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Regione Lombardia: le richieste di ACTA e La Rete

| 20 febbraio 2010 | LETTO: 1.598 VOLTE | NESSUN COMMENTO | Autore: | SHORT URL |

Giovedì 18 febbraio come Rete delle Associazioni abbiamo incontrato Gianni Rossoni, assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia. Per la Rete delle Associazioni erano presenti Alfonso Miceli, Anna Soru e Massimo Gozzetti. Abbiamo presentato le seguenti richieste:

 

1. La consulta delle Professioni. La Regione Lombardia ha costituito una consulta delle professioni, ma non l’ha mai riunita. La Rete chiede di essere ammessa alla Consulta e chiede che il ruolo della Consulta diventi operativo;

 

2. Formazione

 

- Richiesta di accesso alla formazione totalmente finanziata, al pari di altre categorie di lavoratori;

- Nuova erogazione di voucher spendibili fuori dal sistema di accreditamento e anche fuori dai confini regionali. Per garantire un uso efficiente delle risorse pubbliche si propone di trattare la formazione come un’altra attività di investimento, ovvero di finanziare solo una parte della spesa formativa (potrebbe essere il 50% o quote maggiori per casi ben definiti) , lasciando a carico del singolo professionista la quota residua;

 

3. Accesso a incentivi finanziari per lo start up e per la strutturazione dell’attività;

 

4. In nome del federalismo fiscale, una norma in deroga al regolamento nazionale che consenta il riconoscimento delle fatture a fronte di spese sostenute prima dell’apertura formale della Partita Iva;

 

5. La costituzione di un Fondo di garanzia, che possa erogare (con un tasso di 2-3 punti sotto quello ufficiale) piccoli finanziamenti ai professionisti autonomi, relativamente a:

 

- sconto fatture;

- affidamenti;

- sospensione/dilazione pagamento rate di mutui se in corso;

- sostegno ai microinvestimenti.

 

L'Assessore Rossoni ha dichiarato la sua disponibilità a intervenire a favore dei professionisti autonomi. Poiché la legislatura attuale è in chiusura, i margini di manovra sono ormai esigui. Abbiamo chiesto un segnale concreto da subito, che mostri in maniera tangibile un cambiamento nei nostri confronti (ci sono stati altri incontri e recentemente un'audizione presso la Commissione Regionale che si occupa di formazione, ma non hanno finora sortito alcun effetto).

L'unico ambito in cui sembra siano possibili margini di manovra sono da individuare entro gli strumenti già decisi, ovvero entro la Dote formativa (voucher formativo spendibile presso enti accreditati). Questa misura non è quella che risponde maggiormente alle nostre esigenze, ma rientra tra le nostre richieste (Punto 2.a ). Ricordiamo che al momento la possibilità di accesso alla Dote formativa era prevista solo per i professionsiti con partita Iva che hanno perso un lavoro da dipendente nel 2009.

Siamo, inoltre, in attesa di verificare se effettivamente nel Programma per la prossima legislatura saranno previste iniziative nei nostri confronti.

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