Articoli pubblicati in data 26 novembre 2010
Rappresentanza »
La rappresentanza del lavoro è legata alla sua rappresentazione. La realtà viene analizzata secondo distinzioni concettuali “date”, la cui evoluzione è scarsamente percepibile, come il movimento delle lancette di un orologio o come lo scorrere di un fiume sotterraneo, che sfocia all’improvviso in superficie.
Grandi cambiamenti sono all’orizzonte, ma per il momento la rappresentazione del sistema lavoro-cittadinanza-welfare continua a essere sconfortante per chi ha detto addio, senza nostalgie, al posto fisso.
C’è stato un momento in cui i servi della gleba “sradicati” dalla terra, sono diventati proletari. A loro volta i proletari – termine negativo per indicare chi può contare solo sulla pura forza produttiva e riproduttiva, braccia e figli – sono diventati l’avanguardia e l’èlite della modernità e del progresso.
Ora, l’attuale sistema di rappresentanza è basato su una rappresentazione del lavoro ormai “vecchia”, non perché datata, ma in quanto sempre più inadeguata a dare senso all’esperienza e ai vissuti di un numero crescente di lavoratori, sia autonomi che dipendenti.
Autore: Alfonso Miceli












