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Cassazione: gli Studi di Settore hanno valore statistico, le incongruenze vanno dimostrate

| 25 dicembre 2009 | LETTO: 1.888 VOLTE | 3 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

Le Sezioni Unite dalla Corte Suprema di Cassazione, con alcune sentenze depositate il 18 dicembre scorso, hanno stabilito che:

 

 

  • gli studi di settore sono da considerare solo una elaborazione statistica, il cui frutto è una ipotesi probabilistica che, per quanto seriamente approssimata, può solo costituire una presunzione semplice, non tenendo conto della specifica posizione del singolo contribuente;
  • l'eventuale scostamento tra quanto denunciato dal contribuente in termini di ricavi e quanto richiesto con gli studi dev'essere dimostrato con ulteriori elementi probatori;
  • è necessario che l'eventuale fondatezza della stima determinata da Gerico emerga nel corso del contradditorio, che deve obbligatoriamente precedere l'emissione dell'avviso di accertamento;
  • è quindi da considerarsi nullo l'accertamento fiscale che poggi soltanto sulle indicazioni provenienti dagli studi di settore;
  • in ogni caso per aversi violazione degli studi di settore lo scostamento rispetto a Gerico deve determinare una grave incongruenza tra i ricavi dichiarati e quelli determinati in base agli studi di settore, come previsto dall'articolo 62-sexies, comma 3, del DL 331/1993.
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