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Il ritardo nei pagamenti al professionista, stavolta è colpa del DURC.

| 30 ottobre 2010 | LETTO: 13.020 VOLTE | 6 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

DURCL’INPS continua a essere una presenza assidua negli incubi dei lavoratori autonomi con Partita IVA.

Dopo il massiccio aumento dei contributi previdenziali subìto negli ultimi anni, dopo il giallo della busta arancione (scusate il poco felice accoppiamento di colori) mai pervenuta, è arrivato il nuovo obbligo: il DURC – Documento Unicp di Regolarità Contributiva.

Le imprese sanno da sempre cos’è il DURC, perché serve loro ad attestare la regolarità degli adempimenti INPS e INAIL relativi ai propri dipendenti, a garanzia dei lavoratori. Ma ecco che un’interpretazione quanto meno “curiosa” delle norme obbliga, con il DURC, anche i lavoratori autonomi con Partita IVA a dover dimostrare (per esempio alla Pubblica Amministrazione) la regolarità dei versamenti contributivi a tutela di se stessi.

E se il DURC non viene presentato? La fattura non sarà pagata!

E allora come fare per presentarlo? Mentre per le imprese il sistema è stato semplificato e l’azienda può fare richiesta online o è la stessa Pubblica Amministrazione a provvedere, al momento io professionista devo provvedere personalmente. Mi rivolgo alla sede INPS in cui sono iscritto/a, perdo un paio d’ore di lavoro per andare e presentare la richiesta, poi aspetto circa 30 giorni per avere il documento, e finalmente posso presentarlo al mio cliente che a quel punto avvierà la procedura di pagamento, se mi va bene passano altri 30 giorni.

Come fa l’INPS ad accertare che sono in regola? Vede che ci sono i miei versamenti fatti a giugno e a novembre (o quelli rateizzati nei vari mesi), ma non ha strumenti per valutare se sono quelli corretti. Vede soltanto che io sto versando, ma non se lo faccio secondo quanto dovuto. Quindi? Devo produrre io un prezioso allegato: l’ultimo modello UNICO presentato. Sulla base di quello l’accertamento è presto fatto.

Il DURC ha validità un mese, adesso prorogata a tre mesi, la trafila all’INPS devo farla spesso in un anno di lavoro.
Attenzione: non fatevi ingannare dal fatto che anche per gli autonomi gli Enti possono (ma a volte non lo sanno o non ne hanno voglia) produrre autonomamente la richiesta del documento all’INPS. Un nostro passaggio è comunque obbligato. Ma allora il DURC degli autonomi dovrebbe valere un anno, non 1 o 3 mesi, un anno!, fino al prossimo modello UNICO, oppure fino al prossimo provvedimento che ci comporterà altri oneri e ritardi nel ricevere i pagamenti per il lavoro svolto.

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