Acta l'associazione dei freelance

IRAP e Autonoma Organizzazione

| 1 marzo 2010 | LETTO: 2.547 VOLTE | 2 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

A seguito della Circolare 45/E dell'Agenzie Entrate del 13 Giugno 2010 (.PDF in download) che ha ufficializzato la possibilità per i lavoratori autonomi di essere esentati dal pagamanto dell'IRAP in caso di assenza di Autonoma Organizzazione, molti contribuenti hanno smesso di versare l'imposta. La circolare, tuttavia, non esclude l'eventuale contenzioso con l'Agenzia delle Entrate, che si palesa con l'iscrizione a ruolo delle somme non versate o l'irrogazione di sanzioni o con il rigetto dei ricorsi.

 

L'Agenzia delle Entrate ha fornito parametri di riferimento, da utilizzare da parte degli Uffici, ai fini dei controlli circa l'esistenza o meno dell'autonoma organizzazione. Il professionista può dimostrare l'inesistenza di un'autonoma organizzazione, basandosi sugli elementi costitutivi del concetto di autonoma organizzazione dati da:

  • l'impiego non occasionale di lavoro altrui: dipendenti, collaboratori a progetto, etc.
  • la disponibilità di beni strumentali eccedente il minimo ritenuto essenziale allo svolgimento dell'attività professionale;
  • la disponibilità di uno studio.

L'Agenzia delle Entrate non ha tuttavia fornito delucidazioni in merito al comportamento da adottare da parte del professionista che si ritenga escluso dall'Irap. Su tale problematica si è espressa la Circolare 2/IR del 5 Giugno 2008 (.PDF in download), emessa a cura dell'Istituto di Ricerca del Consiglio Nazionale dei dottori Commercialisti ed Esperti contabili, secondo la quale il professionista può seguire tre strade, tra loro alternative:

  1. compilazione del quadro IQ - IRAP, versamento del tributo e conseguente richiesta di rimborso;
  2. compilazione del quadro IQ e omissione del versamento;
  3. omissione della compilazione del quadro IQ e del versamento.

IRAPACTA ha deciso di raccogliere le esperienze di tutti i soci su questa materia, al fine di estendere la consapevolezza della problematica e valutare la possibilità di una linea comune di azione nei confronti del fisco.

Le testimonianza che abbiamo già ricevuto hanno messo in evidenza soprattutto due aspetti:

  • che il contenzioso tra gli iscritti ACTA con l’Agenzia delle Entrate in materia di IRAP è molto ampio, iniziato ben prima della circolare del 2008 attraverso la richiesta di rimborso per gli anni precedenti, e (e questa è la buona notizia) molto positivo negli esiti finali; i soci che ci hanno scritto hanno vinto il/i ricorso/i e non pagano più l’imposta;
  • che molti soci vorrebbero “liberarsi” dal pagamento dell’imposta ma vengono fortemente sconsigliati dai commercialisti che preferiscono non aprire alcun contenzioso con l’Agenzia delle Entrate; quindi continuano a pagare e non effettuano alcuna richiesta di rimborso.

Queste esperienze supportano la proposta che ACTA potrebbe lanciare, nella direzione di mettere a frutto il patrimonio di esperienza maturato a beneficio di tutti gli associati da un lato e di individuare un iter possibile a seconda delle specifiche situazioni in cui si ricade con la propria attività autonoma, per fornire ai soci la possibilità di rivolgersi a professionisti esperti attraverso una convenzione specifica per gli iscritti che consenta di superare in parte quelle esitazioni correlate ai costi derivanti dall'instaurazione di un contenzioso.

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