Acta l'associazione dei freelance

La malattia diffusa dello struzzo

| 28 ottobre 2010 | LETTO: 2.581 VOLTE | 7 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

Non si possono trovare parole migliori di quelle scritte oggi da Dario Di Vico sul Corriere della Sera per rappresentare la situazione che stiamo vivendo in Italia:

Dario Di Vico - Verità Nascoste

Eccoci, siamo qui. ACTA è pronta a discuterne apertamente!

Con una sola premessa: non rappresentateci come precari. Siamo lavoratori autonomi, che è assai diverso. Iniziamo dall'ABC. Perché altrimenti tocca leggere cose di questo genere:

[...] Insomma le variabili sono troppe, spiega l'Inps, senza contare che di regola la condizione di parasubordinato non è a vita e quindi non avrebbe senso, continua l'istituto, stimare la pensione su pochi anni di contribuzione [...] (Tratto da E. Marro, "Le minipensioni dei parasubordinati avranno appena il 36% del reddito", Corriere della Sera, 28 ottobre 2010)

Che sia chiaro: c'è chi sceglie di lavorare in maniera indipendente e non desidera un lavoro subordinato o, per il tipo di professione che svolge, non è integrabile stabilmente nel sistema d'impresa (si pensi a un traduttore, per esempio). Non è il lavoro dipendente il nostro obiettivo, ma un sistema di flessibilità sostenibile, supportato da un Welfare forte, universalistico. Il riconoscimento e la tutela del lavoro autonomo vengono prima. E' questo per noi il punto di partenza e non ha nulla a che fare con l'idea di innalzare le aliquote per scoraggiare il lavoro indipendente, affinché esista solo il lavoro dipendente. Non è questa la soluzione, anzi ci danneggia. Lo diciamo alla politica e ai sindacati da tempo e a chi oggi è davanti alla sede INPS di Roma per protestare. Tirate fuori anche voi la testa dalla sabbia.

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