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Le asimmetrie del lavoro in Italia secondo il FMI

| 19 marzo 2009 | LETTO: 1.395 VOLTE | NESSUN COMMENTO | Autore: | SHORT URL |

Il Fondo Monetario Internazionale ha pubblicato un rapporto sul mercato del lavoro in Italia, The Italian Labour Market. Recent Trends, Institutions and Reform Options (IMF Working Papers, Marzo 2009), dove vengono finalmente messe al primo posto le ineguaglianze nei sistemi di protezione sociale. Si legge:

Le asimmetrie nelle politiche attive del lavoro hanno esacerbato le iniquità nel mercato del lavoro. Per esempio, la rete di protezione sociale in Italia è generosa per alcuni gruppi di lavoratori, ma virtualmente inesistente per (molti) altri […] di conseguenza una quota crescente di lavoratori si trova ad affrontare un elevato rischio occupazionale ma con una copertura assicurativa limitata”.

In un altro punto si può leggere:

I sistemi di protezione dalla disoccupazione sono troppo poveri e troppo diseguali, tagliano fuori proprio i gruppi di lavoratori che ne avrebbero maggior bisogno”.

In genere questo tipo di studi, svolti da organismi internazionali, si appoggiano sulle opinioni e sulle ricerche di esperti provenienti dal Paese in questione. In questo caso una certa influenza possono averla avuto gli economisti del sito Lavoce.info ed è stata un’influenza benefica. Si sono evitati giudizi frettolosi, che spesso si diffondono negli organismi internazionali, privi di riscontri nella realtà dei fatti. Situazioni che accadono quando si tralasciano importanti evidenze, come è accaduto, per esempio, nel Competitiveness Report del World Economic Forum, animato da Michal Porter, pubblicato in questi giorni, che pone l’Italia all’ultimo posto tra i 134 Paesi analizzati per “possibilità di assumere e di licenziare”. Porter non si è ancora accorto che l’Italia è il regno della flessibilità e continua a ripetere il refrain che Confindustria proponeva 30 anni fa sulle “rigidità” del mercato del lavoro.

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