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Chi salva i conti della Previdenza e paga più contributi?

Sul Corriere della Sera di oggi 24 novembre c’è un interessante articolo a firma Enrico Marro su “I conti della previdenza? Salvati dai precari”, che riporta i dati INPS aggiornati, da quali si trova una conferma al ruolo della Gestione Separata come cassa che mantiene in attivo l’INPS e copre i saldi negativi di altre gestioni, in particolare di artigiani, commercianti, coltivatori diretti e dirigenti d’azienda che assicurano pensioni relativamente alte rispetto a quanto versato.

 

Vorrei segnalare, tuttavia, un punto che ha giustificato (non sappiamo quanto in buona o in malafede) molti degli interventi di aumento dei contributi INPS degli iscritti alla Gestione Separata. Dapprima si ricorda giustamente che i contributi INPS sono attualmente al 25,72% e saliranno al 26,72% il prossimo anno (ed è previsto nel 2011 un ulteriore aumento dello 0,1% e non dell’1% come sistene l’articolo), ma si fa riferimento a una contribuzione pensionistica che per i dipendenti sarebbe del 33%, quindi ancora largamente superiore a quello degli iscritti alla Gestione Separata. Tuttavia i due dati non sono omogenei, perché calcolati su diverse basi reddituali.

 

Se si calcola l’obbligo contributivo dei dipendenti sulla stessa base reddituale utilizzata per il calcolo dei contributi versati dai professionisti con partita Iva (ovvero a quella che teoricamente emergerebbe se i datori/committenti non dovessero assolvere nessuna contribuzione diretta e quindi costo del lavoro per il committente = retribuzione lorda), sulla base di calcoli fatti da Fabio Pammolli e Nicola Salerno dell’Istituto di ricerca CERM (Cfr. “Le pensioni degli iscritti alla gestione separata dell’INPS: quattro proposte per ACTA“, editoriale 18/2007) il peso contributivo dei dipendenti è pari al 23,72%, inferiore già oggi di due punti rispetto a quanto pagato dai professionisti iscritti alla Gestione Separata. In sintesi: paghiamo per le Pensioni più dei dipendenti.

 

Sullo stesso tema si legga anche l’intervento di Luigi Daghetti “Daghetti (Acta): Per capire – e riformare – la giungla delle aliquote” pubblicato sul Blog del Corriere della Sera  – Generazione PRO PRO.

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5 Commenti

  1. Peter

    Tutto questo sarebbe un po’ meno grave se poi il trattamento ai fini pensionistici sarebbe uguale per tutti. Da quello che a me risulta non è così invece. Sarebbe interessante vedere una tabella comparativa tra impiegati del settore pubblico, del privato e autonomi/precari, con dati sui soldi versati, il numero di anni e il trattamento finale. Per la costituzione siamo tutti uguali e dovrebbe esser così anche per i vari governi e quindi l’INPS.

    25 Nov 2009
  2. Agnès Levillayer

    C’era già qualche informazione molto chiara al riguardo nel documento Acta datato Luglio 2007 “Gestione separata INPS: il sistema previdenziale più iniquo della storia italiana”. Francamente, avevo scaricato il pdf all’epoca, l’ho cercato adesso nella sezione documenti del sito per dati il link ma senza risultato… Forse Anna sa dirci dove si nasconde?

    25 Nov 2009
  3. anna

    potete accedere o da Documenti (linguette in alto) , nella sezione Documenti e proposte/analisi, oppure a partire dalla Sezione Welfare e fisco , Pensioni, scorrendo sino ad arrivare a Proposte

    25 Nov 2009
  4. Andrea

    Ripeto quello che dico da sempre: E’ ora di smetterla di lucrare sul lavoro precario, autonome, subordinato, ecc, per fare cassa. E’ ora che paghi chi paga meno o non ha mai pagato, oppure si taglia il walfare per tutti. O siamo tutti uguali sia di fronte alla legge ma anche difronte al walfare sottoforma di assistenza e previdenza altrimenti si rischia il colasso e la tenuata sociale con rischio di lotte tra poveri.
    Sono d’accordo sul pagare l’INPS, ma si devono fare le dovute porporzioni con quello che si versa. Non è giusto versare tanto per prendere poco. Io sono disponibile e avvallo a qualsiasi forma di protesta, con manifestazioni, incontri, web, youtube, ecc per far emergere questa situazione indegna.

    25 Nov 2009
  5. terry

    E vanno fatte le dovute proporzioni con quello che si riceve….
    Provate a finire all’ospedale per un lungo periodo. Riceverete una diaria di 38 euro lordi al giorno (anche se la cosa non è pubblicizzata e a qualcuno, secondo l’ufficio INPS di riferimento, pare sia stato risposto che non ne aveva diritto), ma ve la daranno a rate solo dopo che avrete versato tutti i contributi dell’anno.

    27 Nov 2009

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