Acta l'associazione dei freelance

Lo stato del Quinto Stato in video pillole

| 14 gennaio 2011 | LETTO: 1.460 VOLTE | UN COMMENTO | Autore: | SHORT URL |

In attesa della registrazione ufficiale (e di qualità), qualche spezzone preso in bassa risoluzione, poca luce e con un apparecchio non professionale. Portate pazienza, per ora c'è questo. Per darvi un'idea. Per  i due spezzoni della parte centrale "Sei un lavoratore autonomo e devi solo morire" riportiamo anche il testo (di G. Mason).

L'incipit

Confusione, telefonate, corse mentre entra il pubblico. Un espediente scenografico per portare a contatto delle persone la vita e la condizione del lavoratore freelance. Pian piano, in pause ben studiate, i personaggi si presentano e prendono vita.


Sei un lavoratore autonomo e devi solo morire

La parte centrale si può dire che sia il cuore dello spettacolo. Il testo è di Giacomo Mason e la recitazione corale.


Voce fuori campo: Sei un lavoratore autonomo, e devi solo morire.
Rodolfo: Sei un lavoratore autonomo, ma non sei: avvocato, architetto, notaio o medico.
Luisa: E neanche idraulico, elettricista o falegname.
Sam: Magari sei web designer, archeologo, traduttore, grafico, pubblicitario, copywriter, pubblicista, videomaker, formatore, sviluppatore php, disegnatore, architetto dell’informazione, consulente aziendale, fotografo?
Carlo: Appartieni a uno strano contenitore che i tuoi genitori e neanche l’INPS o il TG3 hanno ancora imparato a riconoscere. Lavori col Computer.
Paola: Sei un lavoratore autonomo e lavori da casa. Ma questa condizione non assomiglia all’idea che ti eri fatto quando stavi in ufficio, non corrisponde al quadretto…
Antonella: pigiama-computer-frigorifero.
Elsa: Ti svegli alle 7.00 e alle 20.00 alzi la testa e dici “toh”.
Romano: Ti chiedono il venerdì sera le cose per lunedì mattina sapendo che le avranno.
Elsa: La tua casa assomiglia a un ufficio, mangi davanti al pc. La domenica puoi fare le slide in santa pace.
Luisa: Sei un lavoratore autonomo perché c’hai la partita IVA.
Carlo: Quando eri privo di partita Iva, nella tua condizione di allegro dipendente o di cupo disoccupato, la Partita Iva ti sembrava un segno distintivo di professionalità, uno stigma del mondo dei lavoratori seri.
Luca: Dopo un po’ ti accorgi che partita Iva significa solo meno rogne per chi ti dà lavoro e tanti soldi che devi versare ogni trimestre.
Antonella: Anche se non ti hanno pagato.
Carlo: Ogni tanto puoi dire dei no, toglierti qualche soddisfazione, ma la maggior parte delle volte dirai di sì.


Sam: Ti sei fatto la pensione integrativa, hai l’assicurazione sulla vita, se stai fermo 6 mesi non si ricordano di te neanche i tuoi familiari.
Enza: Non solo la banca, ma anche la Findomestic ti rifiuterà un finanziamento per il PC, per concederlo invece a tuo padre pensionato a 600 euro al mese.
Tutti: Hai l’ansia.
Paola: Sei un lavoratore autonomo e non hai orari, assistenza, albi professionali, casse previdenziali, reti.
Antonella: Sei lasciato a te stesso.
Romano: Fai parte dell’ingranaggio ma non appartieni a una Classe, lavori duro ma non fai parte di un Popolo;
Enza: nessuno scenderà in piazza per te, e tu non saprai mai con chi scendere in piazza.
Elsa: Fai parte della famosa “Moltitudine”, ma questo non ti tranquillizza, perché con i concetti filosofici non sempre si arriva a fine mese.
Carlo: Sei un lavoratore autonomo e devi essere sempre costantemente bravo e aggiornato se no nessuno ti richiamerà.
Samanta: Ma anche così ogni tanto qualcuno ti chiama …
Antonella: e ti dice che hanno tagliato il budget…
Rodolfo: se ne riparla l’anno prossimo.
Luca: E tu inventi, perché inventare è il tuo mestiere.
Paola: Ti aggiorni, a tue spese, perché è l’unica cosa che puoi fare.
Elsa: Sei un lavoratore autonomo ma non sei un parasubordinato, un cococo, un cocopro, un coccodè.
Rodolfo: Macché, tu fai un lavoro cognitivo in autonomia, cosa che non ti renderà simpatico a nessuno.
Romano: In realtà non lo sai che cosa sei…
Carlo: fino a che non gli devi dare [leggerlo come fosse un elenco di molte voci] il 27% di INPS e il 33% di IRPEF e allora ti accorgi che c’è qualcuno che conta davvero tanto su di te.
Paola: Sei un lavoratore autonomo e non aspettarti la solidarietà di nessuno.
Sam: Non si dà solidarietà ai fantasmi, agli invisibili.
Antonella: Non sei un disoccupato quindi niente Santoro per te, non sei un precario, quindi niente Camusso-Bonanni-Angeletti per te.
Elsa: Sei un lavoratore autonomo, e devi solo…
Tutti: morire!
Elsa: Oppure no.
Enza: ACTA sa bene chi sei e sta provando a cambiare le cose.

Il finale

Si ricompone il Quinto Stato, come nel quadro di Pellizza da Volpedo.


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