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Un’altra incauta dichiarazione di Mastrapasqua

| 22 dicembre 2010 | LETTO: 3.364 VOLTE | 15 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

Come riportano numerose fonti giornalistiche (AGI, Milano Finanza etc.), intervenendo a Sky Tg24 Economia, il presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua è tornato sulla questione della Gestione Separata, dichiarando:

Gli iscritti alla Gestione Separata sono circa 3 milioni, è una platea molto eterogenea dove c'é un po' di tutto, dai Co.Co.Pro. agli autonomi. E' giusto dare le notizie, ma non fare allarmismo, per questo sottolineo che nelle banche dati INPS non c'é nessuna persona che risieda nella Gestione Separata per più di 5 anni e mezzo.

Più del 90% delle persone esce dalla Gestione Separata e va in altre gestioni, quindi fare simulazioni su 40 anni di Gestione Separata non è verosimile, non è realistico.

Mastrapasqua ha inoltre criticato la "carenza di informazione" intorno alla previdenza complementare e ha aggiunto:

[...] ora che il cantiere della previdenza è completato, e queste saranno le regole del gioco nei prossimi anni, c'é il dovere da parte di tutti gli attori, pubblici e privati, di fare una corretta informazione, non soltanto per vendere qualcosa, ma per far capire ai cittadini di cosa stiamo parlando.

Per prima cosa posso certamente smentire l'affermazione "non c'é nessuna persona che risieda nella Gestione separata per più di 5 anni e mezzo". Contribuisco alla Gestione Separata ininterrottamente dal 1996, ovvero da quando è stata creata. E non sono un'eccezione, tutt'altro. Da dove viene dunque la dichiarazione del presidente dell'INPS?

C'è poi una seconda questione. Un recentissimo dossier INPS sulla Gestione Separata (.PDF in download), a pagina 14 parla di permanenza media di 3-4 anni, dovuto a un turnover dei contribuenti che negli anni più recenti è del 25-30% l’anno.

Come per il pollo di Trilussa occorre andare oltre questo dato medio, a cui si è probabilmente ispirato Mastrapasqua.
Le cause dell'elevato turnover sono ben spiegate nello stesso dossier INPS, che cita i numerosi interventi legislativi che hanno progressivamente ampliato la schiera delle tipologie di lavoratori costretti a versare i contributi alla Gestione Separata. Scopriamo così che effettivamente c'è un po' di tutto perchè sono state assimilate ai collaboratori le tipologie più disparate: gli specializzandi in medicina, i praticanti che si preparano agli esami di Stato, i beneficiari di borse di studio integrative e i percettori di assegni per attività di tutorato o didattico integrative, i volontari del servizio civile, i percettori di voucher per lavoro accessorio domestico agricolo e stagionale ecc. Tutte posizioni temporanee, che si mischiano con le posizioni di ben più lunga durata dei collaboratori a progetto e dei professionisti.

E allora facciamo una corretta informazione, come suggerisce Mastrapasqua.

Da una parte ci sono lavoratori che versano contributi per alcuni anni o soltanto pochi mesi alla Gestione Separata e poi transitano verso altre gestioni, perdendo quanto versato visto che soltanto se raggiungono i 3 anni i versamenti potranno essere "totalizzati" e  trasformati in pensione. E a questo proposito nel sistema contributivo sarebbe utile e doveroso che ogni euro versato possa concorrere a costituire il montante pensionistico (possibile che a distanza di oltre 15 anni dalla riforma pensionistica permangano queste vere e proprie trappole mangia-soldi?).

Dall’altra parte ci sono lavoratori stabilmente ancorati (prigionieri?) alla Gestione Separata che  avrebbero diritto a un trattamento previdenziale equo e a un'informazione completa con l'invio della busta arancione, perchè fare delle simulazioni sulle pensioni che potranno ricevere non soltanto è realistico, ma doveroso.

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