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Primo Maggio, il Manifesto lo dedica al Lavoro indipendente, autonomo e precario

| 1 maggio 2010 | LETTO: 2.479 VOLTE | NESSUN COMMENTO | Autore: | SHORT URL |

Oggi su Alias-Manifesto si possono leggere sei pagine dedicate al Primo Maggio indipendente, autonomo e precario, dove trova ampio spazio ACTA e uno scritto di Sergio Bologna (tutti i testi sono riportati in coda al post).

Numero del Primo Maggio di ALIAS (Il Manifesto)

Si legge sul Manifesto:

Non hanno cittadinanza nel patto industrialista tra imprese e sindacati che governa le politiche sociali ma chiedono una riforma del Welfare in un paese in piena guerra tra generazioni.
Rifiutano di essere classificati tra gli evasori fiscali, chiedono tutele per la malattia, la disoccupazione e la maternità per i lavoratori autonomi senza ordine professionale.

Vivono nel paradosso di un’economia postfordista che si regge sul lavoro della conoscenza, sebbene le loro professionalità venga riconosciuta sempre meno. Sono il lavoro intellettuale, relazionale, di cura che produce valore nell’economia dei servizi alla conoscenza, all’impresa, alla persona. Sono il quinto stato dei lavoratori della conoscenza, consulenti, traduttori, informatici, ricercatori, architetti,designer, formatori, pubblicitari, archeologi, e tutti quei precari,creativi e non creativi, che saranno presto la maggioranza della forza lavoro italiana.

Il Cnel dice che sono 3,7 milioni quelli che oggi in Italia non hanno un lavoro stabile e svolgono un’attività professionale, autonoma o indipendente. Domani saranno ancora di più. Lavorano con la partita Iva, a contratto, a progetto. Invisibili, anche perché diffidano della rappresentanza, hanno però deciso di reagire contro la tendenza al ribasso in cui ogni risorsa intellettuale è intercambiabile e per questo viene dequalificata e precarizzata. Questo è il nostro Primo Maggio".

Il Manifesto dedica un importante approfondimento al nuovo lavoro autonomo e lo fa nella ricorrenza simbolica del primo maggio. Nella tradizionale contrapposizione tra lo stereotipo di evasori fiscali e di precari per comprendere questo eterogeneo mondo, il Manifesto abbandona il primo, ma non riesce ancora a superare la semplificazione del secondo. Attendiamo con fiducia  che riconosca che non tutti gli autonomi sono precari, così come non tutti i precari sono autonomi.

Se vuoi leggere online gli articoli:
Primo Maggio (ALIAS)

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