle opportunità professionali e questo suo primato continua a fondarsi sul legame genetico tra chi produce “merci” e chi elabora le rappresentazioni perché le merci prodotte possano viaggiare e competere nei mercati del mondo. E’ sulla tenuta di questo legame che si giocano le chance di Milano nella competizione con le altre grandi metropoli terziarie. Perché se Milano continua ad attrarre designer e professionisti dall’Italia e da tutto il mondo, è anche vero che qui si arriva, si accumulano esperienze, relazioni e reputazione che però sempre più si tende a vendere e capitalizzare altrove. Il punto da cui partire è che nel corso dell’ultimo decennio la natura del lavoro professionale e del fare impresa e più in generale la composizione sociale della città hanno conosciuto grandi mutamenti. Mutamenti non solo economici ma antropologici, esito di una grande trasformazione che ci consegna un lavoro professionale sempre più polimorfo, destrutturato sotto il profilo delle condizioni di mercato e dell’identità collettiva e tendenzialmente irriducibile alle forme ricevute di rappresentanza e rappresentazione degli interessi.

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