Acta l'associazione dei freelance

Attenzione verso il lavoro autonomo: ACTA scrive al CNEL

| 19 marzo 2009 | LETTO: 1.148 VOLTE | NESSUN COMMENTO | Autore: | SHORT URL |

Dopo la pubblicazione del Rapporto CNEL "Il lavoro che cambia", che ha dedicato al lavoro autonomo soltanto un paragrafo (.DOC) su oltre 300 pagine di analisi del mercato del lavoro in Italia, ACTA ha deciso di scrivere all'Ente per sollevare una questione di merito. L'attenzione verso il mondo del lavoro professionale autonomo non può essere così scarsa!

Ecco il testo della nostra lettera:

Signor Presidente,
siamo i rappresentanti di undici associazioni di professioni non regolamentate che si stanno riunendo in una Rete delle Associazioni dei Professionisti Autonomi.
Ci dispiace doverLe esprimere il nostro sconcerto e la nostra indignazione per il modo liquidatorio con cui il CNEL ha trattato la nostra presenza nel mondo del lavoro nel convegno dedicato a “Il lavoro che cambia”.
Una sola paginetta costellata di imprecisioni nelle più di mille pagine che costituiscono i materiali di quel Convegno, disponibili sul sito del CNEL.
A maggior ragione ci lascia stupiti questo atteggiamento, in quanto il CNEL, con la Presidenza del Prof. De Rita, è stato una delle prime istituzioni ad accorgersi del fenomeno del lavoro autonomo all’interno della società della conoscenza, incaricando una specifica Commissione di monitorare questa componente del mercato del lavoro. Ma qualcosa deve essere cambiato nel frattempo e noi, che seguiamo attentamente l’attività dell’Istituzione che Lei Presiede, ne siamo preoccupati.
Pertanto siamo a chiederLe la disponibilità ad incontrare una ristretta delegazione (non più di tre persone) della nostra rete associativa per consentirci di informarLa
a) sui progressi compiuti da forme di presa di coscienza e di tutela dei propri diritti che il lavoro autonomo ha cominciato a darsi;
b) sull’attenzione che certe Amministrazioni pubbliche hanno cominciato a rivolgere al nostro mondo;
c) sulle iniziative che alcuni parlamentari dei due schieramenti stanno prendendo per rimediare ad alcune disparità di trattamento previdenziale e fiscale di cui siamo stati oggetto finora
e per chiederLe infine la disponibilità del CNEL a voler organizzare un evento, un seminario, dove sia possibile almeno in parte riequilibrare il giudizio espresso su di noi nel convegno “Il lavoro che cambia” (titolo che a questo punto suona come una beffa).
Certi della Sua attenzione e della Sua sensibilità, restiamo in attesa di un cortese riscontro.
Distinti saluti

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