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Articoli pubblicati nel mese di luglio 2009

Fisco, Previdenza »

| 30 luglio 2009 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 2.344 VOLTE | SHORT URL |

È in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 luglio 2009 che dispone il differimento a giovedì 20 agosto 2009 (termine originario 17 agosto, differito in quanto il giorno 16 agosto cade di domenica) degli adempimenti e dei pagamenti fiscali e previdenziali da effettuare con il modello F24, in scadenza dal 1° al 20 agosto senza alcuna maggiorazione.


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Fisco, Studi di settore »

| 30 luglio 2009 | UN COMMENTO | LETTO: 3.375 VOLTE | SHORT URL |

La Cassazione boccia gli studi di settore, quantomeno per come sono stati finora usati dall’amministrazione finanziaria (anche se lo scorso anno l’Agenzia delle Entrate è stata chiara nel diramare le proprie indicazioni, nel senso indicato appunto dalla Cassazione, ai propri uffici periferici). In un servizio sull’argomento pubblicato su “Il Sole 24 Ore” del 27 luglio scorso, vengono riportati i seguenti punti fissati in un recente studio del massimario della Suprema Corte. Continua a leggere »


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Ricerche e Indagini »

| 22 luglio 2009 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.284 VOLTE | SHORT URL |

E’ stato oggi presentato il Rapporto CNEL sul Mercato del Lavoro 2008-9.

Le parti relative al lavoro professionale autonomo sono poche e scarsamente argomentate. Nel corposo documento si legge che i lavoratori autonomi “hanno visto contrarsi, anche nel 2008, il proprio numero, a differenza dei dipendenti che sono invece aumentati [...]. Rispetto a quanto osservato a fine 2007, si siano ridotte le uscite dallo status di collaboratore verso il lavoro autonomo (spesso corrispondente a partite Iva “parasubordinate”). Si è ridotta anche la frequenza di passaggi dal lavoro dipendente all’autonomo, ma non il contrario: rispetto al passato, quando il lavoro autonomo rappresentava una opportunità soprattutto per coloro che uscivano dal lavoro dipendente, ora l’occupazione indipendente ha perso di rilevanza.

E ancora:

Secondo quanto indicato dall’Istat, sono andati distrutti, inoltre, 150 mila lavori a termine, 100 mila posizioni di co.co.co, e 150 mila posti di lavoro autonomo (tra i quali si trovano molti lavoratori “parasubordinati”, ovvero quelli che, di fatto, lavorano per un solo committente). Sul risultato complessivo, incide quindi in misura determinante la riduzione dell’occupazione cosiddetta “atipica”, che conseguentemente provoca una flessione dell’occupazione soprattutto nella classe di lavoratori sotto i 34 anni che registra una perdita di 408 mila unità dal primo trimestre 2008. Il lavoro a tempo indeterminato, protetto dalla cassa integrazione e probabilmente dagli effetti dovuti alle regolarizzazioni di stranieri (soprattutto nelle professioni non qualificate), è invece ancora in aumento.

Si leggono, inoltre, alcune palesi falsità e argomentazioni che non reggono un’analisi del Mercato del lavoro che includa anche il mondo del lavoro professionale autonomo. Un esempio:

 “Il dibattito sulle politiche del mercato del lavoro è tornato a focalizzarsi sul tema degli ammortizzatori sociali. L’attenzione è concentrata sui meccanismi che nel sistema italiano garantiscono una copertura sociale dai rischi di disoccupazione e un sostegno ai redditi di coloro che subiscono gli effetti della recessione. È stato spesso sottolineato, però, che il sistema italiano è caratterizzato da una struttura molto complessa, a causa dei numerosi interventi regolativi susseguitisi negli anni, ed è composto da un insieme di strumenti molto diversi tra loro in termini di destinatari, requisiti per l’accesso, durata ed entità delle prestazioni e momento delle erogazioni. [...] Negli anni, però, sono stati potenziati gli interventi attraverso il sistema dei cosiddetti ammortizzatori in deroga, mediante i quali è stato possibile creare forme di sostegno per i lavoratori altrimenti non tutelati dalla normativa ordinaria. [...] Così come fatto nella maggioranza dei Paesi europei, anche in Italia il governo è intervenuto, estendendo temporaneamente il livello di copertura degli strumenti esistenti.”

Questo, però, non è vero per i lavoratori autonomi!


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Condividi Invia per E-mailStampaCrea PDF Autore: Anna Soru

Diritti, Politiche del lavoro »

| 7 luglio 2009 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.301 VOLTE | SHORT URL |

Lunedì 6 luglio, presso la sede del Consiglio Regionale della Lombardia, Alfonso Miceli, vicepresidente ACTA  e delegato della Rete delle Associazioni dei Professionisti Autonomi, è intervenuto alla presentazione del progetto di Legge Regionale “Disposizioni per il sostegno e lo sviluppo dei lavoratori freelance”. 

La proposta è stata presentata dai Consiglieri Regionali Marcello Saponaro (Verdi) e Carlo Porcari (PD), su impulso di ACTA e della Rete dei Professionisti Autonomi, che hanno chiesto la costituzione di un tavolo bipartisan preliminare. 

Si tratta di un ulteriore passo verso l’emersione dei professionisti autonomi come categoria degna di essere presente ai tavoli istituzionali regionali e provinciali, che possono decidere in materia di sussidi e servizi alle imprese e alle persone. In particolare, la proposta prevede:

  • l’istituzione di uno Sportello Freelance;
  • servizi;
  • una banca dati;
  • un osservatorio;
  • misure di credito agevolato per lo svolgimento dell’attività e la possibilità di concorrere a finanziare (al 50%) l’autoformazione e l’aggiornamento professionale dei professionisti autonomi, senza i vincoli tradizionali previsti per altre categorie che già accedono a  finanziamenti per la formazione (soltanto in enti accreditati e per corsi precostituiti).

Alla conferenza stampa erano presenti quattro TV locali, due Radio e una giornalista ANSA. Radio Popolare ha intervistato telefonicamente Alfonso Miceli.


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Assistenza, Diritti, Donne, Pensione, Politiche del lavoro »

| 3 luglio 2009 | LASCIA UN COMMENTO | LETTO: 1.587 VOLTE | SHORT URL |

Nel recente dibattito sulle tutele del lavoro al femminile, i diritti associati alla maternità e le protezioni sociali per le lavoratrici svantaggiate, ACTA interviene con queste precisazioni:

Oggi gli “svantaggi” legati al lavoro delle donne sono in gran parte legati:

  • a un sistema di Welfare duale, che esclude tutte le lavoratrici non dipendenti da un’adeguata tutela della maternità (esistono ampie zone grigie per cui molte lavoratrici non hanno alcuna tutela della maternità o hanno una copertura ridotta; i congedi parentali, per esempio, sono previsti soltanto per i dipendenti);
  • al mancato riconoscimento del lavoro di cura familiare, che, soprattutto in Italia, grava principalmente su di loro.

Altri due punti qualificanti della proposta Piazza-Ponzellini-Soru (non citati dal senatore Pietro Ichino) sono perciò: Continua a leggere »


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