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L'autunno caldo delle Partite Iva

Le Partite IVA sembrano completamente scomparse dall’attenzione dei politici e delle istituzioni. Il dibattito pubblico in materia di lavoro è stato monopolizzato dalla questione di Pomigliano, dei metalmeccanici e dei rapporti tra sindacati e FIAT, ma, come titola Il Corriere della Sera,È sempre Pomigliano per le Partite Iva“.

TASSEIl giornalista Dario Di Vico ha intervistato, fra gli altri, Anna Soru e il sottoscritto. Facendo il punto della situazione, traccia un quadro da cui emerge come, nel momento di maggiore crisi economica, i professionisti autonomi si trovino a fronteggiare una pressione fiscale e previdenziale senza precedenti e senza nessuno sconto o facilitazione da parte dello Stato. Da soli, come sempre.

A differenza di altre aggregazioni di associazioni (Colap), ACTA ribadisce che la tutela del lavoro autonomo professionale non può passare attraverso  la costituzione di Albi e Ordini professionali che sono di là da venire. I problemi per noi sono immediati e universali, e come tali vanno trattati. La repentina sparizione dal dibattito pubblico delle questioni che ci riguardano ci dice quanto sia importante accrescere la nostra capacità di rappresentanza attraverso l’impegno e il contributo che ogni singolo professionista autonomo potrà dare per aumentare la capacità di dare voce alla nostra situazione.

Dal dibattito di Pomigliano salviamo un’idea: il Ministro Maurizio Sacconi riconosce il valore della flessibilità, proponendo di detassare al 10% la parte variabile dello stipendio degli operai.

Ecco, perché non detassare il lavoro dei professionisti autonomi che è flessibile al 100%?

Alfonso Miceli

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4 Commenti

  1. Ferdinando Galluzzi

    Avrei piacere di un contatto per un incontro dove discutere sui gravi problemi della pressione fiscale sui lavoratori autonomi che per necessità hanno dovuto accettare questo sistema di lavoro e spesso senza tutele e garanzie non essere pagati.

    Grazie e distinti saluti
    ferdinando Galluzzi
    tel cell 3356844182

    18 Set 2010
  2. Alfonso Miceli

    Caro Ferdinando
    ACTA organizza periodicamente degli incontri con i soci per fare conoscenza, scambiarere informazioni utili, e permettere a un numero sempre maggiore di soci di impegnarsi in attività associative. Ti faccio presente che consideriamo il nostro sito come un o dei “luoghi” migliori per discutere dei problemi che ci toccano più da vicino. Discutere sul web permette ampia partecipazione e crea in automatico un archivio che possiamo anche sventolare in faccia ai nostri interlocutori quando si tratta di fare pressione… Pertanto l’invito a te e a tutti i professionisti autonomi, è di scrivere nei commenti qual è la situazione che stanno vivendo.
    Quanti stanno avendo problemi con il pagamento INPS? e che tipo di problemi state affrontando?
    Quanti stanno ricevendo le cartelle esattoriali con la richiesta di pagamento Irap?
    Che tipo di problemi ci sono con gli studi di settore?
    Scriveteci perché raccogliamo delle casistiche che poi portiamo all’attenzione dei media o dei politici

    19 Set 2010
  3. Alfonso Miceli

    Se invece avete bisogno di consigli e informazioni a livello individuale vi ricordo la possibilità per i soci ACTA di contattare i nostri esperti su fisco (commercialisti convenzionati) e previdenza (esperto del patronato).

    20 Set 2010
  4. Beatrice Salerio

    Buongiorno a tutti, vorrei rendervi partecipi della mia situazione di libero professionista vessato dal fisco. Sono contitolare di uno studio professionale associato (settore traduzioni) costituito da 2 persone e in questi mesi ci troviamo a pagare gli acconti fiscali di novembre, fra cui il sommamente ingiusto INPS, sempre a novembre verseremo l’IVA per il trimestre chiusosi il 30 settembre e a fine dicembre ci sarà un altro “acconto” IVA sull’ultimo trimestre dell’anno, pari, udite udite, all’88% sul fatturato dello stesso trimestre dell’anno precedente. Questo comporta a me e alla mia socia l’impossibilità di prelevarci un minimo di stipendio da qui a fine anno, senza considerare che nei mesi di ottobre e novembre arrivano a scadenza le fatture emesse in agosto, quando si lavora poco e tutto il sistema rallenta, quindi ci si trova anche a far fronte alle scadenze fiscali con incassi ancora più esigui che di solito. Almeno gli importi dovuti a giugno si possono rateizzate, quelli di novembre, che oltretutto sono acconti, calcolati su una presunzione di fatturato che non è detto che si concretizzi(abbiamo pur sempre il rischio imprenditoriale, no?) vanno pagati anche se si è in stato di indigenza. … E comunque, negli ultimi due anni, nonostante la stabilità del fatturato, a noi non sono rimaste in tasca che le briciole, circa il 70% se n’è andato in tasse e spese. Il conto spannometrico è presto fatto: – 20% Ritenuta d’acconto, -27% INPS, -20% fra IRAP e spese di gestione = -67%,ed è così che si finisce per ritrovarsi in tasca uno sparuto 30%. Davvero deprimente…

    7 Ott 2010

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