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In arrivo il nuovo statuto dei lavori? Diritti universali, ma soltanto per qualcuno!

| 15 novembre 2010 | LETTO: 2.332 VOLTE | UN COMMENTO | Autore: | SHORT URL |

Ministero del lavoro e delle politiche socialiIl ministro del lavoro Maurizio Sacconi ha inviato alle parti sociali la bozza di disegno delega per la riforma dello Statuto dei lavoratori. Insomma, se il Governo restiste, dovrebbe arrivare il tanto atteso Statuto dei lavori (dopo tanti rinvii il condizionale è d'obbligo).

Dal sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è scaricabile la bozza del disegno delega , la Relazione al disegno di legge e la lettera del Ministro alle parti sociali.

Nella bozza del disegno delega (due pagine con alcune indicazioni di massima) si legge:

(...) identificazione di un nucleo di diritti universali e indisponibili, di rilevanza costituzionale e coerenti con la Carta dei diritti fondamentali della Unione Europea, applicabili a tutti i rapporti di lavoro dipendente e alle collaborazioni a progetto rese in regime di sostanziale monocommittenza

Questo conferma quanto dichiarato dal ministro Sacconi in un'intervista a Il Giornale del 28 ottobre ("Il nuovo Statuto dei lavori", di Francesca Druidi)

Oggi i lavori sono "tanti" ed è doveroso proteggere, oltre che i lavoratori dipendenti, anche quelli indipendenti caratterizzati da debolezza socio-economica.

L'impostazione è sempre la stessa: distinguere entro i lavoratori autonomi quelli monocommittenti, da considerare economicamente dipendenti. Per questi e solo per questi prevedere un sistema di tutele da far pagare alle imprese. Come abbiamo scritto sul nostro Manifesto

(...) per farci entrare nel diritto del lavoro e di conseguenza nell'anticamera delle tutele, sempre di più i giuristi ritengono necessario aggiungere alla definizione di lavoratore autonomo la precisazione "economicamente dipendente" (...)

La fonte di ispirazione è  lo Statuto del lavoro autonomo spagnolo, di cui abbiamo evidenziato i limiti in un recente post, che ha influenzato anche le proposte italiane di Statuto del lavoro autonomo (la proposta della Regione Veneto e la Proposta di Treu).  A differenza dei due "Statuti" la bozza di delega Del Ministro Sacconi restringe l'area della "dipendenza economica " alle sole collaborazioni a progetto.

Possiamo immaginare che, semmai dovesse diventare legge, tale norma darà un impulso alle Partite IVA. Non è dato comunque sapere quale esito avrà l'iter di questo testo, viste le difficoltà in cui versa l'esecutivo. Una cosa, però, è certa i diritti universali e l'applicabilità di questi diritti esprimono una grande contraddizione. "Universale" significa "di tutti i lavoratori". La volontà di applicarli ai soli lavoratori dipendenti e ai Co.co.pro. rivela, al contrario, la natura ancora una volta discriminatoria nei nostri confronti delle politiche per il lavoro.

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