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Partite IVA: si vive sempre in attesa

16 marzo 2010 Vita da freelance

Vi segnaliamo l’anticipazione online della rivista mensile Una città  che ha riservato sempre grande attenzione al lavoro autonomo, in questo numero c’è un’intervista a un gruppo di partite  IVA che parlano dei risvolti della crisi sul lavoro autonomo.

La redazione, un anno fa, aveva chiesto di trovare persone disponibili a raccontare questa esperienza con gli occhi di una partita IVA: è stato molto difficile trovare qualcuno disponibile ad affrontare questo scabroso argomento. Dall’incontro con Matteo Lo Schiavo e la sua rete di colleghi è nata l’intervista “Si vive sempre in attesa“.

SI VIVE SEMPRE IN ATTESA

Un gruppo di amici, perlopiù liberi professionisti, discutono di reti, identità  professionale, tutele e solitudine; l’impagabile libertà  di autogestione che permette la partita Iva, soprattutto alle donne con bambini piccoli e a chi trova limitante legare il proprio destino professionale a un’unica organizzazione; il sogno di una formula che tenga assieme l’autonomia del lavoro autonomo con la coesione e il mutuo aiuto della forma cooperativa; le preoccupazioni per la pensione, ma anche la convinzione che non è più il tempo di atteggiamenti stizzosi e meramente rivendicativi; la passione per un lavoro che va continuamente reinventato e in cui si imparano tante cose. Intervista a Matteo Lo Schiavo, Silvia Brena, Elisabetta Dodi, Lucrezia Riccardi, Alberto Ponza, Graziano Maino e Pierluca Borali (da pag. 12 a pag. 15).

Leggi l’articolo “Si vive sempre in attesa“.

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Partite IVA: si vive sempre in attesa

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