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Il ritardo nei pagamenti al professionista, stavolta è colpa del DURC.

DURCL’INPS continua a essere una presenza assidua negli incubi dei lavoratori autonomi con Partita IVA.

Dopo il massiccio aumento dei contributi previdenziali subìto negli ultimi anni, dopo il giallo della busta arancione (scusate il poco felice accoppiamento di colori) mai pervenuta, è arrivato il nuovo obbligo: il DURC – Documento Unicp di Regolarità Contributiva.

Le imprese sanno da sempre cos’è il DURC, perché serve loro ad attestare la regolarità degli adempimenti INPS e INAIL relativi ai propri dipendenti, a garanzia dei lavoratori. Ma ecco che un’interpretazione quanto meno “curiosa” delle norme obbliga, con il DURC, anche i lavoratori autonomi con Partita IVA a dover dimostrare (per esempio alla Pubblica Amministrazione) la regolarità dei versamenti contributivi a tutela di se stessi.

E se il DURC non viene presentato? La fattura non sarà pagata!

E allora come fare per presentarlo? Mentre per le imprese il sistema è stato semplificato e l’azienda può fare richiesta online o è la stessa Pubblica Amministrazione a provvedere, al momento io professionista devo provvedere personalmente. Mi rivolgo alla sede INPS in cui sono iscritto/a, perdo un paio d’ore di lavoro per andare e presentare la richiesta, poi aspetto circa 30 giorni per avere il documento, e finalmente posso presentarlo al mio cliente che a quel punto avvierà la procedura di pagamento, se mi va bene passano altri 30 giorni.

Come fa l’INPS ad accertare che sono in regola? Vede che ci sono i miei versamenti fatti a giugno e a novembre (o quelli rateizzati nei vari mesi), ma non ha strumenti per valutare se sono quelli corretti. Vede soltanto che io sto versando, ma non se lo faccio secondo quanto dovuto. Quindi? Devo produrre io un prezioso allegato: l’ultimo modello UNICO presentato. Sulla base di quello l’accertamento è presto fatto.

Il DURC ha validità un mese, adesso prorogata a tre mesi, la trafila all’INPS devo farla spesso in un anno di lavoro.
Attenzione: non fatevi ingannare dal fatto che anche per gli autonomi gli Enti possono (ma a volte non lo sanno o non ne hanno voglia) produrre autonomamente la richiesta del documento all’INPS. Un nostro passaggio è comunque obbligato. Ma allora il DURC degli autonomi dovrebbe valere un anno, non 1 o 3 mesi, un anno!, fino al prossimo modello UNICO, oppure fino al prossimo provvedimento che ci comporterà altri oneri e ritardi nel ricevere i pagamenti per il lavoro svolto.

Marialuisa Di Bella
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6 Commenti

  1. Debora

    Ah, dunque è possibile avere un DURC anche se si è iscritti alla Gestione separata?

    Io sono socia di uno studio associato iscritto alla gestione separata inps.
    Ci hanno sempre detto che il DURC non può essere redatto se non si hanno collaboratori o dipendenti!

    Tuttavia, ho fatto richiesta via Raccomandata più di un anno fa (su indicazione di un impiegato inps della sede presso cui siamo iscritti) e non si è visto niente.

    Se i clienti bloccano davvero il pagamento per mancanza di DURC siamo finiti! Paghiamo (e quanto!), ma non possiamo documentarlo. E’ il colmo…

    9 Nov 2010
  2. gabriele

    sono un lavoratore autonomo edile senza dipedenti volevo sapere ma quall’ora il durc sarebbe negativo in presenza di un controllo ispettivo da parte di qualsiasi ente (isp. del lavoro, inps. inail, a.s.l )nel cantiere dove mi troverei quali sanzioni andrei in contro,
    e quali la ditta appaltatrice.
    e de obbli gata la ditta appaltatrice da parte degli enti preposti a non pagarmi. desidererei informazzioni a riguardo.
    unpiccolo sfogo saro’ un lavora tore autonomo ma mi considero un terzista inquanto svolgo piu lavori:lattoniere, cartongessista, impermeabilizazioni tetti;definito anche posatore. tutto cio’
    perche con questa crisi le imprese edili ne approfittano con la scusante DURC SALUTI A TUTTI GLI ARTIGIANI EGRAZZIE

    14 Mar 2011
  3. gabriele

    GARIELE
    DESIDEREREI RISPOSTA CHIARA E TONDA ALLE MIE DOMANDE PRECEDENTI GRAZIE.

    14 Mar 2011
  4. Marialuisa

    Più che il DURC così come previsto per le imprese, l’INPS rilascia ai lavoratori autonomi un’ “Attestazione di correttezza contributiva”, che si può richiedere a tutti gli sportelli delle varie sedi.

    Qualora in questa attestazione risultasse che l’INPS non considera il lavoratore autonomo in regola con i versamenti inerenti la sua attività professionale, il cliente/committente pubblico non procede al saldo delle fatture.

    16 Mar 2011
  5. Vincenzo

    La nostra società si occupa di spettacoli, ci siamo accorti che molte volte ci andiamo a scontrare nelle nostre programmazioni musicali verso gli enti con associazioni sia con partita iva che con il solo codice fiscale. Se ne deduce che quest’ultimi non sono soggetti né alla presentazione del durc ( perchè senza dipendenti) che dei carichi fiscali che una società gli comportano. Questo molte volte porta a non aggiudicarsi lo spettacolo in quanto queste associazioni non anno costi di gestione come tutte le attività registrate con regolarità. La mia domanda sorge spontanea, ma quali sono i limiti per le associazioni che svolgono attività come nel caso di quelle con partita iva, e se è vero che quest’ultime possono solo proporre solo iniziative culturali di loro produzioni )e quindi dei loro iscritti associati)o anche produzioni musicali che non fanno parte della loro associazione. In quest’ultimo caso se si a nostro modesto avviso diventerebbe concorrenziale con una società che paga regolarmente le tasse e che la stessa per svolgere attività abbisogno del durc e quindi inps ed INAIL. Trovo scorretto da parte dello stato non regolamentare anche questo tipo di costituzione sia che sia senza scopo di lucro senza part. iva che con partita iva in quanto la forma di lucro esiste ed evidenziata dal momento che sia acquista uno spettacolo alla vendita dello stesso ad un ente.

    30 Mar 2011
  6. moreno

    cari signori portatori di p iva (io sono tra voi )il problema è uno e unico ,,,,, noi non abbiamo nessuno che ci tiene uniti e quelli che lo dovrebbero fare non fanno i nostri interessi (nel mio caso albo artigiani) . Poi è nella nostra indole “guardarci in cagnesco” x non farsi soffiare il cliente …..o viceversa. Proviamo a eeesere un unica forza e facciamo come gli altri —dipendenti pubblici o privati….. iniziamo a fare dei veri scioperi e blocchi ;ma a differenza dei sopracitati non facciamoli solo il venerdi ma una settimana intera ….proviamo a tenere tutti senza idraulici ,fabbri elettricisti, impr edili, piccoli commercianti, panettieri ,autotrasportatori, ecc ecc (scusate se non vi nomino tutti) siamo piccoli ma siamo tanti,,però se non —scusate ma sono veramente esosperato….ci incazziamo veramente non otterremo mai niente anzi soremo solo e sempre noi a tirare avanti il paese facendoci pure prendere x i fondelli dagli statali che impiegano l!altra mezza giornata per lavorare a nero….e non sono neppure controllati percheè non ” esistono” e poi chi deve controllare le ditte li troviamo a lavorare come consulenti o altro , ,a nero sempre in grosse aziende. ciao a tutti un artigiano inc.

    24 Lug 2011

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