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Studi di Settore: il dibattito continua

La stampa ha dedicato molta attenzione agli studi di settore in questi giorni. Sul Sole 24 Ore del 15 marzo si legge che l’invito al contraddittorio diventa più motivato:

Ultimamente si è potuto notare che gli inviti al contraddittorio basati sugli studi di settore sono diventati più motivati, in quanto le risultanze del software Gerico da sole non sono sufficienti, e quindi occorrono ulteriori elementi. Precedentemente, gli Uffici dell’Agenzia delle Entrate, per indicare le incongruità, predisponevano un prospetto che riportava i dati considerati per il calcolo dei ricavi presunti e dell’imposta dovuta. Ora, invece, l’invito al contraddittorio mira a rappresentare le “circostanze che confermano la stima dei ricavi operata dallo studio di settore”.

Questo è il risultato della Circolare 13 del 2009. A questo proposito puoi leggere l’esempio di invito al contraddittorio prima e dopo la circolare.
Sullo stesso argomento segnaliamo anche:

  1. l’intervento di Alessandro Santoro in nelMerito.com  “Studi di settore:un’agenda per la riforma
  2. l’intervento di Anna Soru sul blog Generazione propro del Corriere della Sera con l’intervento “Per il Fisco i professionisti sono presunti colpevoli“.
ACTA

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