Articoli pubblicati nel mese di dicembre 2010
Libri Articoli Approfondimenti, Manifesto dei lavoratori autonomi »
Il numero di gennaio del Giornale delle Partite Iva dedica la sua copertina al nostro Manifesto dei lavoratori autonomi! Ricorda, inoltre, l’importante appuntamento del 12 gennaio, quando lo presenteremo pubblicamente in una rappresentazione teatrale alla Triennale di Milano.
L’editoriale del direttore Francesco Bogliari sottolinea l’importante novità dell’iniziativa di ACTA e la valenza politica del Manifesto “che vuole rappresentare le istanze di un’Italia nuova, moderna, fuori dai consueti schemi sociali, che al pari dello schematisco destra/sinistra oggi non rappresentano più la realtà“.
Una realtà troppo più dinamica e mobile rispetto ai confini esistenti, disegnati decenni fa, e oggi vecchi, irrimediabilmente vecchi.
All’interno Andrea Telara dedica un lungo servizio (11 pagine!) ai temi salienti del Manifesto con un’intervista a Sergio Bologna e una a Pietro Ichino, che si può leggere anche sul suo sito.
Leggi l’editoriale di Francesco Bogliari e l’inizio dell’articolo di Andrea Telara: Continua a leggere »
Autore: ACTA
Previdenza »
Come riportano numerose fonti giornalistiche (AGI, Milano Finanza etc.), intervenendo a Sky Tg24 Economia, il presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua è tornato sulla questione della Gestione Separata, dichiarando:
Gli iscritti alla Gestione Separata sono circa 3 milioni, è una platea molto eterogenea dove c’é un po’ di tutto, dai Co.Co.Pro. agli autonomi. E’ giusto dare le notizie, ma non fare allarmismo, per questo sottolineo che nelle banche dati INPS non c’é nessuna persona che risieda nella Gestione Separata per più di 5 anni e mezzo.
Più del 90% delle persone esce dalla Gestione Separata e va in altre gestioni, quindi fare simulazioni su 40 anni di Gestione Separata non è verosimile, non è realistico.
Mastrapasqua ha inoltre criticato la “carenza di informazione” intorno alla previdenza complementare e ha aggiunto:
[...] ora che il cantiere della previdenza è completato, e queste saranno le regole del gioco nei prossimi anni, c’é il dovere da parte di tutti gli attori, pubblici e privati, di fare una corretta informazione, non soltanto per vendere qualcosa, ma per far capire ai cittadini di cosa stiamo parlando.
Per prima cosa posso certamente smentire l’affermazione “non c’é nessuna persona che risieda nella Gestione separata per più di 5 anni e mezzo”. Contribuisco alla Gestione Separata ininterrottamente dal 1996, ovvero da quando è stata creata. E non sono un’eccezione, tutt’altro. Da dove viene dunque la dichiarazione del presidente dell’INPS?
Autore: Anna Soru
Rappresentanza »
Il mercato del lavoro italiano si attesta a 22.882.000 occupati. Il 74,5% è costituito da occupati dipendenti e il restante 25,5% da indipendenti (dati ISTAT primo semestre 2010). Il problema di quei 5,8 milioni di “indipendenti” è che appartengono a una galassia che mette insieme Marchionne e il Co.Co.Co., l’agricoltore e lo stilista, l’artigiano e il notaio, il bottegaio e il Web designer, il muratore e il presidente di banca, l’idraulico e l’estetista, il fotografo e l’imbianchino, l’amministratore di multinazionale e il consulente della P.A. Una galassia troppo eterogenea perché possa riconoscersi in un interesse comune. Fin qui nulla di nuovo.
Dal dopoguerra in poi, forti di una gloriosa tradizione medioevale, i corpi intermedi si sono articolati in associazioni di categoria e in ordini professionali. Fino al 1989 hanno rispecchiato al loro interno i rapporti di forza determinati dalla guerra fredda, prevedendo una componente (maggioritaria) liberal-cattolica e una componente social-comunista. Queste associazioni, per oltre 4 decenni hanno cercato di rappresentare presso i governi gli interessi economici dei loro rappresentati. Oltre alla dimensione politica hanno sviluppato col tempo anche la capacità di erogare servizi ai propri associati, mentre la dimensione mutualistica veniva gradualmente trasferita alle istituzioni pubbliche del welfare state.
La vera e forse unica protagonista della rappresentanza politica dell’imprenditoria è sempre stata la Confindustria, in dialettica con le allora potenti rappresentanze dei lavoratori dipendenti, ma oggi, a oltre 20 anni dal crollo del muro di Berlino e a distanza di 2 anni dallo scoppio della grande crisi, nel sistema di rappresentanza del lavoro è cambiato qualcosa?
Autore: Romano Calvo
Libri Articoli Approfondimenti, Politiche del lavoro »
Segnaliamo un articolo di qualche giorno fa, pubblicato su La Repubblica, a firma Benedetta Tobagi dal titolo “Avere vent’anni oggi” (.PDF in download) che riflette sulle difficoltà dei giovani, le cui storie si inseriscono in un mondo postfordista le cui dinamiche sono state ignorate dalla politica. La Tobagi cita per contro gli studi di Sergio Bologna sul nuovo lavoro autonomo, le sue analisi sull’impoverimento dei ceti medi, le sue proposte sulla necessità di nuove politiche per il welfare e la formazione.
Leggi l’articolo. Continua a leggere »
Autore: ACTA
Malattia, Maternità, Pensione »
L’articolo di Enrico Marro sul Corriere della Sera del 13 dicembre dal titolo “I conti segreti dell’INPS. Così caleranno le pensioni” ci svela l’esistenza di importanti dossier INPS sinora tenuti segreti.
Le stime sul tasso di copertura della pensione degli iscritti alla Gestione Separata sono le più sconfortanti, parlano di un rapporto pensione/reddito che non raggiunge il 15%. Come sottolinea Marro, si tratta di proiezioni che considerano anche coloro che svolgono un’attività di collaborazione o di Partita IVA aggiuntiva rispetto ad altre forme di reddito o che sono collaboratori solo per pochi anni e pertanto sottostimano la copertura media di chi avrà solo la pensione della Gestione Separata. Tuttavia sono stime non sono molto distanti dalla realtà che si prospetta per molti professionisti vicini all’età del ritiro dal lavoro, che, a differenza dei coetanei dipendenti, artigiani, commercianti, professionisti con ordini, non hanno potuto contare su “misure transitorie” che consentissero un adeguamento non traumatico all’avvio del sistema contributivo.
Niente di realmente nuovo o inatteso, ma è importante che documenti ufficiali ribadiscano che il sistema pensionistico non è socialmente sostenibile.
La lettura del documento sulla Gestione Separata (.PDF in download) permette altre considerazioni, forse meno scontate.
Autore: Anna Soru
Manifesto dei lavoratori autonomi, Rappresentanza »
Nell’ultimo numero della rivista una città (n° 179 di novembre), Sergio Bologna e Anna Soru, intervistati da Barbara Bertoncin, spiegano le ragioni che hanno portato a scrivere il “Manifesto dei lavoratori autonomi”.
Barbara. Avete stilato il “Manifesto dei lavoratori autonomi di seconda generazione”. Chi sono questi lavoratori? L’espressione “lavoratori della conoscenza” è ormai abbastanza usata, ma resta un po’ oscura. Chi sono?
Sergio. Elencare tutte le figure professionali che sono apparse sul mercato sarebbe troppo lungo; vediamo piuttosto i settori: la formazione, l’informatica, la consulenza di organizzazione, la grafica, l’editoria, il giornalismo, gli eventi (fiere, manifestazioni, congressi, mostre, concerti), il turismo, la cinematografia, la finanza, il brokeraggio, l’immobiliare, la pubblicità, la comunicazione, il design, le ricerche di mercato e tanti altri. Si pensi soltanto alla varietà di figure presenti nell’informatica, dal programmatore al web designer, dallo specialista di reti aziendali allo specialista di e-commerce. Oppure alla consulenza, a quello che viene chiamato il lavoro di expertise, dove ci sono decine di specializzazioni diverse, dall’assistenza alle decisioni del management a quella per i gradi elevati della Pubblica Amministrazione, dalla logistica alla programmazione delle vendite, dalle ricerche per i progetti europei ai progetti di cooperazione internazionale. Quando queste attività vengono svolte da persone singole, da lavoratori indipendenti, per conto di aziende o Pubbliche Amministrazioni, o per conto di Agenzie che lavorano per imprese private o P.A. come intermediarie, noi diciamo che si costituisce un universo del lavoro autonomo di seconda generazione. Continua a leggere »
Autore: ACTA
Libri Articoli Approfondimenti, Manifesto dei lavoratori autonomi, Politiche del lavoro »
Testo dell’intervento al convegno internazionale “LAVORO IN FRANTUMI. Vita, lavoro e conflitto sociale nell’orizzonte del capitalismo biopolitico”, organizzato da CIDOSPEL (Dipartimento di Sociologia dell’Università di Bologna) a Bologna il 25 novembre 2010.
Molti luoghi comuni e modi di pensare ostacolano oggi la ricostruzione di un sistema di pensiero del lavoro postfordista. Le mie osservazioni riguardano in particolare l’Italia. Cosa intendiamo per sistema di pensiero? Non una filosofia o una Weltanschauung generale, ma semplicemente un “punto di vista”, un angolo visuale.
Il primo luogo comune che, a mio avviso, produce un effetto di paralisi e di deformazione della realtà può essere riassunto nella frase: “Lo Stato italiano ha una Costituzione, essa è il punto di riferimento anche dei diritti dei lavoratori. L’avvento di Berlusconi ha alterato l’equilibrio istituzionale, si tratta di ristabilire la legalità”.
In effetti la Costituzione non è mai stata formalmente abrogata o alterata nei suoi principi fondamentali, ma alcuni di quei principi, es. il lavoro come fondamento dell’ordine repubblicano, sono stati esautorati nei fatti nel periodo 1992/1993, quando è avvenuto un vero e proprio cambio di regime. E’ cambiata la costituzione materiale del Paese con le privatizzazioni e sono cambiati i sistemi di relazione industriale. E’ cambiata la borghesia capitalista, è cambiato il ruolo del sindacato, il lavoro non è più il centro dell’ordinamento repubblicano. Continua a leggere »
Autore: Sergio Bologna
Diritti, Formazione, Occupazione, Politiche del lavoro »
Molti di noi hanno problemi a pagare l’anticipo (basato sul reddito presunto, ma tanti hanno avuto un netto calo rispetto al 2009). In pratica, succede che se uno deve pagare, poniamo, un anticipo di 4.000 euro, avendo guadagnato meno, potrebbe in realtà pagarne 2.000.
Se comunque non paga, il costo per il ritardato pagamento è intorno al 30% (così mi dice il commercialista), quindi ben superiore a un normale interesse sul capitale. Si tratta di una sanzione. In altre parole il lavoratore è multato per aver guadagnato meno, invece di accedere a degli ammortizzatori (ma già pagare i soli interessi sarebbe una cosa più decente). Nei prossimi mesi vedremo cosa succederà con gli studi di settore. Continua a leggere »
Autore: Alfonso Miceli
Calendario, Eventi »
| dic ’10 |
| 16 |
| 18:00 |
Prima di Natale brindiamo insieme nella nostra sede! L’invito è libero, porta a tua scelta: 1) un amico o un’amica; 2) una bottiglia di spumante; 3) qualcosa di buono da mangiare. P.S. Le opzioni non sono alternative. Puoi portare anche amici e spumante insieme :-)
Che cosa dici, ci sei?
Autore: ACTA
Diritti, Fisco, Politiche del lavoro, Previdenza »
È passato da poco il 30 novembre, innominabile data-boia: coincide infatti con la scadenza del versamento del secondo acconto – perentorio, non rateizzabile – di tasse e contributi. E che contributi! Per i professionisti non ordinistici siamo giunti, si sa, al 26,72%. Un drenaggio insostenibile (dal punto di vista del prelievo subìto), ancorché insufficiente alla costruzione di un congruo montante contributivo (benché, forse, qualche alternativa di gestione ci sarebbe, se non altro privatistica). Per non parlare, al presente, della controparte di servizi sociali che ci vengono riconosciuti… No comment.
Sono osservazioni cui accenno rapidamente, rimandando ad altri post in questo stesso sito (per esempio gli articoli nella categoria Previdenza) per analisi più dettagliate e approfondite. Avviso chi si fosse affacciato da poco al mondo del lavoro autonomo che si tratta di materiale per stomaci forti e sistemi immunitari ben collaudati. Continua a leggere »
Autore: Antonella Gallino












