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Ichino si schiera in Senato contro l'aumento dei contributi INPS

Dal Resoconto della discussione in Senato di martedì 24 novembre 2009:

 

ICHINO (PD). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

ICHINO (PD). Signora Presidente, il Governo, per bocca del Ministro del lavoro, in diverse occasioni e in interviste su vari giornali, ha preannunciato un aumento dei contributi previdenziali per tutta l’area del lavoro parasubordinato, cioè delle collaborazioni autonome continuative. Su questo terreno va ricordato che esistono collaboratori autonomi continuativi sostanzialmente equiparabili ai lavoratori subordinati, ma esistono anche collaboratori autonomi che sono sostanzialmente dei liberi professionisti, per i quali il contributo grava sul fatturato al lordo delle spese di produzione del reddito. Ora, un contributo che oggi è al 27 per cento del fatturato e che viene portato al 28 o al 29 per cento del fatturato significa, in questi casi di vero lavoro autonomo, una contribuzione che supera il 50 per cento dell’utile del lavoratore. Credo che sia essenziale ed urgente che il Parlamento affronti questo problema, per arrivare alla indispensabile distinzione tra i casi di vera situazione di dipendenza economica e i casi in cui invece la collaborazione continuativa è equiparabile al lavoro libero professionale o alla piccola impresa. Altrimenti, noi perpetuiamo una sostanziale rapina ai danni di una categoria importante, che supera il milione e mezzo di lavoratori realmente autonomi iscritti alla gestione separata dell’INPS. (Applausi dal Gruppo PD).

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8 Commenti

  1. Gian Franco

    Grande senatore Ichino

    26 Nov 2009
  2. Mario Panzeri

    La stima – ed anche la gratitudine – per il senatore Ichino non è in discussione. Ciò che invece lascia assai perplessi sono gli applausi dal Gruppo PD, considerato che, se oggi la gestione separata ha la più alta aliquota contributiva tra tutte le gestioni e casse pubbliche e private, lo si deve in grandissima parte al governo Prodi, che l’ha innalzata dal 18% all’attuale 25,72% (destinato a salire ulteriormente sempre grazie al provvedimento del precedente governo) , ricavandone le risorse per abolire lo “scalone”; ed anche considerata la dichiarazione rilasciata appena ieri del capogruppo PD in commissione lavoro Cesare Damiano (“L’aumento dei contributi è giusto”), in polemica con il ministro Sacconi che aveva definito “cinico” il suddetto aumento dell’aliquota contributiva per gli iscritti alla gestione separata voluto dal governo Prodi (si veda il sito dello stesso capogruppo del PD http://cesaredamiano.wordpress.com. Oltretutto l’on. Damiano afferma una cosa oggettivamente non vera sostenendo che si è trattato del “giusto avvicinamento al livello del 33% del lavoro dipendente” quando invece, anche grazie ad ACTA, sappiamo bene (e dovrebbe saperlo anche lui, ci mancherebbe…) che se si calcola l’obbligo contributivo dei dipendenti sulla stessa base reddituale utilizzata per il calcolo dei contributi versati dai professionisti con partita IVA questi ultimi sono gravati già ora di due punti percentuali in più. Non ci resta che sperare che la posizione dell’on. Damiano sia isolato all’interno del suo stesso partito e che il governo di cui il ministro Sacconi fa parte non voglia coltivare il cinismo di cui il ministro stesso accusa il precedente governo. Ma dobbiamo dare grande voce alla nostra speranza.

    26 Nov 2009
  3. Federico Soresini

    Speriamo che questo intervento del Sen. Ichino serva a frenare la malsana idea di aumentare i contributi INPS in finanziaria e a smuovere il progetto di legge relativo al ridimensionamento dell’aliquota al 20%.

    26 Nov 2009
  4. Mario Panzeri

    L’indirizzo di posta elettronica del prof. Tiraboschi – dal quale sembra sia partita la bella pensata dell’ulteriore aumento dell’aliquota della gestione separata – è: michele.tiraboschi@unimore.it. Esprimiamogli numerosi il nostro dissenso.

    26 Nov 2009
  5. Paola Gatto

    Coordinate anche voi un’azione coordinata come facciamo con il Ministero del Lavoro contro l’aumento dell’aliquota fiscale.

    26 Nov 2009
  6. Federico Soresini

    Gli ho già inviato una email il 23/11 in copia ad Anna … ma ovviamente non si è degnato di rispondere.

    26 Nov 2009
  7. Andrea

    Io sono dell’idea che finchè ci ostineremo a sperare nel buon senso dei nostri politici ci sarà il tempo per finire tutti noi sul lastrico a fare la fila alla caritas mentre i “pre-pensionati” a fare spiaggia a sharm-el-sheik!
    Credo non valga la pena neanche fare manifestazioni a Roma come qualcuno ha proposto, servirebbe solo a farci guardare sulla testa dalle finestre del Palazzo dai potenti italioti di turno; a mio avviso non ci resta che rivolgerci al Parlamento europeo e denunciare il tutto come si farebbe normalmente andando alla prima stazione dei carabinieri per denunciare un furto di galline.
    Sbaglio a pensare che la nostra unica speranza sia Strasburgo? Sono pronto farmi promotore di campagna di autotassazione collettiva per finanziare spedizione di nostri rappresentanti volontari al di fuori dei confini di questo piccolo piccolo paese. Attendo considerazioni e proposte.

    28 Nov 2009
  8. tama

    Forse una cosa non esclude l’altra, Andrea, in termini di pressione. Esistono, intanto, dati sul livello di contribuzione dei professionisti autonomi affini a noi negli altri paesi europei? Ho sentito, per esempio, che l’Austria naviga ormai su livelli elevati. Ma al di là del livello assoluto, quello che conta è il rapporto tra contributi e prestazioni, e non solo in termini di tutele e ammortizzatori, ma anche in termini di incentivi reali presenti nel sistema sul fronte bancario, assicurativo, del recupero crediti, ecc.). Quindi quel che servirebbe a supporto di una eventuale causa potrebbero essere studi di sistema, se esistono. Ne conoscete? Non so il mio messaggio sia ridondante rispetto al tema, visto che è il primo che invio. Nel caso ditemelo, o datemi riferimenti e link utili. Grazie

    5 Dic 2009

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