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Partite IVA: si vive sempre in attesa

| 16 marzo 2010 | LETTO: 1.349 VOLTE | NESSUN COMMENTO | Autore: | SHORT URL |

Vi segnaliamo l'anticipazione online della rivista mensile Una città  che ha riservato sempre grande attenzione al lavoro autonomo, in questo numero c'è un'intervista a un gruppo di partite  IVA che parlano dei risvolti della crisi sul lavoro autonomo.

La redazione, un anno fa, aveva chiesto di trovare persone disponibili a raccontare questa esperienza con gli occhi di una partita IVA: è stato molto difficile trovare qualcuno disponibile ad affrontare questo scabroso argomento. Dall'incontro con Matteo Lo Schiavo e la sua rete di colleghi è nata l'intervista "Si vive sempre in attesa".

SI VIVE SEMPRE IN ATTESA

Un gruppo di amici, perlopiù liberi professionisti, discutono di reti, identità  professionale, tutele e solitudine; l'impagabile libertà  di autogestione che permette la partita Iva, soprattutto alle donne con bambini piccoli e a chi trova limitante legare il proprio destino professionale a un'unica organizzazione; il sogno di una formula che tenga assieme l'autonomia del lavoro autonomo con la coesione e il mutuo aiuto della forma cooperativa; le preoccupazioni per la pensione, ma anche la convinzione che non è più il tempo di atteggiamenti stizzosi e meramente rivendicativi; la passione per un lavoro che va continuamente reinventato e in cui si imparano tante cose. Intervista a Matteo Lo Schiavo, Silvia Brena, Elisabetta Dodi, Lucrezia Riccardi, Alberto Ponza, Graziano Maino e Pierluca Borali (da pag. 12 a pag. 15).

Leggi l'articolo "Si vive sempre in attesa".

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