Acta l'associazione dei freelance

A cosa serve la VIES?

| 30 gennaio 2011 | LETTO: 3.120 VOLTE | UN COMMENTO | Autore: | SHORT URL |

Con il decreto legge 78/2010 il Governo ha è istituito l'obbligo, per chi ha aperto la partita IVA prima del 31 maggio 2010 e non abbia presentato gli elenchi riepilogativi delle cessioni di beni, delle prestazioni di servizi e degli acquisti intracomunitari di beni e servizi negli anni 2009 e 2010, oppure non abbia adempiuto agli obblighi dichiarativi Iva per il 2009, di chiedere all'Agenzia delle Entrate entro il 29/01/2011 l'autorizzazione ad operare nel mercato intraeuropeo, cioè per acquistare / vendere beni e servizi in altri paesi dell'Unione Europea. La richiesta è soggetta a silenzio / assenso, cioè in mancanza di risposta entro 30 giorni ci si deve ritenere autorizzati.
A parte che la maggior parte di coloro che non hanno presentato i documenti citati non lo hanno fatto perché questi non erano dovuti a causa del proprio regime fiscale e non per mancato rispetto delle leggi, non riesco a superare lo stupore suscitato da un'imposizione di questo genere nell'anno 2011, quando l'internazionalizzazione è ormai un fatto scontato in moltissimi settori... e non mi spiego perché si debba chiedere un'autorizzazione che potrebbe, chiaramente, non essere concessa. Sulla base di quali valutazioni verrà concessa o meno? Con quali conseguenze? Rimaniamo a vedere, incrociando le dita, e augurandoci che la legislazione non vada in direzione di ulteriori adempimenti burocratici inutili.

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