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Articoli pubblicati nel mese di novembre 2010

Libri Articoli Approfondimenti »

| 29 novembre 2010 | 2 COMMENTI | LETTO: 1.534 VOLTE | SHORT URL |

Sul numero 3 del Giornale delle Partite IVA si può trovare un approfondimento sull’evasione fiscale a cura di Andrea Telara.

Il giornale sarà in edicola martedì 30 novembre 2010.

Vi anticipiamo l’editoriale “Le Partite IVA non sono tutte uguali“ a cura del direttore Francesco Bogliari.

Editoriale – Il Giornale delle Partite IVA # 3


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Rappresentanza »

| 26 novembre 2010 | UN COMMENTO | LETTO: 1.318 VOLTE | SHORT URL |

La rappresentanza del lavoro è legata alla sua rappresentazione. La realtà viene analizzata secondo distinzioni concettuali “date”, la cui evoluzione è scarsamente percepibile, come il movimento delle lancette di un orologio o come lo scorrere di un fiume sotterraneo, che sfocia all’improvviso in superficie.

Grandi cambiamenti sono all’orizzonte, ma per il momento la rappresentazione del sistema lavoro-cittadinanza-welfare continua a essere sconfortante per chi ha detto addio, senza nostalgie, al posto fisso.

C’è stato un momento in cui i servi della gleba “sradicati” dalla terra, sono diventati proletari. A loro volta i proletari – termine negativo per indicare chi può contare solo sulla pura forza produttiva e riproduttiva, braccia e figli – sono diventati l’avanguardia e l’èlite della modernità e del progresso.

Ora, l’attuale sistema di rappresentanza è basato su una rappresentazione del lavoro ormai “vecchia”, non perché datata, ma in quanto sempre più inadeguata a dare senso all’esperienza e ai vissuti di un numero crescente di lavoratori, sia autonomi che dipendenti.

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Calendario, Eventi »

| 23 novembre 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.744 VOLTE | SHORT URL |
nov ’10
23
20:30

Il Giornale delle Partite IVA

Ritroviamo Marcello Saponaro che ha presentato un disegno di legge per i freelance in Regione Lombardia, il direttore del Giornale delle Partite Iva e una sindacalista della CGIL.

Per ACTA ci sarà il vice presidente Alfonso Miceli.

Per ulteriori informazioni vai al link dell’evento.


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Fisco, IRAP, Pensione, Previdenza »

| 22 novembre 2010 | 14 COMMENTI | LETTO: 6.345 VOLTE | SHORT URL |
Mentre si avvertono i rombi di tuono che preannunciano il possibile e ulteriore innalzamento della contribuzione INPS Gestione Separata, sono in molti quelli che si preoccupano di cercare vie di uscita dalla situazione, magari riconfigurando il proprio rapporto fiscale con lo Stato. Tra le diverse ipotesi ce n’è una di sicuro interesse e che vi propongo, principalmente per mettere a nudo le contraddizioni della legislazione italiana, che sembra proprio non avere la dovuta attenzione per figure professionali come le nostre.
 
Lo sapevate che facendo finta di avere un socio possiamo pagare meno tasse e contributi? Chi lavora in maniera trasparente e indipendente non credo abbia bisogno di queste soluzioni, ma è vero anche che occorre conoscere tutti i buchi neri del sistema, per capire quali rivendicazioni pubbliche potremmo avanzare per rendere più equo il sistema fiscale e contributivo per le Partite IVA.
 

Apriamo tutti una S.a.s.!

SASVi lancio dunque questa provocazione: diventiamo tutti (a tutti gli effetti) imprese! Non lo siamo di certo, ma nonstante questo siamo considerati spesso come tali. E allora perché non simularlo? Ci troviamo un socio (anche moglie o fratello vanno bene) e fondiamo una S.a.s., ovvero una Società in accomandita semplice. Questa particolare forma societaria prevede che per i soci accomandanti, che non offrono prestazioni all’impresa, non siano previsti versamenti contributivi INPS e INAIL, il che consentirebbe di accantonare discreti risparmi contributivi, a parità di reddito, anche tenendo presente che l’aliquota previdenziale si attesterebbe al 20% (contributo artigiani e commercianti).

Ovviamente la scelta di impresa comporterebbe inequivocabilmente l’assoggettamento a tassazione IRAP, ma quale differenza fa rispetto alla condizione di attuale ambiguità fiscale che obbliga i professionisti a subire questo prelievo?
 
A parte le necessità di passare dal notaio per l’atto costitutivo, con il corollario di spese che ne deriva, non ci sarebbero poi grandi differenze rispetto alla condizione di professionista, nemmeno in termini di tenuta della contabilità. Ecco un esempio di quello che potrebbe essere uno scenario di “risparmio” a parità di fatturato. Continua a leggere »

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Ricerche e Indagini »

| 19 novembre 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.304 VOLTE | SHORT URL |

Aster - Camera di Commercio di MilanoNell’area metropolitana milanese si trova la maggiore concentrazione nazionale di servizi professionali. La Camera di Commercio di Milano, attraverso l’istituto di ricerca Aaster, intende approfondire la conoscenza dell’attuale situazione delle professioni e delle attività terziarie qualificate, ponendo al centro il professionista (autonomo e dipendente) con la sua biografia, il suo rapporto con il mercato, le sue aspettative e le sue opinioni sulla città. Questa conoscenza aiuterà a definire programmi di sviluppo dell’area metropolitana, adeguando alle effettive caratteristiche del tessuto professionale l’offerta di servizi.

Se sei di Milano e vuoi collaborare, compila il questionario anonimo on-line.

Questionario

Richiede soltanto un quarto d’ora del tuo tempo! I risultati dell’indagine saranno illustrati nel corso di una presentazione pubblica, di cui daremo comunicazione, che avrà luogo entro la prima metà del prossimo anno.

>>> vai al questionario <<<


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Appelli e Lettere, Previdenza »

| 18 novembre 2010 | UN COMMENTO | LETTO: 2.663 VOLTE | SHORT URL |

Busta ArancioneSono iscritto alla Gestione Separata INPS dal 1999 e dal 2004 consulto diligentemente la rendicontazione online sul sito dell’Istituto di Previdenza. Nel 2007 mi sono accorto che il conteggio dei contributi versati per gli anni 2005 e 2006 era inferiore a quanti me ne spettassero di diritto. Per fortuna sono ben organizzato e in possesso di tutti i CUD dei miei (molti) datori di lavoro. Nel 2008 ho tentato l’approccio soft verso l’INPS coinvolgendo un mio amico funzionario, il quale continua a dirmi che non c’è nulla di preoccupante e prima o poi i file dell’INPS saranno “allineati”. E quindi ho atteso pazientemente.

A maggio del 2010 sul sito dell’INPS è stata aggiunta la funzione per segnalare online i contributi mancanti. Detto fatto e ora, sei mesi dopo, sono ancora qui con il mio numero di protocollo in attesa di risposta. Sennonché lo scorso 11 novembre è giunta (a me come ad altre migliaia di persone) la lettera del presidente Antonio Mastrapasqua (che sostituisce la busta arancione promessa) in cui mi comunica la “novità” dell’estratto conto elettronico “con cui vogliamo metterla nella condizione di controllare per tempo i suoi versamenti contributivi”.

Ottimo, vado a vedere ed effettivamente nelle nuove tabelle appare il campo “dettaglio periodi non accreditati” che copio di seguito con esattezza:

  • “Anno 2005 – committente: Italia Lavoro – contributo dovuto: 900 euro – Causa: NON ABB. PER DEBITO.
  • “Anno 2006 – committente: Italia Lavoro – contributo dovuto: 725 euro [NdR: non è vero perché me ne mancano 1.812,5]: Causa: INVIATA A RC.”

Secondo voi NON ABB. PER DEBITO e INVIATA A RC che cosa significano?

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Diritti, Politiche del lavoro »

| 15 novembre 2010 | UN COMMENTO | LETTO: 1.759 VOLTE | SHORT URL |

Ministero del lavoro e delle politiche socialiIl ministro del lavoro Maurizio Sacconi ha inviato alle parti sociali la bozza di disegno delega per la riforma dello Statuto dei lavoratori. Insomma, se il Governo restiste, dovrebbe arrivare il tanto atteso Statuto dei lavori (dopo tanti rinvii il condizionale è d’obbligo).

Dal sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è scaricabile la bozza del disegno delega , la Relazione al disegno di legge e la lettera del Ministro alle parti sociali.

Nella bozza del disegno delega (due pagine con alcune indicazioni di massima) si legge:

(…) identificazione di un nucleo di diritti universali e indisponibili, di rilevanza costituzionale e coerenti con la Carta dei diritti fondamentali della Unione Europea, applicabili a tutti i rapporti di lavoro dipendente e alle collaborazioni a progetto rese in regime di sostanziale monocommittenza

Questo conferma quanto dichiarato dal ministro Sacconi in un’intervista a Il Giornale del 28 ottobre (“Il nuovo Statuto dei lavori“, di Francesca Druidi)

Oggi i lavori sono “tanti” ed è doveroso proteggere, oltre che i lavoratori dipendenti, anche quelli indipendenti caratterizzati da debolezza socio-economica.

L’impostazione è sempre la stessa: distinguere entro i lavoratori autonomi quelli monocommittenti, da considerare economicamente dipendenti. Per questi e solo per questi prevedere un sistema di tutele da far pagare alle imprese. Come abbiamo scritto sul nostro Manifesto

(…) per farci entrare nel diritto del lavoro e di conseguenza nell’anticamera delle tutele, sempre di più i giuristi ritengono necessario aggiungere alla definizione di lavoratore autonomo la precisazione “economicamente dipendente” (…)

La fonte di ispirazione è  lo Statuto del lavoro autonomo spagnolo, di cui abbiamo evidenziato i limiti in un recente post, che ha influenzato anche le proposte italiane di Statuto del lavoro autonomo (la proposta della Regione Veneto e la Proposta di Treu).  A differenza dei due “Statuti” la bozza di delega Del Ministro Sacconi restringe l’area della “dipendenza economica ” alle sole collaborazioni a progetto.

Possiamo immaginare che, semmai dovesse diventare legge, tale norma darà un impulso alle Partite IVA. Non è dato comunque sapere quale esito avrà l’iter di questo testo, viste le difficoltà in cui versa l’esecutivo. Una cosa, però, è certa i diritti universali e l’applicabilità di questi diritti esprimono una grande contraddizione. “Universale” significa “di tutti i lavoratori”. La volontà di applicarli ai soli lavoratori dipendenti e ai Co.co.pro. rivela, al contrario, la natura ancora una volta discriminatoria nei nostri confronti delle politiche per il lavoro.


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Libri Articoli Approfondimenti »

| 15 novembre 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.400 VOLTE | SHORT URL |

Manuale per le Partite IVACresce l’interesse per le Partite IVA e aumentano le pubblicazioni dirette all’insieme dei lavoratori autonomi.

Tra queste segnaliamo il Manuale di sopravvivenza per il popolo delle Partite Iva, a cura della commercialista Laura Pesce.

Il manuale fornisce utili informazioni sugli aspetti fiscali e amministrativi. Glia rgomenti trattati: fisco, previdenza, lavoro, contratti, diritti, amministrazione, gestione, contabilità, pratiche burocratiche.

Edito da Mind, il costo è di 16 euro.


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Reddito, Ricerche e Indagini »

| 14 novembre 2010 | 2 COMMENTI | LETTO: 1.189 VOLTE | SHORT URL |

Ministero delle finanze In base ai dati diffusi in questi giorni, il reddito medio dichiarato per il 2008 dai lavoratori autonomi è di 38.690 euro, mentre quello dei dipendenti è di 19.640 euro e il reddito medio dichiarato dalle imprese di 18.140.

Come sempre, il dato maggiormente enfatizzato da media (si veda per esempio il Corriere della Sera con un articolo di Enrico Marro “Zero Iperf per un italiano su quattro“), politici e sindacalisti è quello sulle dichiarazioni superiori ai 150.000 euro, attribuite per l’85% a dipendenti (soprattutto) e pensionati, un fatto questo che rende ancora più sorprendente i valori sul reddito medio dei lavoratori alle dipendenze, indicato prima. Un’altra evidenza degna di nota: a dichiarare un reddito superiore ai 35.000 euro (proprio il reddito medio degli autonomi) c’è il 13% dei contribuenti. I soliti noti diranno che i lavoratori autonomi guadagnano troppo relativamente alle altre categorie (il doppio dei dipendenti) e troppo poco in assoluto (“Ma come, un affermato professionista che guadagna meno di 40.000 euro…? Sicuramente sono tutti evasori…“). In sostanza, è urgente aumentare le imposte agli autonomi – che, per definizione, sono tutti affermati professionisti, nuotano nell’oro ed evadono – per abbassarle ai dipendenti.


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Calendario, Diritti, Eventi, Rappresentanza »

| 12 novembre 2010 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.620 VOLTE | SHORT URL |
nov ’10
25
09:00

Lavoro_in_frantumiSe ne parla a Bologna il 25 novembre in un convegno internazionale organizzato da CIDOSPEL (Dipartimento di Sociologia dell’Università di Bologna), che vedrà come ospite molto atteso Andrew Ross della New York University.

A nome di ACTA parteciperanno come relatori Sergio Bologna e Dario Banfi.

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LAVORO IN FRANTUMI. Vita, lavoro e conflitto sociale nell’orizzonte del capitalismo biopolitico
25 NOVEMBRE 2010
h. 9,30 – 18
Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna
Sala dei Poeti, Strada Maggiore, 45.

QUESTO IL PROGRAMMA DELL’EVENTO: Continua a leggere »


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