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Maternità con Partita IVA: istruzioni per l'uso

| 18 dicembre 2008 | LETTO: 18.432 VOLTE | 3 COMMENTI | Autore: | SHORT URL |

Maternità: è l’unica tutela reale per i professionisti con partita Iva.

La prestazione economica è pagata dall’Inps (per le lavoratrici dipendenti è anticipata dal datore di lavoro) ed è pari all’80% della retribuzione “convenzionale”. Recentemente (Art.6 Decreto Ministeriale del 12 Luglio 2007) è stata introdotta una copertura pensionistica, ovvero l’accreditamento dei contributi figurativi ai fini della determinazione della pensione per i periodi di astensione nei quali è corrisposta l’indennità di maternità.

Come viene calcolata la prestazione economica

La prestazione economica per le professioniste con Partita IVA è calcolata con riferimento ai 12 mesi antecedenti i due mesi prima del parto, ma con riferimento al reddito medio annuo degli anni in cui sono ricompresi i suddetti 12 mesi: considerando un bambino che nasce il 1 gennaio 2009, il reddito sarà dato da 2/12 del reddito annuo del 2007 e da 10/12 del reddito annuo del 2008. Sono quindi inclusi nel reddito annuo del 2008 anche i due mesi antecedenti il parto in cui non si lavora più: il risultato è una sottostima del reddito annuo effettivo del periodo che andrebbe considerato.

Per poter accedere all'indennità di maternità sostitutiva della retribuzione

  1. è obbligatorio (circolare INPS n. 137 che recepisce il decreto 12 luglio 2007 del Ministero del Lavoro) assentarsi dal lavoro per 5 mesi a cavallo del parto qualora si voglia ricevere l’indennità di maternità, a cui già si aveva diritto (art.2). Il periodo preso a riferimento come astensione è di 2 mesi precedenti e 3 mesi successivi alla data del parto. Nel caso di “esercizio della flessibilità” (1 mese prima e 4 dopo) il certificato medico dovrebbe anche attestare lo stato di buona salute della lavoratrice che le consente di lavorare fino all’8° mese.
  2. occorre presentata all’INPS la domanda prima dell’inizio del periodo di congedo, allegando il certificato medico attestante la data presunta del parto e dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (autodichiarazione) da parte della libera professionista (unita a quella del committente in caso di collaborazione a progetto) sull’effettiva astensione dal lavoro.

I documenti da presentare

  1. Richiesta di indennità per maternità con il modulo "Congedo per maternità e paternità - Domanda per lavoratori iscritti alla Gestione Separata" (.PDF in download);
  2. Certificato medico con la data presunta del parto, vidimato dai medici dell’INPS;
  3. Autocertificazione sul periodo di astensione (se si tratta di Collaboratrice serve anche l'attestazione del committente relativa al periodo di astensione). A titolo informativo potete scaricare questo esempio di Atto di notorietà (.DOC in download) da personalizzare.

Maternità a rischio (maternità anticipata)

Con l’art.3 DM del 12 Luglio 2007, è stato esteso alle lavoratrici iscritte alla gestione separata il diritto di astenersi dal lavoro “nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di preesistenti forme morbose che si ritenga possano essere aggravate dallo stato di gravidanza”.

Procedura per la richiesta dell'indennità di maternità anticipata

In caso di gravidanza a rischio una libera professionista iscritta da almeno 3 mesi alla gestione separata INPS può richiedere, ai sensi del D.Lgs. 151/2001 e D.M. 12/07/2007 l’astensione anticipata dal lavoro, inviando apposita comunicazione al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.

A questa va allegato il certificato del ginecologo, attestante l’incompatibilità fra il lavoro svolto e lo stato di salute. Per non avere problemi, è bene che il certificato sia compilato da un medico ASL!

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