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The day after – Il giorno dopo

11 maggio 2011, Roma trema. Il sommovimento sociale è arrivatoIl terremoto di Roma, a quanto pare, l’11 maggio non c’è stato. (Un po’ di cautela è d’obbligo, in questo caso, perché Raffaele Bendandi spesso sbagliava le sue previsioni di un giorno o due.) Quello che abbiamo visto ieri sera al MACRO, però, è stato un discreto sommovimento sociale, l’inizio di una scossa che potrebbe dar vita a una coalizione di lavoratori autonomi in grado di farci emergere finalmente dall’invisibilità.

Per raccontare le emozioni che hanno accompagnato la giornata di ieri ci vorrebbe la penna di un grande scrittore. Io non ce l’ho, ma proverò ugualmente a raccontarvele come le ho viste e le ho vissute io. Siamo arrivati al MACRO alla spicciolata, a partire dalle 16, per cominciare ad allestire la sala, a testare gli impianti audio, a organizzare l’accoglienza, a provare le testimonianze che avevamo preparato per la parte iniziale della serata. Sapevamo di non avere il tempo e le risorse per organizzare una rappresentazione teatrale come quella della Triennale di Milano, ma volevamo ugualmente arricchire la serata con i nostri racconti di moderni cantastorie, perché se c’è una cosa che abbiamo capito è che sono le storie quelle in grado di fare breccia, di descrivere meglio di mille altre parole chi siamo e cosa vogliamo.

Avevamo provato e riprovato, nelle settimane precedenti, i nostri racconti, ma una cosa è farlo tra amici, nella tranquillità delle nostre case, e altro è farlo tra il pubblico, con i microfoni accesi, con decine di sguardi puntati addosso. Per cui, come è facile immaginare, la tensione era davvero palpabile. Abbiamo cambiato alcune cose in corsa – nuove slide, nuove immagini, nuove parole – e dopo due, tre tentativi ci siamo detti che la cosa poteva funzionare. Ammetto che ero preoccupata per questi cambiamenti dell’ultimo minuto, temevo qualche incidente di percorso, ma evidentemente non avevo fatto i conti con quella inesplicabile sintonia che rende possibili anche le imprese apparentemente irrealizzabili.

Erano da poco passate le 17 quando sono arrivati i primi ospiti. Da quel momento in poi, è stato un turbinio di sorrisi, strette di mano, prego accomodati, di qua per la registrazione, sì i bagni sono di là, serve una sedia, ecco il mio biglietto da visita, i microfoni non si sentono, la stampante dove la mettiamo, le penne dove sono, chi prende l’acqua, ma perché i microfoni non si sentono, dov’è Anna che c’è un giornalista che la cerca, ci parli tu con lei, sì puoi prendere una copia del Manifesto, quando cominciamo, direi di aspettare ancora dieci minuti, c’è ancora tanta gente che deve arrivare, c’è il presidio dell’USB e il traffico tra Termini e Porta Pia è bloccato, sono arrivati i giornalisti di Radio Radicale, ci pensi tu al tecnico, sono contenta che sei venuto, che dici la giacca la metto, piacere, sono Adele… e intanto la sala continuava a riempirsi di giornalisti, ricercatori, studenti, professionisti, consulenti, traduttrici, informatici, altri lavoratori autonomi, pensionati, sindacalisti. A un certo punto ho avuto la sensazione che noi di ACTA Roma ci fossimo moltiplicati, fossimo diventati il doppio, il triplo, eravamo ovunque, con le nostre magliette bene in vista, ognuno sapeva dove andare, cosa fare, senza che ci fossimo messi d’accordo prima. Ma dove sta scritto che i freelance sono individualisti e incapaci di lavorare insieme?

Ore 18:53, si comincia. Parto con la mia breve introduzione, la voce trema, mi impappino come nelle migliori occasioni, ho un testo davanti a me ma parlo a braccio, però la sala è quasi piena, ci saranno 120 persone, il pubblico segue e so che da quel momento in poi sarà tutto in discesa. Appena smetto di parlare, dal fondo della sala si alza Sergio, fa finta di interrompermi, “Scusate, prima di Sergio Bologna, vorrei dire una cosa. Sono un consulente, un consulente informatico”, dice, e inizia a raccontarsi. In quel momento penso, chissà che dirà il pubblico, chissà se capirà cosa vogliamo raccontare, chissà se riusciranno a identificarsi con noi. È solo quando Sergio finisce di parlare e parte il primo applauso che capisco che ce l’abbiamo fatta. E dopo Sergio, Francesca, Ornella, Angelo, Fabio, ognuno con le loro storie, le loro parole, strappano un applauso dopo l’altro. Ci schieriamo davanti al palco, non siamo più individui, singoli lavoratori e lavoratrici, siamo diventati un piccolo Quinto stato, mentre dietro di noi compare l’immagine del Quarto stato di Pellizza da Volpedo e dalla sala si leva un altro lungo applauso. È fatta, mi dico, e mentre prendo posto dietro al palco e Fabio inizia a intervistare Sergio Bologna penso che non c’è limite a quello che si può realizzare quando si lavora e si costruisce insieme.

Il resto della serata scorre come previsto. Sergio Bologna racconta come è nata l’idea del Manifesto, Anna Soru illustra i punti salienti del nostro programma di lavoro, e quando parte il dibattito ho già un elenco con sette persone iscritte a parlare. La stanchezza comincia a farsi sentire, anche tra il pubblico, alcuni cominciano ad andar via, molti però resistono fino alla fine, e quando ci salutiamo Francesca prende il microfono e lancia un invito a ritrovarci presto, a formarla davvero questa coalizione, magari cominciando a lavorare su singole proposte concrete. Noi di ACTA Roma lo faremo, abbiamo già in programma una riunione per la prossima settimana, per cominciare a ragionare sui prossimi passi. Perché l’evento di ieri per noi è stato solo l’inizio, il bello deve ancora arrivare… insomma, il vero lavoro comincia adesso. Ma la cosa più gratificante, per me, è che dall’organizzazione di questa presentazione è nato un gruppo affiatato e coeso, che ha saputo lavorare insieme divertendosi, che ha saputo mettersi in gioco e osare, ed è stato ampiamente premiato per i suoi sforzi. Adesso non resta che mettere a frutto quello che abbiamo imparato da questa esperienza e andare avanti. Poi il resto viene sempre da sé.

PS. Un paio di comunicazioni di servizio. Radio Radicale ha registrato la serata di ieri al Macro, per chi non c’era o la vuole riascoltare. Presto saranno on-line anche le foto dell’evento. Restate sintonizzati!

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11 Commenti

  1. Cristina Zanni

    Brava Adele e bravi tutti, ci voleva proprio non si poteva continuare solo con Milano a fare i milanesi, milanocentrici (anche se non per volontà, ma per difficoltà). Sfruttate (e sfruttiamo tutti) questa emozione per non perdere coesione e spirito di iniziativa.
    Buon lavoro e a presto, a….Bologna o Firenze o Padova o?
    Cristina

    12 Mag 2011
  2. Adele Oliveri

    Grazie Cristina! Ce l’abbiamo davvero messa tutta, e siamo molto felici di com’è andata. Speriamo che sia davvero solo l’inizio. Da parte nostra c’è tanta voglia di andare avanti e continuare a lavorare.

    12 Mag 2011
  3. Sergio Ruffini

    Le parole che leggete trasmettono l’evento della scossa del quinto stato a Roma e soprattutto le emozioni sentite e scambiate nella giornata di ieri.
    Le parole che leggete scritte da Adele danno il senso di come lei ha tenuto e tiene insieme questo gruppo di individui che si sono riconosciuti piaciuti e che si sono messi a lavorare insieme su una scommessa di evento come questa.
    Individui, persone che nelle loro diversità si sono riconosciuti e con le loro diversità si offrivano naturalmente nel scegliersi la parte di lavoro di questi quasi due mesi per arrivare all’11.maggio.
    Ognuno di noi immediatamente pensava e diceva… no questo la faccio io, questo te lo mando domani… ecco quello che ho preparato.
    Coalizione.
    Un insieme di diversità e capacità che si sommano per sommuovere l’esistente che non piace.
    Funziona.
    A Roma ha funzionato con il sorriso e continua a funzionare. Continuiamo.
    Idee spuntano in ogni momento, davanti ad ogni bicchiere bevuto, davanti ad ogni pizza trangugiata lavorando e parlando fra noi.
    Ieri: cantastorie… Si! Può funzionare! Già ieri abbiamo raccontato le nostre storie. Facciamolo ancora … come i cantastorie. Continuiamo a creare il riconoscimento… davanti ai posti di lavoro e anche… supporto! Si! Creiamo supporto, mettiamo insieme dei brevi incontri.. ai giovani a mostrare come si diventa imprenditori di sé, come si crea relazione, cosa vuol dire gestirsi il fisco.
    Lavoriamo nella conoscenza, dobbiamo ricreare la cultura che ci viene tolta ogni giorno. Ci lavoriamo… sappiamo farlo, possiamo farlo.
    Due obiettivi: riconoscersi e ricreare la cultura della conoscenza, l’opposizione alla “morte” (come la raccontava Fabio ieri nel suo racconto)
    Ieri era così… ancora. L’adrenalina non si smaltiva e le idee continuavano a spuntare. Poi… la notte ha rallentato tutto.
    Oggi la voce è bassa e rimane bassa…
    come se avessimo parlato per tutta la giornata di ieri.
    Noi andiamo avanti.
    Non c’è limite (mai) al desiderio.
    “Poi il resto viene sempre da sé…” il testo di Faber continua con “i tuoi aiuto saranno ancora salvati…”
    Non c’è limite al desiderio. Si.
    Grazie a tutti.
    A breve le foto continueranno a trasmettere le emozioni che già leggete nelle parole di Adele.

    Sergio
    Consulente, Consulente Informatico

    12 Mag 2011
  4. paolosub

    Grazie di aver organizzato l’evento a Roma.
    Una rappresenza così ci mancava!
    Buon lavoro ad ACTA Roma
    paolo s.
    giornalista

    12 Mag 2011
  5. Luisa

    Grazie Adele, grazie Sergio,
    grazie a voi tutti che avete reso possibile questo evento,
    avrei proprio voluto esserci.
    Ci rivediamo presto per continuare con la nostra coalizione e sui nostri obiettivi.
    Luisa (ACTA Milano)

    12 Mag 2011
  6. susanna botta

    Ho partecipato per la prima volta ad un’iniziativa ACTA e devo fare i complimenti a tutti, a cominciare da quel ragazzo (?!) bravissimo che faceva i conti sulla pensione e che si è dimostrato molto più competente di tutti i funzionari INPS e dei commercialisti con cui ho parlato sinora. Ma poi bravi a tutti. Il tempo però è stato davvero tiranno, ma ritengo fosse solo una presentazione per rompere il ghiaccio.
    La cosa più più bella che ho portato via dalla riunione è stata la sensazione di non essere soli (sono un’interprete simultaneista, una categoria che conta pochi affiliati …) a combattere una battaglia che nella più semplice delle ipotesi è solo di giustizia e di equità nei confronti dello stato e nell’ipotesi più ambiziosa potrebbe davvero rappresentare la nuova frontiera della lotta politica.
    grazie a tutti
    susanna

    13 Mag 2011
  7. Paola Gatto

    Ho ascoltato le storie dei cantastorie di Acta… mi sono piaciute, ma offrono spunti per molte riflessioni e quindi mi sono ripromessa di riascoltare tutta la registrazione.
    Bravi a tutti.
    E pensare che per ieri avevano davvero previsto il terremoto a Roma…

    13 Mag 2011
  8. Sergio Ruffini

    Susanna… belle parole…
    ma soprattutto concordo con l’ambizione che proponi…

    13 Mag 2011
  9. Adele Oliveri

    Paola, grazie. La rappresentazione di Milano ci è stata di ispirazione 🙂

    E grazie anche a te, Susanna. Hai proprio ragione, e noi abiziosi vogliamo essere. Se ti va di partecipare ai prossimi incontri, ti iscrivo al volo alla mailing list di ACTA Roma. Fammi sapere!

    13 Mag 2011
  10. Nicola

    Ciao,

    ho partecipato all’incontro dell’11 e l’ho trovato molto bello e serio, come anche questo report.
    Complimenti a voi tutti.
    Anch’io vorrei essere inserito nella mailing list, se possibile, per partecipare ad altre iniziative.
    Io per ora sono una di quelle “finte” partite Iva che svolge però un lavoro effettivo da dipendente in una società di consulenza nel Marketing della Moda, ma almeno sto cercando di “trattenermi” tutte le competenze possibili per poi fra un po’ diventare un vero LAVORATORE AUTONOMO di seconda generazione! ehehe.
    Vi chiederei anche, se possibile, il riferimento di quella società, di cui si è parlato all’inizio dell’incontro di mercoledì, che offre spazi di co-working etc. Purtroppo non sono riuscito ad appuntarlo.

    Ciao, grazie ancora e tanti tanti complimenti e a presto!

    nicola

    15 Mag 2011
  11. Adele Oliveri

    Ciao Nicola,

    grazie per i complimenti, non sai che piacere ci fa 🙂 Abbiamo lavorato sodo e siamo davvero soddisfatti del risultato… soprattutto se questo ci porta a conoscere nuovi ACTivisti come te!

    Per essere iscritto alla mailing list, per favore mandami un messaggio all’indirizzo melippa [at] gmail [punto] com e lo faccio immediatamente.

    Per quanto riguarda la società di cui parlavi, si chiama Pick Center e offre spazi per ufficio a Roma centro e all’EUR: http://www.pickcenter.it/. Cono noi sono stati disponibilissimi, e non finiremo mai di ringraziarli per l’aiuto che ci hanno dato.

    Allora spero di ricevere presto tue notizie!

    Adele

    16 Mag 2011

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