Acta l'associazione dei freelance

Per favore, non chiamatelo "libero mercato"

| 5 febbraio 2010 | LETTO: 2.362 VOLTE | 8 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

Pubblichiamo la lettera che un formatore ha inviato ad ACTA. Il tema è la formazione e le reali libertà concesse ai professionisti autonomi in un mercato sempre più governato da logiche anticoncorrenziali e profonde scorrettezze.

Ecco la Lettera:

 

Libero mercato 1. Nel 2006 mi chiama un primario ente di formazione veneto e mi offre una cospicua serie di docenze sull'apprendistato, che mi ripropone nel 2007. Accetto perchè detto ente è accreditato dalla Regione Veneto, quindi ho una garanzia. Dopo 1 anno di docenze percepisco un primo acconto parziale (pari al 30% del totale), quindi detto ente fallisce a fine 2007. Si apre il fallimento, che capisco subito avrà tempi infiniti, intanto scopro che detto ente ha fatto un buco contabile enorme, sui 700.000 euro (ma non era monitorato, non era accreditato?) e che le banche coinvolte hanno la prelazione su tutti i creditori. Morale: con la class action (siamo coinvolti in oltre 40 formatori) forse tra alcuni anni prenderò il 30% di ciò che avanzo. Intanto non guadagno, e non per colpa mia. Ma la colpa qualcuno ce l'ha,se accade questo. Chi? E chi mi tutela?

 

Libero mercato 2. A gennaio 2009 mi chiama un primario ente di formazione friulano, mi propone di tenere docenze serali FSE a 50 km da casa mia, senza rimborso spese, a 28 euro/ora fatturati (il range previsto a bando va da 28 a 42 euro/ora, ma ogni ente gioca al ribasso perché meno paga un docente e più può guadagnare sui costi gonfiati di progettazione e rendicontazione). Quando eccepisco l'inadeguatezza del compenso, mi rispondono: "Abbiamo la fila per affidare questa docenza, ci dica subito se accetta o no". Non accetto perchè ritengo l'offerta indecente, mi assumo le responsabilità di non guadagnare. Accetterà un collega peones, magari che può anche raggiungere la sede a piedi. Continuo a non guadagnare, e non per colpa mia. Ma la colpa qualcuno ce l'ha, se accade questo. Chi? E chi mi tutela? Note: quell'ente da allora non mi ha mai più chiamato.

 

Libero mercato 3. A settembre 2009 mi chiama un'altro ente friulano, mi propone di tenere docenze per un corso per cassaintegrati a 30 km da casa mia, senza rimborso spese, a 60 euro/ora fatturati. Accetto, calendarizziamo 12 lezioni per totali 60 ore, a tre giorni dall'avvio mi chiama un responsabile: "Non si fa più nulla, l'azienda ha preso una maxi commessa e rinuncia al corso perchè adesso ha lavoro, anzi dovrà ricorrere anche agli straordinari". Io non ho diritto a nulla? No,nulla. Nuovamente non guadagno, e non per colpa mia. Ma la colpa qualcuno ce l'ha, se accade questo. Chi? E chi mi tutela? Nota: questo folle meccanismo della CIG permette a una azienda di passare dalla cassaintegrazione agli straordinari, recedendo da un corso riprofessionalizzante con un semplice fax. Incommentabile.

 

Libero mercato 4. A metà settembre 2009 partecipo a un bando pubblico di un istituto superiore statale per tenere docenze a contratto per l'area professionalizzante. Sono primo di graduatoria, mi affidano l'incarico di 200 ore di docenza con inizio a fine settembre. Poi il Governo approva un decreto (pacchetto) anticrisi, quindi due giorni prima dell'avvio delle mie docenze mi chiama il dirigente scolastico e mi dice: "Per quest'anno ci hanno tolto tutti i fondi per i percorsi extra-curriculari, colpa del pacchetto anticrisi, mi spiace ma azzeriamo le docenze dell'area professionalizzante". Nuovamente non guadagno, e non per colpa mia. Ma la colpa qualcuno ce l'ha, se accade questo. Chi? E chi mi tutela?

 

Libero mercato 5. A novembre mi chiama una università di Roma per docenze di Master. Tra 13 docenti candidati nazionali, valutano il mio CV il migliore per trattare una specifica disciplina tecnica, quindi mi contattano per affidarmi l'incarico. Però poi qualcuno si accorge che io pervenendo da fuori Regione - dunque ci sono spese di hotel e di trasferta da rimborsarmi - quindi l'imbarazzato dirigente didattico di turno prima tergiversa e poi affida l'incarico di sottecchi a un docente romano. Nuovamente non guadagno, e non per colpa mia. Ma la colpa qualcuno ce l'ha, se accade questo. Chi? E chi mi tutela?

 

Intanto Tremonti ci fa sapere che la crisi è passata, anzi no, non è passata e anzi è meglio avere un posto fisso, nel frattempo il dott. Gianfrancesco Vecchio - alto dirigente del Ministero delle Attività Produttive - ha l'ardire di rispondere a una mia mail, scritta sulla falsariga di questa, articolando in due pagine fitte fitte il seguente pensiero: "Il libero mercato italiano è sano e va bene così com'è, nel suo settore professionale non sentiamo alcun bisogno di regolamentare nulla, le regole che ci sono bastano ed avanzano, non servono sovrastrutture". Si adombra la paura che un sindacato possa iniziare a tutelare quelli come me. Sia mai.

 

E' ora di cambiare, così noi formatori si va a morire di fame.

 

Massimo Lucangeli

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