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Articoli pubblicati nel mese di novembre 2009

Appelli e Lettere, Libri Articoli Approfondimenti »

| 30 novembre 2009 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.426 VOLTE | SHORT URL |

Il Sole 24 Ore di oggi, lunedì 30 novembre, dedica le prime tre pagine ai professionisti e alle loro difficoltà nella crisi attuale. Oltre all’articolo di fondo pagina ci sono approfondimenti e storie, tutte centrate su figure professionali come architetti, avvocati e altre facenti riferimento a Ordini. D’altra parte è a loro che viene normalmente dedicata la sezione “Professioni”. Una domanda sorge spontanea: quando il principale quotidiano economico nazionale si accorgerà del fatto che ci sono anche altri “professionisti”?


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Diritti, Leggi e Norme, Previdenza »

| 30 novembre 2009 | 8 COMMENTI | LETTO: 1.549 VOLTE | SHORT URL |

I giornali di oggi annunciano che aumenterà l’assegno una tantum per i Co.co.pro. o meglio per quei collaboratori a progetto che rientrano in una serie di condizioni: a) che operino in regime di monocommittenza; b) che abbiano conseguito l’anno precedente un reddito lordo non superiore a 20.000 euro e non inferiore a 5.000; c) che abbiano fatto, nell’anno di riferimento, almeno un versamento contributivo alla Gestione Separata; d) che restino senza contratto di lavoro per almeno due mesi; e) che risultino accreditati nell’anno precedente per almeno tre mesi presso la gestione separata dell’Inps.

All’assegno non hanno diritto i professionisti con Partita IVA.

Ciò che i giornali non dicono è come sarà finanziato l’aumento dell’assegno ai Co.co.pro. Siamo molto preoccupati poiché temiamo di essere chiamati a finanziare un’indennità da cui siamo esclusi. Non sarebbe la prima volta, dato che siamo obbligati a pagare per l’indennità di malattia domiciliare e per i congedi parentali, senza aver alcun diritto a ricevere queste prestazioni.


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Diritti, Pensione, Previdenza »

| 27 novembre 2009 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.961 VOLTE | SHORT URL |

A cura di Rinaldo Crespi.


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Appelli e Lettere, Politiche del lavoro »

| 26 novembre 2009 | 8 COMMENTI | LETTO: 1.954 VOLTE | SHORT URL |

Dal Resoconto della discussione in Senato di martedì 24 novembre 2009:

 

ICHINO (PD). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

ICHINO (PD). Signora Presidente, il Governo, per bocca del Ministro del lavoro, in diverse occasioni e in interviste su vari giornali, ha preannunciato un aumento dei contributi previdenziali per tutta l’area del lavoro parasubordinato, cioè delle collaborazioni autonome continuative. Su questo terreno va ricordato che esistono collaboratori autonomi continuativi sostanzialmente equiparabili ai lavoratori subordinati, ma esistono anche collaboratori autonomi che sono sostanzialmente dei liberi professionisti, per i quali il contributo grava sul fatturato al lordo delle spese di produzione del reddito. Ora, un contributo che oggi è al 27 per cento del fatturato e che viene portato al 28 o al 29 per cento del fatturato significa, in questi casi di vero lavoro autonomo, una contribuzione che supera il 50 per cento dell’utile del lavoratore. Credo che sia essenziale ed urgente che il Parlamento affronti questo problema, per arrivare alla indispensabile distinzione tra i casi di vera situazione di dipendenza economica e i casi in cui invece la collaborazione continuativa è equiparabile al lavoro libero professionale o alla piccola impresa. Altrimenti, noi perpetuiamo una sostanziale rapina ai danni di una categoria importante, che supera il milione e mezzo di lavoratori realmente autonomi iscritti alla gestione separata dell’INPS. (Applausi dal Gruppo PD).


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Previdenza »

| 25 novembre 2009 | 2 COMMENTI | LETTO: 1.904 VOLTE | SHORT URL |

Tratto da un take d’agenzia:

 

Sacconi, no aumento aliquota precari: ”Serve a finanziare l’anticipo dell’eta’ di pensionamento”
(ANSA) – ROMA, 24 NOV – L’aumento dei contributi sui collaboratori iscritti all’Inps ”e’ stata una cinica operazione”, afferma Sacconi. ”Serve per finanziare l’anticipo dell’eta’ di pensionamento prevista dalla legge Maroni”, sottolinea il ministro del Lavoro, commentando i dati sull’avanzo della gestione separata previsti dall’Inps per il 2010. L’aumento contributivo per i collaboratori fu deciso dal governo Prodi nel 2007.

 

Su questa lettura siamo sempre stati d’accordo. Ma che cosa dire dell’ipotesi di aumento dell’1,2% dei contributi per i parasubordinati ventilata da Michele Tiraboschi, consulente dello stesso ministro Sacconi? CHE CI ABBIANO RIPENSATO????


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Libri Articoli Approfondimenti, Pensione, Previdenza »

| 24 novembre 2009 | 5 COMMENTI | LETTO: 1.577 VOLTE | SHORT URL |

Sul Corriere della Sera di oggi 24 novembre c’è un interessante articolo a firma Enrico Marro su “I conti della previdenza? Salvati dai precari”, che riporta i dati INPS aggiornati, da quali si trova una conferma al ruolo della Gestione Separata come cassa che mantiene in attivo l’INPS e copre i saldi negativi di altre gestioni, in particolare di artigiani, commercianti, coltivatori diretti e dirigenti d’azienda che assicurano pensioni relativamente alte rispetto a quanto versato.

 

Vorrei segnalare, tuttavia, un punto che ha giustificato (non sappiamo quanto in buona o in malafede) molti degli interventi di aumento dei contributi INPS degli iscritti alla Gestione Separata. Dapprima si ricorda giustamente che i contributi INPS sono attualmente al 25,72% e saliranno al 26,72% il prossimo anno (ed è previsto nel 2011 un ulteriore aumento dello 0,1% e non dell’1% come sistene l’articolo), ma si fa riferimento a una contribuzione pensionistica che per i dipendenti sarebbe del 33%, quindi ancora largamente superiore a quello degli iscritti alla Gestione Separata. Tuttavia i due dati non sono omogenei, perché calcolati su diverse basi reddituali.

 

Se si calcola l’obbligo contributivo dei dipendenti sulla stessa base reddituale utilizzata per il calcolo dei contributi versati dai professionisti con partita Iva (ovvero a quella che teoricamente emergerebbe se i datori/committenti non dovessero assolvere nessuna contribuzione diretta e quindi costo del lavoro per il committente = retribuzione lorda), sulla base di calcoli fatti da Fabio Pammolli e Nicola Salerno dell’Istituto di ricerca CERM (Cfr. “Le pensioni degli iscritti alla gestione separata dell’INPS: quattro proposte per ACTA“, editoriale 18/2007) il peso contributivo dei dipendenti è pari al 23,72%, inferiore già oggi di due punti rispetto a quanto pagato dai professionisti iscritti alla Gestione Separata. In sintesi: paghiamo per le Pensioni più dei dipendenti.

 

Sullo stesso tema si legga anche l’intervento di Luigi Daghetti “Daghetti (Acta): Per capire – e riformare – la giungla delle aliquote” pubblicato sul Blog del Corriere della Sera  – Generazione PRO PRO.


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Associazioni, Eventi, Politiche del lavoro »

| 20 novembre 2009 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.372 VOLTE | SHORT URL |

Sul Canale YouTube della Rete delle Associazioni si può prendere visione degli altri video dedicati all’Evento “I Rapporti tra Pubblica Amministrazione e Professionisti Autonomi“.


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Previdenza »

| 19 novembre 2009 | 246 COMMENTI | LETTO: 23.829 VOLTE | SHORT URL |

Questa citazione è coerente con quanto riferito da Michele Tiraboschi venerdì 13 novembre 2009 a Milano in occasione del convegno “Domanda di lavoro e retribuzioni”, in cui ha anticipato alcune operazioni in corso, tra le quali l’aumento dei contributi previdenziali finalizzato a innalzare i sussidi di disoccupazione per i collaboratori e allargare la platea degli aventi diritti. Non è chiaro chi rientri nella definizione di parasubordinati, ma ci auguriamo che non includa le partite IVA, dato che non hanno alcun diritto ad ammortizzatori sociali.

In ogni caso ci sembra indecente proporre un ulteriore aumento previdenziale a una categoria vessata da contributi elevati e cresciuti a dismisura negli ultimi anni, che solo teoricamente sono per i 2/3 a carico delle aziende, ma che nella realtà sono molto spesso stati trasferiti ai collaboratori attraverso una diminuzione dei compensi. 

Se è una misura di emergenza per lavoratori in difficoltà , non possono essere questi ultimi a finanziarla, come d’altra parte accade normalmente per gli ammortizzatori in deroga.

Per chi non l’ha vissuto sulla propria pelle aggiungiamo una rapida sintesi degli ultimi aumenti:

  • + 3,8% nel 2003, in cui si è passati dal 14% al 17,8% ;
  • + 5,2% nel 2006, ovvero dal 17,8% al 23% ;
  • + 3,1% (dal 23,71% al 26,82%) approvato nel 2007 per il periodo 2008-2011 con l’accordo del welfare.

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Libri Articoli Approfondimenti, Politiche del lavoro »

| 18 novembre 2009 | 2 COMMENTI | LETTO: 1.593 VOLTE | SHORT URL |

La Stampa, con Michele Brambilla, intervista la Partita IVA Luca Casarini (“Io, no global con Partita IVA“), che una volta assaltava il G8 e ora fa l’imprenditore senza dipendenti.

L’intervista ironizza sul contrasto tra passato rivoluzionario e presente da imprenditore e sulle dichiarazioni dedicate ai temi della burocrazia, del fisco e dell’accesso al credito, tuttavia, è possibile che molti lavoratori autonomi si ritrovino nelle sue parole.


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Assistenza, Politiche del lavoro »

| 18 novembre 2009 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.740 VOLTE | SHORT URL |

La Regione Lombardia inserisce anche i lavoratori autonomi tra i destinatari della Dote Formazione, ma soltanto con riferimento a:

  • Imprenditori titolari di piccole imprese (da 1 a 49 dipendenti) che hanno intrapreso un’attività prima del 2009;
  • Lavoratori autonomi di età non inferiore ai 40 anni che hanno intrapreso un’attività autonoma dopo essere stati espulsi dal mercato del lavoro nel corso del 2009, presso un’azienda diversa da quella di provenienza.

Sfugge la ratio della limitazione a due specifiche categorie di lavoratori autonomi, come se soltanto quelli che hanno perso un lavoro dipendente o siano organizzati in impresa possano trovarsi nella condizione di difficoltà lavorativa. E tutti coloro che da sempre vivono sulle proprie competenze, che hanno sempre pagato la propria formazione, non potrebbero, almeno in questo momento di crisi profonda, aver bisogno di un aiuto?  E perché soltanto gli over 40, quando i dati sul mercato del lavoro mostrano che i giovani sono tra i più colpiti dalla crisi?

Speravamo che  l’ampia campagna informativa lanciata dal Corriere della Sera avesse reso evidenti le difficoltà del mondo delle professioni e del lavoro autonomo, ma ancora una volta colpisce la non comprensione della realtà da parte dei policy makers.


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